

Internalizzazione per i Fonici, i Trascrittori, gli Stenotipisti e Data Entry Forensi


Internalizzazione per i Fonici, i Trascrittori, gli Stenotipisti e Data Entry Forensi
Il problema
L’attività svolta dai Fonici e Trascrittori forensi nasce con l’introduzione della prova testimoniale all’interno del procedimento penale e si concretizza nella registrazione e successiva verbalizzazione, attraverso l’utilizzo di idonei sistemi informatici, degli atti processuali delle Sezioni Penali dei Tribunali italiani.
Si tratta di personale - altamente qualificato - e che da anni, e per il tramite di una prolungata esperienza professionale acquisita sul campo, rappresentano uno dei tasselli fondamentali del processo penale, quale strumento di ausilio del Giudice.
I fonici, trascrittori, stenotipisti e data entry forensi, si occupano dell’accurata trascrizione di tutti i processi, e che seppur formalmente contrattualizzati con un contratto a tempo indeterminato (per altro inadeguato - multiservizi pulizie), dipendono da appalti e consorzi privati, estranei all’amministrazione.
Di fatto sono precari che, anche da trent’anni, svolgono una prestazione di importante supporto nel processo!
Trattasi di una condotta, resa in assenza dei principi normativi che sorreggono il legittimo affidamento contrattuale e che violano le clausole di salvaguardia contrattuale.
Nel caso dei fonici e trascrittori, benché celato da un rapporto di appalto, si si manifesta un rapporto di lavoro reso nei riguardi del Ministero che ha assunto le caratteristiche del rapporto di lavoro a termine precario, censurato dall’UE.
La Commissione Europea già da tempo ha spronato l'Italia a trovare soluzioni per porre fine all'abuso di contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione entro 2 mesi, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE per la violazione decennale della Direttiva CE 70/1999.
Il Sindacato Italiano Lavoratori, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di questi lavoratori (che sono circa 1.600 in tutta Italia), per il tramite dello studio legale Fasano, ha avviato una iniziativa legale unica nel suo genere: un doppio canale nazionale e comunitario di salvaguardia della posizione lavorativa.
Infatti, con lo studio Fasano il S.I.Lav. ha depositato telematicamente una petizione, ai fini dell’infrazione comunitaria, vista l’esperienza maturata nell’ambito delle procedure dinanzi al Parlamento Europeo.
Nei prossimi giorni saranno depositati i ricorsi al giudice del lavoro competente al fine di veder riconosciuto il vincolo di subordinazione con il Ministero della Giustizia. Nello stesso ricorso verrà proposta istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.
Firma la petizione e dai forza alla nostra azione per la tutela dei circa 1.600 precari invisibili della Giustizia!!!

Il problema
L’attività svolta dai Fonici e Trascrittori forensi nasce con l’introduzione della prova testimoniale all’interno del procedimento penale e si concretizza nella registrazione e successiva verbalizzazione, attraverso l’utilizzo di idonei sistemi informatici, degli atti processuali delle Sezioni Penali dei Tribunali italiani.
Si tratta di personale - altamente qualificato - e che da anni, e per il tramite di una prolungata esperienza professionale acquisita sul campo, rappresentano uno dei tasselli fondamentali del processo penale, quale strumento di ausilio del Giudice.
I fonici, trascrittori, stenotipisti e data entry forensi, si occupano dell’accurata trascrizione di tutti i processi, e che seppur formalmente contrattualizzati con un contratto a tempo indeterminato (per altro inadeguato - multiservizi pulizie), dipendono da appalti e consorzi privati, estranei all’amministrazione.
Di fatto sono precari che, anche da trent’anni, svolgono una prestazione di importante supporto nel processo!
Trattasi di una condotta, resa in assenza dei principi normativi che sorreggono il legittimo affidamento contrattuale e che violano le clausole di salvaguardia contrattuale.
Nel caso dei fonici e trascrittori, benché celato da un rapporto di appalto, si si manifesta un rapporto di lavoro reso nei riguardi del Ministero che ha assunto le caratteristiche del rapporto di lavoro a termine precario, censurato dall’UE.
La Commissione Europea già da tempo ha spronato l'Italia a trovare soluzioni per porre fine all'abuso di contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione entro 2 mesi, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE per la violazione decennale della Direttiva CE 70/1999.
Il Sindacato Italiano Lavoratori, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di questi lavoratori (che sono circa 1.600 in tutta Italia), per il tramite dello studio legale Fasano, ha avviato una iniziativa legale unica nel suo genere: un doppio canale nazionale e comunitario di salvaguardia della posizione lavorativa.
Infatti, con lo studio Fasano il S.I.Lav. ha depositato telematicamente una petizione, ai fini dell’infrazione comunitaria, vista l’esperienza maturata nell’ambito delle procedure dinanzi al Parlamento Europeo.
Nei prossimi giorni saranno depositati i ricorsi al giudice del lavoro competente al fine di veder riconosciuto il vincolo di subordinazione con il Ministero della Giustizia. Nello stesso ricorso verrà proposta istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia.
Firma la petizione e dai forza alla nostra azione per la tutela dei circa 1.600 precari invisibili della Giustizia!!!

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 24 marzo 2024