Interrare il nuovo grande elettrodotto di Calenzano


Interrare il nuovo grande elettrodotto di Calenzano
Il problema
Calenzano è attualmente oggetto di un intervento di potenziamento e razionalizzazione del sistema di distribuzione dell’energia elettrica all’interno di un’opera di interesse nazionale, il nuovo elettrodotto di Terna “Colunga-Calenzano”.
Il progetto complessivamente andrà a migliorare la distribuzione e le emissioni totali anche sul nostro territorio ma con alcune criticità che chiediamo di migliorare. La nuova linea aerea che sarà realizzata in sostituzione delle precedenti, attualmente in fase di installazione, sarà formata da una doppia terna da 380 kV. Il progetto prevede degli interramenti, ma solo il 15% della potenza trasportata sarà su cavo interrato mentre il rimanente 85% (2.000 MW) sarà concentrato su questa unica via aerea che correrà lungo il centro abitato e il futuro parco delle Carpugnane. Questa nuova linea, rispetto a quella esistente, sarà sì allontanata dalle abitazioni, ma solo di pochi metri, mentre avrà una portata di gran lunga maggiore.
Nonostante la presenza di campi elettromagnetici così forti, i calcoli di progetto e gli enti competenti ci rassicurano circa il rispetto degli obiettivi di qualità e sicurezza. Tuttavia, per poter raggiungere tali obiettivi anche per le abitazioni più prossime, i cavi dovranno correre sollevati a diverse decine di metri d’altezza e i sostegni tubolari impiegati dovranno essere alti circa 60 m, cioè almeno il 30% in più rispetto agli attuali, con un impatto paesaggistico rilevante e fuori dal comune.
Il tratto che interessava l’abitato di Calenzano (tralicci dal 218 al 230) fu già valutato come critico dalla Commissione tecnica ambientale dal punto di vista dei campi elettromagnetici essendo collocato in area densamente popolata. Con il DM 275 del 2014, il Ministero dell’Ambiente concesse la compatibilità ambientale con la prescrizione di interrare i cavi oppure di presentare una soluzione tecnica alternativa da sottoporre alle opportune valutazioni.
Terna decise di percorrere la seconda strada, dotando il tratto di un Loop passivo, un circuito passivo addizionale che contribuisce ad attenuare in misura relativa il campo magnetico generato dalla corrente che attraversa i cavi. L’attenuazione del campo magnetico che deriva da questa soluzione, è sufficiente per rientrare nei limiti di emissione rispetto alle abitazioni vicine, ma non abbastanza per poter fare a meno di allontanare in altezza il campo emissivo attraverso l’utilizzo di sostegni tubolari estremamente alti e quindi visivamente impattanti.
IL VINCOLO PAESAGGISTICO
Calenzano è zona a vincolo paesaggistico, da D. M. del 13 febbraio 1967. Nel progetto di Terna, secondo la relazione del Cesi (Relazione ambientale per la proroga di VIA, revisione 18 ottobre 2024), si legge che:
“la nuova linea 380 kV non si pone come barriera visiva […] segue essenzialmente l’andamento della linea a 220 kV esistente da demolire, pertanto non si inserisce in un varco attualmente privo di ostacoli per le visuali. Nell’ultimo tratto […] la realizzazione del progetto comporta la demolizione di 4 linee aeree esistenti con indubbi benefici sulla percezione da e verso i rilevi morfologici del Monte Morello ed i beni storico-culturali presenti (Castello di Calenzano, pieve di S. Donato, ecc.).”
Contestiamo queste asserzioni perché, trattandosi di sostegni estremamente alti, benché di forma tubolare e limitato perimetro di base, hanno impatto sul paesaggio di gran di lunga superiore rispetto ai tralicci esistenti, in aperto contrasto con quanto prescritto dal vincolo. Il risultato paesaggistico, probabilmente né previsto né voluto, si prospetta chiaramente come eccessivamente impattante e deturpante per il nostro territorio, caratterizzato da elementi di pregio storici e naturalistici.
CHIEDIAMO
L’ALLONTANAMENTO DEI NUOVI SOSTEGNI TUBOLARI DALL’ABITATO
- o con interramento,
- o con modifica del tracciato verso l’interno del futuro parco delle Carpugnane o verso l’autostrada;
- chiediamo inoltre al Ministero della Cultura di pronunciarsi in merito
- e agli enti competenti di vigilare sul monitoraggio dei campi elettromagnetici prodotti.
PER ALTRE IMMAGINI E APPROFONDIMENTI CONSULTA IL NOSTRO DOCUMENTO INTEGRALE NELLA SEZIONE “AGGIORNAMENTI”
Fotoinserimento dell'elettrodotto visto dal parco:

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Il problema
Calenzano è attualmente oggetto di un intervento di potenziamento e razionalizzazione del sistema di distribuzione dell’energia elettrica all’interno di un’opera di interesse nazionale, il nuovo elettrodotto di Terna “Colunga-Calenzano”.
Il progetto complessivamente andrà a migliorare la distribuzione e le emissioni totali anche sul nostro territorio ma con alcune criticità che chiediamo di migliorare. La nuova linea aerea che sarà realizzata in sostituzione delle precedenti, attualmente in fase di installazione, sarà formata da una doppia terna da 380 kV. Il progetto prevede degli interramenti, ma solo il 15% della potenza trasportata sarà su cavo interrato mentre il rimanente 85% (2.000 MW) sarà concentrato su questa unica via aerea che correrà lungo il centro abitato e il futuro parco delle Carpugnane. Questa nuova linea, rispetto a quella esistente, sarà sì allontanata dalle abitazioni, ma solo di pochi metri, mentre avrà una portata di gran lunga maggiore.
Nonostante la presenza di campi elettromagnetici così forti, i calcoli di progetto e gli enti competenti ci rassicurano circa il rispetto degli obiettivi di qualità e sicurezza. Tuttavia, per poter raggiungere tali obiettivi anche per le abitazioni più prossime, i cavi dovranno correre sollevati a diverse decine di metri d’altezza e i sostegni tubolari impiegati dovranno essere alti circa 60 m, cioè almeno il 30% in più rispetto agli attuali, con un impatto paesaggistico rilevante e fuori dal comune.
Il tratto che interessava l’abitato di Calenzano (tralicci dal 218 al 230) fu già valutato come critico dalla Commissione tecnica ambientale dal punto di vista dei campi elettromagnetici essendo collocato in area densamente popolata. Con il DM 275 del 2014, il Ministero dell’Ambiente concesse la compatibilità ambientale con la prescrizione di interrare i cavi oppure di presentare una soluzione tecnica alternativa da sottoporre alle opportune valutazioni.
Terna decise di percorrere la seconda strada, dotando il tratto di un Loop passivo, un circuito passivo addizionale che contribuisce ad attenuare in misura relativa il campo magnetico generato dalla corrente che attraversa i cavi. L’attenuazione del campo magnetico che deriva da questa soluzione, è sufficiente per rientrare nei limiti di emissione rispetto alle abitazioni vicine, ma non abbastanza per poter fare a meno di allontanare in altezza il campo emissivo attraverso l’utilizzo di sostegni tubolari estremamente alti e quindi visivamente impattanti.
IL VINCOLO PAESAGGISTICO
Calenzano è zona a vincolo paesaggistico, da D. M. del 13 febbraio 1967. Nel progetto di Terna, secondo la relazione del Cesi (Relazione ambientale per la proroga di VIA, revisione 18 ottobre 2024), si legge che:
“la nuova linea 380 kV non si pone come barriera visiva […] segue essenzialmente l’andamento della linea a 220 kV esistente da demolire, pertanto non si inserisce in un varco attualmente privo di ostacoli per le visuali. Nell’ultimo tratto […] la realizzazione del progetto comporta la demolizione di 4 linee aeree esistenti con indubbi benefici sulla percezione da e verso i rilevi morfologici del Monte Morello ed i beni storico-culturali presenti (Castello di Calenzano, pieve di S. Donato, ecc.).”
Contestiamo queste asserzioni perché, trattandosi di sostegni estremamente alti, benché di forma tubolare e limitato perimetro di base, hanno impatto sul paesaggio di gran di lunga superiore rispetto ai tralicci esistenti, in aperto contrasto con quanto prescritto dal vincolo. Il risultato paesaggistico, probabilmente né previsto né voluto, si prospetta chiaramente come eccessivamente impattante e deturpante per il nostro territorio, caratterizzato da elementi di pregio storici e naturalistici.
CHIEDIAMO
L’ALLONTANAMENTO DEI NUOVI SOSTEGNI TUBOLARI DALL’ABITATO
- o con interramento,
- o con modifica del tracciato verso l’interno del futuro parco delle Carpugnane o verso l’autostrada;
- chiediamo inoltre al Ministero della Cultura di pronunciarsi in merito
- e agli enti competenti di vigilare sul monitoraggio dei campi elettromagnetici prodotti.
PER ALTRE IMMAGINI E APPROFONDIMENTI CONSULTA IL NOSTRO DOCUMENTO INTEGRALE NELLA SEZIONE “AGGIORNAMENTI”
Fotoinserimento dell'elettrodotto visto dal parco:

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Petizione creata in data 2 luglio 2025