Istituzioni educative e convitti annessi: emergenza anticovid


Istituzioni educative e convitti annessi: emergenza anticovid
Il problema
Sig. Presidente, Sigg. Ministri,
le Istituzioni Educative Statali (convitti nazionali ed educandati) e i convitti annessi, nei quali operiamo in qualità di educatori, hanno riaperto a settembre come le scuole, accogliendo alunni semiconvittori (di vari ordini di scuola, che usufruiscono di un tempo scuola prolungato anche in orario pomeridiano) e convittori (ragazzi, che per varie ragioni, soggiornano in convitto).
Tuttavia dobbiamo constatare che nessuna specifica misura di sicurezza, inerente l’emergenza sanitaria in atto, è stata adottata per esse: se scarsi sono stati gli investimenti strutturali in questo senso per le scuole, nulli sono stati quelli per i convitti e gli educandati.
Eppure sia i convitti, che in tale frangente sono una soluzione validissima per ovviare all’uso quotidiano dei trasporti pubblici in termini di prevenzione del contagio, sia il semiconvitto, importante strumento di sostegno sociale e psicologico, soprattutto ora, per i ragazzi profondamente segnati dagli effetti del lockdown, avrebbero naturalmente richiesto investimenti di risorse umane e materiali per permetterne l’operatività in tutta sicurezza.
Pertanto, viste le peculiarità di queste Istituzioni statali, chiediamo indispensabili e immediate misure di sicurezza a favore degli alunni, delle loro famiglie e per tutto il personale ivi operante:
Adeguamento degli organici del personale educativo
La categoria del personale educativo, nell'ambito del sistema scolastico italiano, più di tutte è stata danneggiata dalle scellerate politiche di tagli degli ultimi anni: penalizzata dai parametri del DPR 81/2009 (Gelmini), attualmente con organici che non possono superare quelli del 2011, nonostante l'aumento di alunni in molti convitti; priva del supporto di personale di sostegno per fronteggiare le situazioni previste dalla legge 104. Nonostante questi limiti gli educatori sono sempre riusciti a mantenere in vita un servizio di grande rilievo sociale e sempre più richiesto. Nella situazione di emergenza odierna, e senza un adeguamento dell'organico, si pregiudica l'inalienabile diritto alla salute di tutti gli attori di queste comunità educanti.
Protocollo antiCovid per le Istituzioni educative
Il Ministero dell'Istruzione non si è curato di predisporre un Protocollo antiCovid ad hoc per le istituzioni educative, nonostante le loro specifiche peculiarità: la promiscuità dovuta alla residenzialità di alunni dalla provenienza geografica eterogenea, di classi e spesso anche scuole diverse; le mense, il servizio di lavanderia, apertura h24, su 5, 6 o 7 giorni alla settimana. Ogni Istituzione è stata lasciata a se stessa, in balìa di iniziative, o meno, locali e senza precise ed omogenee indicazioni nazionali.
Tracciamenti e screening
L'esperienza di questi mesi in differenti convitti d'Italia ha dimostrato come il tracciamento dei contagi in essi non sia mai stato compiuto. Ciò ha trasformando queste Istituzioni in veri e propri strumenti di diffusione del contagio: alunni e educatori positivi di fronte ai quali troppo spesso le Asl non considerano il personale educativo «contatto stretto», escludendolo a priori dai tamponi e dalla quarantena. Eppure gli educatori, come d'altronde gli insegnanti, permangono per molte ore in aule con molti alunni; la differenza è che gli educatori condividono con gli studenti anche tutte le attività quotidiane di studio, ricreative e gli stessi spazi anche durante i turni notturni. Sono delle comunità affini più alle RSA che alla scuola, con l'unica differenza che il rischio maggiore nei convitti lo corrono i lavoratori, considerata la loro età media.
Alla luce della mancanza di un Protocollo nazionale antiCovid specifico per i Convitti, della mancanza di tracciamenti, di quarantene e di screening obbligatorio a tappeto, affermiamo che i convittori, le loro famiglie, il personale educativo ed ata operante nei convitti, non sia tutelato.
Pertanto CHIEDIAMO:
-Un Protocollo antiCovid nazionale specifico per tutte le Istituzioni educative;
-Aumento d’ufficio degli organici del personale educativo ed ata per sostenere e fronteggiare l’emergenza sanitaria nei Convitti Nazionali, negli Educandati e nei Convitti annessi;
-Tracciamento obbligatorio, con tamponi molecolari e quarantena, per convittori, educatori ed ata in caso di positività in convitto;
-Potenziamento del personale infermieristico ivi operante.
Lasciare le Istituzioni educative e scolastiche prive di idonee misure di sicurezza mette a rischio la collettività intera e diffonde, in questo momento, un pericoloso e diseducativo messaggio: la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli alunni e delle loro famiglie è un bene non prioritario e trascurabile. Siamo sicuri che ne valga la pena?
Vittorio Balestrieri, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II – Napoli
Laura Colucci, Convitto Nazionale C. Colombo – Genova
Giacomo Corbisiero, Convitto annesso all’ITAS Tosi – Codogno
Antonio D’Auria, Educandato SS.Annunziata, Firenze
Nicola Di Foggia, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II - Napoli
Maddalena Lo Fiego, Convitto annesso all’ITAS Anzilotti – Pescia (Pt)
Silvio Viglione, Convitto Nazionale Rinaldo Corso - Correggio

Il problema
Sig. Presidente, Sigg. Ministri,
le Istituzioni Educative Statali (convitti nazionali ed educandati) e i convitti annessi, nei quali operiamo in qualità di educatori, hanno riaperto a settembre come le scuole, accogliendo alunni semiconvittori (di vari ordini di scuola, che usufruiscono di un tempo scuola prolungato anche in orario pomeridiano) e convittori (ragazzi, che per varie ragioni, soggiornano in convitto).
Tuttavia dobbiamo constatare che nessuna specifica misura di sicurezza, inerente l’emergenza sanitaria in atto, è stata adottata per esse: se scarsi sono stati gli investimenti strutturali in questo senso per le scuole, nulli sono stati quelli per i convitti e gli educandati.
Eppure sia i convitti, che in tale frangente sono una soluzione validissima per ovviare all’uso quotidiano dei trasporti pubblici in termini di prevenzione del contagio, sia il semiconvitto, importante strumento di sostegno sociale e psicologico, soprattutto ora, per i ragazzi profondamente segnati dagli effetti del lockdown, avrebbero naturalmente richiesto investimenti di risorse umane e materiali per permetterne l’operatività in tutta sicurezza.
Pertanto, viste le peculiarità di queste Istituzioni statali, chiediamo indispensabili e immediate misure di sicurezza a favore degli alunni, delle loro famiglie e per tutto il personale ivi operante:
Adeguamento degli organici del personale educativo
La categoria del personale educativo, nell'ambito del sistema scolastico italiano, più di tutte è stata danneggiata dalle scellerate politiche di tagli degli ultimi anni: penalizzata dai parametri del DPR 81/2009 (Gelmini), attualmente con organici che non possono superare quelli del 2011, nonostante l'aumento di alunni in molti convitti; priva del supporto di personale di sostegno per fronteggiare le situazioni previste dalla legge 104. Nonostante questi limiti gli educatori sono sempre riusciti a mantenere in vita un servizio di grande rilievo sociale e sempre più richiesto. Nella situazione di emergenza odierna, e senza un adeguamento dell'organico, si pregiudica l'inalienabile diritto alla salute di tutti gli attori di queste comunità educanti.
Protocollo antiCovid per le Istituzioni educative
Il Ministero dell'Istruzione non si è curato di predisporre un Protocollo antiCovid ad hoc per le istituzioni educative, nonostante le loro specifiche peculiarità: la promiscuità dovuta alla residenzialità di alunni dalla provenienza geografica eterogenea, di classi e spesso anche scuole diverse; le mense, il servizio di lavanderia, apertura h24, su 5, 6 o 7 giorni alla settimana. Ogni Istituzione è stata lasciata a se stessa, in balìa di iniziative, o meno, locali e senza precise ed omogenee indicazioni nazionali.
Tracciamenti e screening
L'esperienza di questi mesi in differenti convitti d'Italia ha dimostrato come il tracciamento dei contagi in essi non sia mai stato compiuto. Ciò ha trasformando queste Istituzioni in veri e propri strumenti di diffusione del contagio: alunni e educatori positivi di fronte ai quali troppo spesso le Asl non considerano il personale educativo «contatto stretto», escludendolo a priori dai tamponi e dalla quarantena. Eppure gli educatori, come d'altronde gli insegnanti, permangono per molte ore in aule con molti alunni; la differenza è che gli educatori condividono con gli studenti anche tutte le attività quotidiane di studio, ricreative e gli stessi spazi anche durante i turni notturni. Sono delle comunità affini più alle RSA che alla scuola, con l'unica differenza che il rischio maggiore nei convitti lo corrono i lavoratori, considerata la loro età media.
Alla luce della mancanza di un Protocollo nazionale antiCovid specifico per i Convitti, della mancanza di tracciamenti, di quarantene e di screening obbligatorio a tappeto, affermiamo che i convittori, le loro famiglie, il personale educativo ed ata operante nei convitti, non sia tutelato.
Pertanto CHIEDIAMO:
-Un Protocollo antiCovid nazionale specifico per tutte le Istituzioni educative;
-Aumento d’ufficio degli organici del personale educativo ed ata per sostenere e fronteggiare l’emergenza sanitaria nei Convitti Nazionali, negli Educandati e nei Convitti annessi;
-Tracciamento obbligatorio, con tamponi molecolari e quarantena, per convittori, educatori ed ata in caso di positività in convitto;
-Potenziamento del personale infermieristico ivi operante.
Lasciare le Istituzioni educative e scolastiche prive di idonee misure di sicurezza mette a rischio la collettività intera e diffonde, in questo momento, un pericoloso e diseducativo messaggio: la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli alunni e delle loro famiglie è un bene non prioritario e trascurabile. Siamo sicuri che ne valga la pena?
Vittorio Balestrieri, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II – Napoli
Laura Colucci, Convitto Nazionale C. Colombo – Genova
Giacomo Corbisiero, Convitto annesso all’ITAS Tosi – Codogno
Antonio D’Auria, Educandato SS.Annunziata, Firenze
Nicola Di Foggia, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II - Napoli
Maddalena Lo Fiego, Convitto annesso all’ITAS Anzilotti – Pescia (Pt)
Silvio Viglione, Convitto Nazionale Rinaldo Corso - Correggio

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 30 novembre 2020