Petition updateL'Italia si opponga agli accordo TTIP e CETA!CETA: Commissione europea lavoro rigetta il trattato, la commissione ambiente verso il no
Mattia PetterliniItaly
Dec 15, 2016
Un saluto a tutti i firmatari, oggi condivido con voi importanti novità in merito al trattato tra Unione Europea e Canada denominato CETA. Nell'ultimo aggiornamento, vi avevo anticipato che il CETA sarebbe passato in visione e a giudizio in due commissioni molto importanti dell'Unione Europea, una è la commissione che si occupa delle politiche del lavoro EMPL, l'altra è la commissione ambiente ENVI. La commissione sulle politiche del lavoro EMPL ha approvato con 27 voti contro 24, richiesta al parlamento europeo di rigettare (non approvare) il CETA. Le motivazioni del rigetto sono: "per quanto concerne la creazione di posti di lavoro dignitosi, i dati empirici basati su modelli reali indicano, nella migliore delle ipotesi, aumenti complessivi marginali per l’occupazione dell’UE, non superiori allo 0,018% in un periodo di attuazione da 6 a 10 anni. Inoltre, studi recenti sulla base di tali modelli hanno previsto perdite effettive di 204 000 posti di lavoro per l’UE nel suo complesso, tra cui 45 000 in Francia, 42 000 in Italia e 19 000 in Germania. Oltre a ciò, la valutazione d’impatto sulla sostenibilità condotta nel 2011 mostra turbamenti settoriali significativi, che potrebbero portare, in ultima analisi, a un aumento della disoccupazione a lungo termine. Per quanto riguarda le retribuzioni, i dati empirici mostrano che l’accordo contribuirebbe ad approfondire il divario retributivo esistente tra lavoratori qualificati e non qualificati, aumentando in tal modo le disparità e le tensioni sociali. Inoltre, si prevedono effetti di redistribuzione considerevoli in relazione al reddito nazionale, che per l’UE corrisponderebbero a un aumento dello 0,66% a favore dei possessori del capitale, aggravando quindi ulteriormente i disordini sociali. L’accordo non prevede nemmeno un capitolo contenente misure volte specificatamente a sostenere le PMI. Vi sono attualmente 20,9 milioni di PMI nell’UE (il 93% delle quali con meno di 10 dipendenti), ma solamente 619 000 esportano al di fuori dell’Unione. Nel contesto liberalizzato creato dal CETA, tali PMI saranno completamente esposte alla forte concorrenza delle imprese transnazionali nordamericane, il che metterà a rischio i 90 milioni di posti di lavoro che esse forniscono (il 67% dell’occupazione totale). Nonostante il fatto che il CETA contenga un capitolo speciale sul commercio e il lavoro, vi è una chiara disparità tra i livelli di protezione previsti per gli investitori e per gli interessi e i diritti dei lavoratori. Lo status privilegiato accordato agli investitori tramite il sistema giudiziario per la protezione degli investimenti (ICS) si contrappone in modo evidente al meccanismo di consultazione previsto per la protezione degli interessi e dei diritti dei lavoratori”. (articolo completo: https://goo.gl/0at5cm) La commissione ambiente ENVI si esprimerà il prossimo 12 Gennaio 2017, c'è l'impressione dalle dichiarazioni effettuate che anche questa commessione farà richiesta di rigettare il CETA. Viene indicato nella bozza della commissione ambiente: "L’Unione Europea e il Canada hanno approcci molto diversi in tema di salute, ambiente, sicurezza alimentare". Il documento, piuttosto critico, sembra preludere ad un’altra bocciatura – dopo quella della Commissione Lavoro (EMPL) – dell’accordo UE-Canada firmato ad ottobre. Le criticità espresse da EMPL sono ribadite da ENVI, che elenca anche tutta una serie di altri pericoli connaturati al CETA. (articolo completo: https://goo.gl/TZNVbK) Visto che il CETA per sua approvazione necessita anche di un voto unanime da parte di tutti i parlamenti delle singole nazioni europee: - si segnala che la posizione del nuovo presidente della repubblica austriaca (eletto il 4 Dicembre) Alexander Van der Bellen (del partito ambientalista dei Verdi) sia contraria ai trattati di commercio internazionale TTIP (Usa e Ue) e CETA (Canada e Ue). (fonte: https://goo.gl/KOoNTq) (articolo Repubblica: https://goo.gl/aLzhtm) - la regione della Vallonia (Belgio) che si era inizialmente opposta al CETA, ha chiesto il 12 Dicembre che la Corte di Giustizia europea possa esprimere il proprio parere riguardo il trattato del CETA. La Vallonia qualora non fosse interpellata la corte di giustizia europea è pronta a rigettare la firma del CETA. Inoltre il presidente della Vallonia insieme ad esperti professori universitari di varie nazioni europee, hanno sottoscritto la dichiarazione NAMUR nella quale semplificando vengono sottolineate le fasi che devono essere seguiti nel cammino di discussione di un trattato internazionale come il CETA ed il TTIP, tra i punti principali: trasparenza delle trattative, richiesta di analisi anticipate dei dati d'impatto ambientale, economico e sociale, rispetto dell'ambiente e dei trattati di Parigi, che i trattati non siano sottoscritti per l'interesse economico di alcuni soggetti, ma per il bene della cittadinanza e che portino reali vantaggi ai cittadini. (dichiarazione completa in inglese: https://goo.gl/R91xrR, firmatari: https://goo.gl/n7drjE) Questa dichiarazione pone una forte critica al processo eseguito e da voce ai tanti cittadini che in tutta europa hanno denunciato le modalità di discussione dei trattati. Infine, vorrei invitarvi a firmare una petizione molto importante lanciata da un cittadino francese qui su Change. La petizione riguarda la richiesta economica di 17,8 milioni di euro di danni che l'azienda McDonald's ha mosso verso la città di Firenze in quanto non ha permesso l'apertura di un fast-food in piazza del duomo di Firenze (classificata come patrimonio dell'Unesco). La petizione richiede di difendere la città di Firenze da questa ingiusta causa. Questa causa anticipa le modalità che una futura applicazione del TTIP e del CETA potranno svolgere in larga scala nei confronti delle città, nazioni che si troveranno maggiormente ingabbiate e non libere di fare scelte di salvaguardia dei propri beni e servizi. La petizione la trovate qui e ad oggi ha visto la firma di oltre 130.000 persone: https://goo.gl/ZFIlJv Grazie a tutti per l'attenzione e la partecipazione insieme possiamo bloccare questi trattati, piccoli ma importanti passi che forse porteranno ad una vittoria della cittadinanza europea contro chi vuole schiacciare i diritti di noi cittadini europei.
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