Isola Carolina: salviamo 107 alberi dal taglio indiscriminato

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Il Parco Isola Carolina è il cuore verde della città di Lodi, Lombardia, con oltre 300 alberi dalle chiome altissime, che raccontano una storia di metà Novecento, quando un signore di nome Enrico e di cognome Mattei, presidente di una giovane società petrolifera, di nome Agip, volle regalare terra, alberi e aria a una città che gli aveva appena donato, a due passi dalle sue porte, un enorme giacimento di gas naturale. Un parco che è cresciuto con la città, che ha accompagnato con mano delicata un paese sfinito dalla fine della guerra sino alle luci dell'età moderna. Generazioni di lodigiani hanno giocato e vissuto gli spazi, rigenerati dai maestosi arbusti. Ma poi, lentamente, come una fiamma che si spegne, le foglie hanno ricoperto i viali e il tempo ha cancellato i ricordi più belli, lasciando spazio all'incuria e all'abbandono.
Da anni questo cuore non batte più, i politici locali dal 2007 rimbalzano tra vari e costosi progetti di rilancio. 11 anni di luoghi senza un'anima, senza il chiasso dei bimbi o il fruscio dei passeggiatori. E quando la soluzione sembrava arrivare, l'entusiasmo ha lasciato il passo alla delusione.
107, e ancora, 107 il numero degli alberi quasi secolari che gridano pietà, perchè il progetto della Giunta guidata dalla Sindaca Sara Casanova intende abbattere per fare spazio ai viali in asfalto, che spostano di qualche metro i vialetti esistenti. E una lunghissima gradinata in pietra ad aprire il parco.
Leggendo la relazione agronomica, ci lascia allibiti il fatto che solo 4 piante ad alto fusto andrebbero tagliate perchè ammalate, a fronte di un taglio così indiscriminato.
E' un progetto senza futuro, perchè non ha dentro gli elementi di socializzazione che un parco deve saper creare, per aggregare le famiglie, non ci sono aree per i bambini e per gli animali, non c'è nessuna area dedicata alla botanica, nessuna idea di recupero degli alberi tagliati.
E' un progetto costoso, 1,3 milioni circa, dei quali solo 150 mila dedicati alla cura delle piante .
Chiediamo una mano forte e coraggiosa a tutti coloro che credono che l'unione è uguale forza, e che le idee, quelle buone, possono far cambiare pensiero agli amministratori, affinchè rivedano questo progetto e ci mettano più cuore, che abbandonino l'idea di tagliare un terzo delle specie botaniche inserite e che pensino a questo spazio enorme, nella stessa maniera in cui se lo immaginava Enrico Mattei, ovvero, come un dono, un dono per le future generazioni, un dono da custodire, salvaguardare e amare. Firma e condividi.

Cittadini e cittadine di Lodi, attivisti e attiviste del M5S, ma prima di tutto lodigiani e lodigiane innamorati/e del loro Parco.



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