Intitoliamo lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni


Intitoliamo lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni
Il problema
Intitoliamo lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni: la donna che ha aperto la strada alla libertà di correre.
Paola Pigni (Milano, 30/12/1945 – Roma 11/06/2021) non ha solo corso: ha aperto la strada.
È stata una campionessa, ma soprattutto una donna che ha sfidato i limiti e i pregiudizi, rendendo la corsa un atto di libertà per tutte.
Dopo i record e i trionfi, ha scelto di restare accanto ai giovani. Lo Stadio della Farnesina è stato per anni la sua casa: lì insieme a suo marito Bruno Cacchi non insegnavano solo l’atletica, ma tramandavano i valori sociali dello sport: l’inclusione, il rispetto dell’avversario come opportunità per migliorarsi, la condivisione dei successi, il coraggio di rialzarsi dopo una sconfitta.
Se l’Arena di Milano il 2 luglio 1969 l’ha consacrata primatista del mondo, la Farnesina è il simbolo della sua dedizione verso gli altri, così come lo è stata tutta la sua esistenza.
Chi l’ha conosciuta porta ancora con sé la sua umanità, il suo rigore, la sua generosità e il suo sorriso. Chi non l’ha mai incontrata è comunque stato toccato dalla sua eredità: se oggi le donne corrono libere sulle lunghe distanze, è anche grazie a lei.
Il suo ultimo giorno di vita lo ha dedicato ancora a loro: ai ragazzi, allo sport come fonte di divertimento, e ai valori in cui credeva. È stata colta da malore mentre parlava proprio di questo, durante un evento a Castelporziano alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un addio coerente, generoso, profondamente suo.
Per questo chiediamo alle istituzioni CONI, Sport e Salute, Ministero per lo Sport e i Giovani, Comune di Roma, e FIDAL di intitolare lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni.
Perché la memoria è responsabilità, i luoghi parlano, e questo Stadio può tramandare alle generazioni che verranno il messaggio di Paola, sulla pista, dove ha costruito il suo sogno e quello di tanti altri.
Se credi che nello sport come nella vita i risultati duraturi e la libertà si costruiscono con il coraggio, la determinazione, la disciplina, la fatica e l’impegno firma anche tu!
Per custodire e tramandare la cultura dello sport che non va perduto.

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Il problema
Intitoliamo lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni: la donna che ha aperto la strada alla libertà di correre.
Paola Pigni (Milano, 30/12/1945 – Roma 11/06/2021) non ha solo corso: ha aperto la strada.
È stata una campionessa, ma soprattutto una donna che ha sfidato i limiti e i pregiudizi, rendendo la corsa un atto di libertà per tutte.
Dopo i record e i trionfi, ha scelto di restare accanto ai giovani. Lo Stadio della Farnesina è stato per anni la sua casa: lì insieme a suo marito Bruno Cacchi non insegnavano solo l’atletica, ma tramandavano i valori sociali dello sport: l’inclusione, il rispetto dell’avversario come opportunità per migliorarsi, la condivisione dei successi, il coraggio di rialzarsi dopo una sconfitta.
Se l’Arena di Milano il 2 luglio 1969 l’ha consacrata primatista del mondo, la Farnesina è il simbolo della sua dedizione verso gli altri, così come lo è stata tutta la sua esistenza.
Chi l’ha conosciuta porta ancora con sé la sua umanità, il suo rigore, la sua generosità e il suo sorriso. Chi non l’ha mai incontrata è comunque stato toccato dalla sua eredità: se oggi le donne corrono libere sulle lunghe distanze, è anche grazie a lei.
Il suo ultimo giorno di vita lo ha dedicato ancora a loro: ai ragazzi, allo sport come fonte di divertimento, e ai valori in cui credeva. È stata colta da malore mentre parlava proprio di questo, durante un evento a Castelporziano alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un addio coerente, generoso, profondamente suo.
Per questo chiediamo alle istituzioni CONI, Sport e Salute, Ministero per lo Sport e i Giovani, Comune di Roma, e FIDAL di intitolare lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni.
Perché la memoria è responsabilità, i luoghi parlano, e questo Stadio può tramandare alle generazioni che verranno il messaggio di Paola, sulla pista, dove ha costruito il suo sogno e quello di tanti altri.
Se credi che nello sport come nella vita i risultati duraturi e la libertà si costruiscono con il coraggio, la determinazione, la disciplina, la fatica e l’impegno firma anche tu!
Per custodire e tramandare la cultura dello sport che non va perduto.

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Petizione creata in data 1 dicembre 2025