Tutela del Mar Piccolo, del Mar Grande e del Golfo di Taranto

Questa petizione aveva 266 sostenitori

Il problema

Petizione per la tutela  e la valorizzazione dei “Tre Mari” di Taranto.
Giù le mani dal Nostro Mare.

La seguente raccolta firme è atta a sensibilizzare le amministrazioni locali e centrali sulla tutela dei “tre mari” di Taranto: Il Mar Piccolo, il Mar Grande e il Golfo di Taranto.


1. Il Mar Piccolo è stato per secoli il cuore pulsante dell'economia di Taranto, sede storica della tradizionale mitilicoltura tarantina. Nell'ultimo secolo, le attività antropiche legate all'arsenale, alle attività militari e alle industrie pesanti, hanno sfruttato in maniera incompatibile il Mar Piccolo provocando un grave inquinamento ambientale. Inoltre, attualmente il mare interno è il recapito finale di diversi depuratori dei comuni della provincia. Nonostante l'inquinamento e la cattiva gestione delle varie amministrazioni che nel corso dei decenni hanno ignorato l'importanza dei due seni e dei preziosi Citri - le sorgenti sottomarine che rendono le acque del mare interno particolarmente idonee all’allevamento dei mitili - il Mar Piccolo oggi è un sito dove numerose specie vegetali e animali, molte protette dalle leggi relative alla salvaguardia della natura – tra tutti i cavallucci marini - prosperano, rendendolo un mare unico al mondo! Qualsiasi opera di bonifica invasiva come il dragaggio o il capping possono arrecare danni all'habitat e alle specie presenti e possono minacciare la coltivazione dei mitili.
Per questi motivi si chiede:

  •  la protezione integrale del Mar Piccolo da ulteriori fonti inquinanti, da ulteriori opere di cementificazione delle coste, da attività di bonifica non compatibili con l’ecosistema acquatico, favorendo sia lo straordinario habitat sottomarino, sia le attività economiche come il turismo sostenibile e la mitilicoltura che deve tornare ad essere un comparto economico di punta per la città di Taranto; 
  • il recupero e la valorizzazione paesaggistica delle sponde del bacino del Mar Piccolo, così come decretato da tempo, ma mai attuato.

 

 

2. Il Mar Grande nel corso dell'ultimo secolo è divenuto un grande porto suddiviso in due settori, il porto militare e il porto industriale/commerciale. Scarso spazio è riservato al comparto turistico e le concessioni in monopolio dei moli ad industrie o a multinazionali, non ne favoriscono l'utilizzo a fini legati alla ricezione turistica. Sia nell'area militare che in quella industriale si sono registrati diversi sversamenti di sostanze inquinanti a causa delle movimentazioni portuali e, inoltre, nel porto militare possono transitare e sostare unità militari a propulsione nucleare della NATO. Con il nuovo piano regolatore del Porto, nella parte industriale è attualmente previsto l'allungamento del pontile “petroli” funzionale alla raffineria ENI per mezzo del progetto “Tempa Rossa” che farebbe aumentare il transito e la sosta di navi che trasportano e scaricano idrocarburi con tutti i rischi che ne conseguono. Inoltre sono quasi 19,5 i milioni di metri cubi di sedimenti, in parte inquinati, che si dovrebbero dragare con tutti i rischi di movimentazione di materiali inquinanti nelle acque.  Eppure a chiudere il Mar Grande ci sono le due isole Cheradi che già da tempo sarebbero dovute diventare Riserva dello Stato ma che attualmente sono limitate all'accesso.

Per questi motivi si chiede:

  • la diminuzione della pressione militare nel Mar Grande; il divieto di transito e di attracco di mezzi a propulsione nucleare;
  • fermare l'allungamento del pontile petroli funzionale a Tempa Rossa e alla raffineria;
  • sospendere e valutare con la cittadinanza, i dragaggi nel Mar Grande al fine di comprendere l'effettiva utilità;
  • ritirare le concessioni dei moli del porto che attualmente sono affidati in monopolio;
  • ridiscutere con la popolazione l'utilizzo del porto di Taranto;
  •  la protezione e la valorizzazione delle Isole Cheradi sia nella parte terrestre che marina.

 

3. Il Golfo di Taranto è una “baia storica” di notevole importanza ambientale ed economica per attività legate alla pesca e al turismo, nonché al commercio.  Le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi risulterebbero deleterie per le specie che lo abitano (compresi i meravigliosi cetacei che popolano in gran numero il Golfo) e metterebbero a rischio i comparti della pesca e del turismo.
Per questi motivi si chiede:

  • il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi.
avatar of the starter
MeetUp 192 - Amici di Beppe Grillo TarantoPromotore della petizione

I decisori

Istituzioni locali e centrali
Istituzioni locali e centrali

Aggiornamenti sulla petizione