Introduciamo il reato di Zooerastia nel Codice Penale


Introduciamo il reato di Zooerastia nel Codice Penale
Il problema
Al Ministro della Giustizia, al Governo e al Parlamento Italiano
Il recente ed atroce caso della gattina Rosi, vittima di ripetuti abusi sessuali a Roma, ha squarciato il velo su una realtà che l’Italia non può più ignorare: la zooerastia.
Oggi, nel nostro ordinamento, questo atto aberrante non esiste come reato autonomo. Viene punito genericamente sotto l’Articolo 544-ter (Maltrattamento di animali), con pene che spesso si risolvono in sanzioni irrisorie o decreti penali di condanna che non prevedono un solo giorno di carcere.
Questa impunità deve finire.
Chiedo insieme ai firmatari di questa petizione che lo Stato Italiano riconosca la gravità specifica di questo crimine per tre ragioni fondamentali:
1. Dignità e Tutela Animale: L'abuso sessuale è una forma di tortura fisica e psicologica estrema. Un animale non può fornire consenso; trattarlo come un oggetto da sfogo sessuale è la negazione massima della sua natura di essere senziente.
2. Pericolosità Sociale: La criminologia moderna conferma che chi commette atti di zooerastia presenta un'altissima probabilità di passare alla violenza contro gli esseri umani (donne, bambini, soggetti vulnerabili). Punire severamente la zooerastia significa prevenire futuri crimini sociali.
3. Vuoto Normativo: Non possiamo permettere che un predatore sessuale venga equiparato a chi detiene un animale in condizioni non idonee. Sono reati di natura diversa e meritano pene diverse, certe e rieducative.
COSA CHIEDIAMO:
L’introduzione di un articolo specifico nel Codice Penale che definisca e punisca il reato di zooerastia (abuso sessuale su animali) con pene detentive severe e non convertibili in sola pena pecuniaria.
L'interdizione perpetua dal possesso di animali per chi si macchia di questo reato.
Percorsi di recupero psichiatrico obbligatori per i condannati, data l'evidente pericolosità sociale del gesto.
Rosi non ha avuto voce per gridare aiuto, ma noi abbiamo la voce per chiedere giustizia. Non aspettiamo che l'orrore si ripeta.
Firma anche tu per cambiare la legge. Per Rosi, per tutti loro.

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Il problema
Al Ministro della Giustizia, al Governo e al Parlamento Italiano
Il recente ed atroce caso della gattina Rosi, vittima di ripetuti abusi sessuali a Roma, ha squarciato il velo su una realtà che l’Italia non può più ignorare: la zooerastia.
Oggi, nel nostro ordinamento, questo atto aberrante non esiste come reato autonomo. Viene punito genericamente sotto l’Articolo 544-ter (Maltrattamento di animali), con pene che spesso si risolvono in sanzioni irrisorie o decreti penali di condanna che non prevedono un solo giorno di carcere.
Questa impunità deve finire.
Chiedo insieme ai firmatari di questa petizione che lo Stato Italiano riconosca la gravità specifica di questo crimine per tre ragioni fondamentali:
1. Dignità e Tutela Animale: L'abuso sessuale è una forma di tortura fisica e psicologica estrema. Un animale non può fornire consenso; trattarlo come un oggetto da sfogo sessuale è la negazione massima della sua natura di essere senziente.
2. Pericolosità Sociale: La criminologia moderna conferma che chi commette atti di zooerastia presenta un'altissima probabilità di passare alla violenza contro gli esseri umani (donne, bambini, soggetti vulnerabili). Punire severamente la zooerastia significa prevenire futuri crimini sociali.
3. Vuoto Normativo: Non possiamo permettere che un predatore sessuale venga equiparato a chi detiene un animale in condizioni non idonee. Sono reati di natura diversa e meritano pene diverse, certe e rieducative.
COSA CHIEDIAMO:
L’introduzione di un articolo specifico nel Codice Penale che definisca e punisca il reato di zooerastia (abuso sessuale su animali) con pene detentive severe e non convertibili in sola pena pecuniaria.
L'interdizione perpetua dal possesso di animali per chi si macchia di questo reato.
Percorsi di recupero psichiatrico obbligatori per i condannati, data l'evidente pericolosità sociale del gesto.
Rosi non ha avuto voce per gridare aiuto, ma noi abbiamo la voce per chiedere giustizia. Non aspettiamo che l'orrore si ripeta.
Firma anche tu per cambiare la legge. Per Rosi, per tutti loro.

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I decisori

Petizione creata in data 30 marzo 2026