#iopensononcopio: per la trasparenza e la validità del merito

Il problema

Creare questa petizione significa esprimere il fermo desiderio di non voler più tacere. Eravamo certi che, alla fine, si sarebbe fatta chiarezza e la verità sarebbe venuta a galla. Ma l’articolo pubblicato oggi, 1° febbraio 2016, sul Corriere della Sera, a firma di Gian Antonio Stella, ci impone, in coscienza, un dovere: quello di parlare.

In data 23 Aprile 2015, a conclusione del corso di Letteratura Italiana Contemporanea, tenuto dal Prof. Giuseppe Fontanelli, titolare della cattedra di insegnamento di questa disciplina presso il Dpt. di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, ai sottoscritti studenti ─ allora iscritti al I anno del CdL Magistrale in “Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Moderna” presso lo stesso Dipartimento ─ venivano mostrate, dopo loro sollecitazione, le prove ─ assolute e inconfutabili ─ del plagio commesso da un docente della nostra Università ai danni di un professore universitario in pensione: intere e intere pagine, tratte da svariati volumi prodotti da quest’ultimo, che riferivano e davano conto dell’opera di alcuni scrittori, sono state inequivocabilmente fatte proprie dal docente in questione. Copiate e usate, in alcuni suoi saggi, nella trattazione di autori, per giunta diversi da quelli dei quali le pagine parlavano (come ben messo in evidenza da Stella nell’articolo odierno).

In quell’occasione, venivamo così portati a conoscenza diretta dei particolari di una vicenda a noi nota, sino a quel momento, soltanto grazie a quanto aveva riportato la stampa locale negli anni precedenti.

Tali saggi, ritenuti originali e brillanti, sono valsi a quel docente l’abilitazione in un concorso pubblico svoltosi a Milano nel 2012. Dobbiamo al prof. Fontanelli il coraggio di aver chiesto la sospensione di quel giudizio e l’apertura di un’indagine da parte del Ministero. Dopo alcuni mesi, però, come riportato da Stella nel suo articolo, pochi giorni fa è arrivata la risposta incredibile del Ministero, a firma del direttore generale del Miur, Daniele Livon: «Visionata la documentazione» la commissione ritiene di «non dover modificare il giudizio di abilitazione già reso» nei confronti del docente coinvolto.

Nel rispetto della decisione presa, esprimiamo comunque, senza indugio, solidarietà e vicinanza al Prof. Giuseppe Fontanelli il quale, pur avendo dimostrato, a nostro avviso in maniera inequivocabile, la responsabilità del collega, è stato accusato (e lo sarà ancor di più adesso) di diffamazione.

Anche noi, in questa vicenda, ci sentiamo parte lesa. Da studenti dell’Università di Messina deploriamo l’atto del plagio che scredita, ancora una volta e in maniera ingiustificata, l’immagine di tutto l’Ateneo. Da studenti di Lettere, riteniamo ancora più ignominioso che tale azione sia stata commessa, nel silenzio, e forse nella complicità di alcuni, da un docente di materie umanistiche il quale dovrebbe tenere sempre a mente che, tra le varie missioni, la Letteratura ha anche quella di essere depositaria e portatrice, nell’animo umano, di verità e bellezza. Da cittadini, esprimiamo, infine, il più vivo sdegno per il fatto che una commissione scientifica non si sia accorta di nulla e anzi abbia giudicato positivamente il lavoro dello stesso in occasione di un concorso pubblico. Ci chiediamo altresì come sia possibile che nessuna voce ufficiale di biasimo e di condanna sia venuta negli anni passati da parte del Rettore e dai Consigli dei Dipartimenti interessati e come un docente macchiatosi di una colpa così grave non sia stato sospeso, ma anzi gli sia stato, in attesa del giudizio, consentito di insegnare.

Ciò che qui si legge non è unicamente una denuncia, un desiderio spassionato di portare a galla quella verità che già è stata affossata: è la presa di coscienza da parte di noi studenti, adulti della società del domani. Non desideriamo far parte di questa fangosa realtà in cui ad andare avanti è chi fa uso di una furbizia ledente e maligna nelle sue radici. Non vogliamo rappresentare la società del “vincere facile”, del cabaret, della serietà smarrita. Se tanto oggigiorno si parla di meritocrazia, questo è il momento giusto per reificare quella bella idea che tante bocche affolla. Chiediamo spazio per una rinnovata fiducia, per un futuro cristallino, per una novella società delle brave persone e delle buone cose. Rinnoviamo il nostro aspro disappunto nei confronti di quest’azione spregiudicatamente machiavellica, e ci auguriamo che il piccolo caso del Prof. Giuseppe Fontanelli possa essere un faro abbagliante per la risoluzione dell’annosa questione d'incredibilità che avvolge in una nube dolente l’Italia tutta.

Tale nostro documento, sviluppato in modo spontaneo e autonomo da qualsivoglia indirizzo, ci auguriamo possa essere utile a riaccendere il dibattito all’interno del nostro Ateneo e degli altri d’Italia circa la legalità, la trasparenza e la giustizia, valori ai quali noi tutti teniamo molto e che crediamo fortemente debbano essere quelli sui quali si fonda il viver civile di ogni comunità, in special modo quella accademica.

Messina, 1° Febbraio 2016.

Vera Cammarata 

Ida Ciccia

Ambra Crisafulli

Annalisa De Vito

Caterina Gitto

Paola Gugliandolo

Roberta Gugliandolo

Francesca Italiano

Lidia Libri

Chiara Maiolo

Jessica Mento

Domenica Romeo

Marina Pagano

Gina Maria Palmeri

Maria Antonietta Romeo

Claudio Staiti

Carmen Traviglia

Studenti del II anno del C.d.L. Magistrale in “Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Moderna” del Dpt. di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina.

Se anche tu sei d'accordo con noi, se anche tu desideri una società più pulita, in cui venga adeguatamente valutata la fatica impiegata in qualsivoglia attività, firma questa petizione. Aiutaci a rendere l'Università, i pubblici concorsi, l'amministrazione, la gestione, il sistema sociale e culturale italiano più trasparente e pulito. Aiutaci a rendere il nostro Paese migliore. Non copiare, pensa!

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Marina PaganoPromotore della petizione
Questa petizione aveva 355 sostenitori

Il problema

Creare questa petizione significa esprimere il fermo desiderio di non voler più tacere. Eravamo certi che, alla fine, si sarebbe fatta chiarezza e la verità sarebbe venuta a galla. Ma l’articolo pubblicato oggi, 1° febbraio 2016, sul Corriere della Sera, a firma di Gian Antonio Stella, ci impone, in coscienza, un dovere: quello di parlare.

In data 23 Aprile 2015, a conclusione del corso di Letteratura Italiana Contemporanea, tenuto dal Prof. Giuseppe Fontanelli, titolare della cattedra di insegnamento di questa disciplina presso il Dpt. di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, ai sottoscritti studenti ─ allora iscritti al I anno del CdL Magistrale in “Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Moderna” presso lo stesso Dipartimento ─ venivano mostrate, dopo loro sollecitazione, le prove ─ assolute e inconfutabili ─ del plagio commesso da un docente della nostra Università ai danni di un professore universitario in pensione: intere e intere pagine, tratte da svariati volumi prodotti da quest’ultimo, che riferivano e davano conto dell’opera di alcuni scrittori, sono state inequivocabilmente fatte proprie dal docente in questione. Copiate e usate, in alcuni suoi saggi, nella trattazione di autori, per giunta diversi da quelli dei quali le pagine parlavano (come ben messo in evidenza da Stella nell’articolo odierno).

In quell’occasione, venivamo così portati a conoscenza diretta dei particolari di una vicenda a noi nota, sino a quel momento, soltanto grazie a quanto aveva riportato la stampa locale negli anni precedenti.

Tali saggi, ritenuti originali e brillanti, sono valsi a quel docente l’abilitazione in un concorso pubblico svoltosi a Milano nel 2012. Dobbiamo al prof. Fontanelli il coraggio di aver chiesto la sospensione di quel giudizio e l’apertura di un’indagine da parte del Ministero. Dopo alcuni mesi, però, come riportato da Stella nel suo articolo, pochi giorni fa è arrivata la risposta incredibile del Ministero, a firma del direttore generale del Miur, Daniele Livon: «Visionata la documentazione» la commissione ritiene di «non dover modificare il giudizio di abilitazione già reso» nei confronti del docente coinvolto.

Nel rispetto della decisione presa, esprimiamo comunque, senza indugio, solidarietà e vicinanza al Prof. Giuseppe Fontanelli il quale, pur avendo dimostrato, a nostro avviso in maniera inequivocabile, la responsabilità del collega, è stato accusato (e lo sarà ancor di più adesso) di diffamazione.

Anche noi, in questa vicenda, ci sentiamo parte lesa. Da studenti dell’Università di Messina deploriamo l’atto del plagio che scredita, ancora una volta e in maniera ingiustificata, l’immagine di tutto l’Ateneo. Da studenti di Lettere, riteniamo ancora più ignominioso che tale azione sia stata commessa, nel silenzio, e forse nella complicità di alcuni, da un docente di materie umanistiche il quale dovrebbe tenere sempre a mente che, tra le varie missioni, la Letteratura ha anche quella di essere depositaria e portatrice, nell’animo umano, di verità e bellezza. Da cittadini, esprimiamo, infine, il più vivo sdegno per il fatto che una commissione scientifica non si sia accorta di nulla e anzi abbia giudicato positivamente il lavoro dello stesso in occasione di un concorso pubblico. Ci chiediamo altresì come sia possibile che nessuna voce ufficiale di biasimo e di condanna sia venuta negli anni passati da parte del Rettore e dai Consigli dei Dipartimenti interessati e come un docente macchiatosi di una colpa così grave non sia stato sospeso, ma anzi gli sia stato, in attesa del giudizio, consentito di insegnare.

Ciò che qui si legge non è unicamente una denuncia, un desiderio spassionato di portare a galla quella verità che già è stata affossata: è la presa di coscienza da parte di noi studenti, adulti della società del domani. Non desideriamo far parte di questa fangosa realtà in cui ad andare avanti è chi fa uso di una furbizia ledente e maligna nelle sue radici. Non vogliamo rappresentare la società del “vincere facile”, del cabaret, della serietà smarrita. Se tanto oggigiorno si parla di meritocrazia, questo è il momento giusto per reificare quella bella idea che tante bocche affolla. Chiediamo spazio per una rinnovata fiducia, per un futuro cristallino, per una novella società delle brave persone e delle buone cose. Rinnoviamo il nostro aspro disappunto nei confronti di quest’azione spregiudicatamente machiavellica, e ci auguriamo che il piccolo caso del Prof. Giuseppe Fontanelli possa essere un faro abbagliante per la risoluzione dell’annosa questione d'incredibilità che avvolge in una nube dolente l’Italia tutta.

Tale nostro documento, sviluppato in modo spontaneo e autonomo da qualsivoglia indirizzo, ci auguriamo possa essere utile a riaccendere il dibattito all’interno del nostro Ateneo e degli altri d’Italia circa la legalità, la trasparenza e la giustizia, valori ai quali noi tutti teniamo molto e che crediamo fortemente debbano essere quelli sui quali si fonda il viver civile di ogni comunità, in special modo quella accademica.

Messina, 1° Febbraio 2016.

Vera Cammarata 

Ida Ciccia

Ambra Crisafulli

Annalisa De Vito

Caterina Gitto

Paola Gugliandolo

Roberta Gugliandolo

Francesca Italiano

Lidia Libri

Chiara Maiolo

Jessica Mento

Domenica Romeo

Marina Pagano

Gina Maria Palmeri

Maria Antonietta Romeo

Claudio Staiti

Carmen Traviglia

Studenti del II anno del C.d.L. Magistrale in “Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Moderna” del Dpt. di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina.

Se anche tu sei d'accordo con noi, se anche tu desideri una società più pulita, in cui venga adeguatamente valutata la fatica impiegata in qualsivoglia attività, firma questa petizione. Aiutaci a rendere l'Università, i pubblici concorsi, l'amministrazione, la gestione, il sistema sociale e culturale italiano più trasparente e pulito. Aiutaci a rendere il nostro Paese migliore. Non copiare, pensa!

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Marina PaganoPromotore della petizione

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 355 sostenitori

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I decisori

MIUR
MIUR
Università degli studi di Messina
Università degli studi di Messina
Daniele Livon
Daniele Livon
Daniele Livon
Daniele Livon
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Petizione creata in data 1 febbraio 2016