Intervieni per i bambini della famiglia nel bosco

Firmatari recenti
Patrizia Azzolini e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Immaginate la sofferenza di tre bambini innocenti – una bimba di 8 anni e due gemelli di 6 – separati dai loro genitori in una notte di novembre 2025. Questa situazione difficile è la realtà per la "famiglia nel bosco" di Palmoli, in Abruzzo: Nathan Trevallion (britannico) e Catherine Birmingham (australiana), una coppia che ha scelto di vivere in armonia con la natura, lontani dalle comodità moderne ma con amore e cura reciproca. Senza elettricità o acqua corrente, garantiscono un ambiente sano e stimolante, insegnando valori di connessione con il mondo naturale – uno stile off-grid che non ha comportato abusi, come indicato da valutazioni iniziali.

Tuttavia, il 6 marzo 2026, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha disposto l'allontanamento della madre Catherine dalla casa famiglia di Vasto (dove risiedeva con i figli dal novembre 2025), motivato da presunte difficoltà relazionali con gli operatori, e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura (probabilmente a Pineto, Teramo, a circa 140 km). Questo ha causato un ulteriore disagio emotivo, con segnalazioni di possibili effetti negativi come incubi e difficoltà di adattamento, secondo esperti psichiatrici.

Perché è importante? Questa separazione solleva preoccupazioni sul rispetto dell'Art. 9 della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo (che prevede la non-separazione dei minori dai genitori senza necessità comprovata) e dell'Art. 2 della Costituzione italiana (diritto alla vita relazionale). Potrebbe creare un precedente per famiglie con stili di vita alternativi, come osservato da figure istituzionali come la Premier Meloni e il Ministro Salvini. Il Garante per l'Infanzia ha espresso la necessità di valutare misure per ridurre il trauma.

Facciamo appello a Papa Leone XIV, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle Ambasciate Australiana e Britannica, e alle autorità italiane affinché valutino un intervento per risolvere questa situazione in modo equo. Crediamo che un parere morale papale, un'attenzione presidenziale e un supporto diplomatico possano contribuire a una soluzione rispettosa dei diritti familiari. Invitiamo anche a una preghiera collettiva per il benessere dei bambini: "Signore, guida le decisioni verso l'unità familiare. Amen."

Le autorità sono chiamate a considerare lo stile di vita scelto da Nathan e Catherine: l'Italia valorizza la diversità culturale e le scelte personali, purché non vi siano rischi concreti per i minori. Chiediamo con urgenza: la revoca dell'ordinanza, la riunificazione familiare, un'indagine indipendente sul procedimento e, se richiesto dai genitori, il rimpatrio in Australia.

Firma questa petizione da 1523.it per la tutela dei bambini e unisciti alle iniziative pacifiche di sostegno (come le fiaccolate recenti a Vasto). Invia l'appello via PEC o email ai destinatari (es. protocollo.centrale@pec.quirinale.it per il Presidente; gabinetto.ministro@giustiziacert.it per il Ministro Nordio). Con il tuo contributo, possiamo promuovere una risoluzione positiva e rispettosa!
 

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Alessandro PatanèPromotore della petizione

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Immaginate la sofferenza di tre bambini innocenti – una bimba di 8 anni e due gemelli di 6 – separati dai loro genitori in una notte di novembre 2025. Questa situazione difficile è la realtà per la "famiglia nel bosco" di Palmoli, in Abruzzo: Nathan Trevallion (britannico) e Catherine Birmingham (australiana), una coppia che ha scelto di vivere in armonia con la natura, lontani dalle comodità moderne ma con amore e cura reciproca. Senza elettricità o acqua corrente, garantiscono un ambiente sano e stimolante, insegnando valori di connessione con il mondo naturale – uno stile off-grid che non ha comportato abusi, come indicato da valutazioni iniziali.

Tuttavia, il 6 marzo 2026, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha disposto l'allontanamento della madre Catherine dalla casa famiglia di Vasto (dove risiedeva con i figli dal novembre 2025), motivato da presunte difficoltà relazionali con gli operatori, e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura (probabilmente a Pineto, Teramo, a circa 140 km). Questo ha causato un ulteriore disagio emotivo, con segnalazioni di possibili effetti negativi come incubi e difficoltà di adattamento, secondo esperti psichiatrici.

Perché è importante? Questa separazione solleva preoccupazioni sul rispetto dell'Art. 9 della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo (che prevede la non-separazione dei minori dai genitori senza necessità comprovata) e dell'Art. 2 della Costituzione italiana (diritto alla vita relazionale). Potrebbe creare un precedente per famiglie con stili di vita alternativi, come osservato da figure istituzionali come la Premier Meloni e il Ministro Salvini. Il Garante per l'Infanzia ha espresso la necessità di valutare misure per ridurre il trauma.

Facciamo appello a Papa Leone XIV, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle Ambasciate Australiana e Britannica, e alle autorità italiane affinché valutino un intervento per risolvere questa situazione in modo equo. Crediamo che un parere morale papale, un'attenzione presidenziale e un supporto diplomatico possano contribuire a una soluzione rispettosa dei diritti familiari. Invitiamo anche a una preghiera collettiva per il benessere dei bambini: "Signore, guida le decisioni verso l'unità familiare. Amen."

Le autorità sono chiamate a considerare lo stile di vita scelto da Nathan e Catherine: l'Italia valorizza la diversità culturale e le scelte personali, purché non vi siano rischi concreti per i minori. Chiediamo con urgenza: la revoca dell'ordinanza, la riunificazione familiare, un'indagine indipendente sul procedimento e, se richiesto dai genitori, il rimpatrio in Australia.

Firma questa petizione da 1523.it per la tutela dei bambini e unisciti alle iniziative pacifiche di sostegno (come le fiaccolate recenti a Vasto). Invia l'appello via PEC o email ai destinatari (es. protocollo.centrale@pec.quirinale.it per il Presidente; gabinetto.ministro@giustiziacert.it per il Ministro Nordio). Con il tuo contributo, possiamo promuovere una risoluzione positiva e rispettosa!
 

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Alessandro PatanèPromotore della petizione

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