ARTISTI PER BEHNAM

ARTISTI PER BEHNAM

Il problema

PETIZIONE URGENTE


per chiedere alle Autorità italiane l’applicazione:
a) dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra;
b) delle Direttive Europee sul riconoscimento dello status di rifugiato alle persone che necessitano di protezione internazionale per regioni politiche e per amore di fede;
c) dell’art. 10, c. 3, della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge»;

a beneficio del cittadino iraniano Signor Behnam Fanaeyan, residente in Italia dal novembre del 1979, oggetto di un ordine di arresto internazionale da parte delle autorità iraniane per presunta «appropriazione indebita e truffa» con contestuale richiesta di estradizione in Iran, notificato dai Carabinieri in data 06.06.2020 a Catania, città dove egli risiede dal 1980; per la seguente

MOTIVAZIONE

Esiste il fondato timore che il Signor Behnam Fanaeyan subisca nel proprio paese una persecuzione personale lesiva dei propri diritti e della propria vita:

1) sia per amore di fede, in quanto egli professa la religione bahá'í, oggetto di gravi persecuzioni in Iran;

2) sia per il concreto costante sostegno dato ai giovani iraniani che, fuggiti dall’Iran per ragioni politiche, religiose e culturali, grazie a lui hanno trovato in Italia la possibilità di studiare, di trovare occupazione e di realizzarsi come persone, come studenti e come artisti.

La Convenzione di Ginevra, all’articolo 1, sancisce che è rifugiato chi «temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra».

Behnam Fanaeyan giunge in Italia nel 1979 per sfuggire alle persecuzioni messe in atto dal regime islamico dell’ayatollah Ruhollāh Khomeyní nei confronti degli oppositori politici e delle minoranze etniche e religiose all’indomani della cacciata dello scià Reza Pahlavī.
In Italia Behnam Fanaeyan svolge l’attività di imprenditore nel campo della fabbricazione e della vendita di tappeti persiani, valorizzando le tecniche tradizionali di lavorazione dei tessuti legate all’antica cultura persiana ed introducendo, inoltre, importanti innovazioni dl punto di vista della colorazione e della figurazione.
Behnam Fanaeyan diviene ben presto un punto di riferimento per la piccola comunità religiosa bahá'í presente in Italia e per numerosi giovani artisti che, fuggiti dall’Iran, giungono in Italia per studiare, formarsi e realizzare liberamente le proprie idee artistiche e culturali.

La costante attenzione per le problematiche riguardanti la vita religiosa sociale e politica della sua terra di origine, dove ha tutt’oggi affetti familiari ed amicali e che ha visitato ogni anno sino al 2017, allorché fu consigliato da parenti e da amici di evitare di ritornare per non incorrere nelle sanzioni del regime integralista, ha alimentato in Behnam Fanaeyan l’amore e l’interesse per la civiltà persiana e per il messaggio umanitario e filantropico che la caratterizza e che ha ispirato nel corso dei secoli, in Occidente, un fecondo movimento di pensiero che ha interessato i movimenti e le battaglie a sostegno dei diritti umani e a difesa delle donne vittime di violenze, di privazioni e di persecuzioni.
Queste forti convinzioni muovono Behnam Fanaeyan a impegnare le proprie risorse e a promuovere in Italia una rete di attività e di iniziative a sostegno dell’attività di giovani artisti, studiosi e ricercatori provenienti dall’Iran i cui temi e orientamenti sono rivolti alle tematiche umanitarie e alla difesa dei diritti delle donne.

Nel 2015 fonda la Beniamin Art, una organizzazione che opera ne campo dell'arte antica, moderna e, in particolar modo, contemporanea svolgendo attività di studio, di ricerca e di formazione con lo scopo di promuovere i diritti umani attraverso l’arte impegnando e sostenendo giovani talenti internazionali.
Questa intensa attività, mossa da una autentica vocazione filantropica, diviene oggetto di apprezzamento da parte de mondo culturale italiano ed internazionale.
Personaggi come Vittorio Sgarbi, Luciano Benetton, Lucio Dalla, Franco Battiato si interessano e collaborano alle sue iniziative e ai suoi progetti. Prestigiose istituzioni culturali, organizzazioni, enti pubblici e privati operanti nel campo della cultura e del no profit condividono gli scopi solidaristici di Behnam Fanaeyan e danno riconoscimento alla sua azione culturale.

Tra le numerose iniziative realizzate da Behnam Fanaeyan di seguito ne mentoviamo alcune, tra le più prestigiose e recenti, a titolo esemplificativo dell’operato svolto dal Nostro.

Nel 2016 realizza a Taormina l’importante mostra I grandi di Persia, che presso la fondazione Mazzullo accoglie le opere di quattro giovani artisti persiani, Amir Sabet Azar, Vishka Sabet Azar, Rasta Safari e Haniye Reyhani. Curata e presentata da Vittorio Sgarbi, la mostra approderà nel 2019 anche Padova, nelle sale del Palazzo della Ragione, nell’ambito del festival Babele a Nord-Est, sempre a cura di Vittorio Sgarbi, per l’evento “La condizione della donna in Iran e altrove”.

Nel 2018 a Catania, a Palazzo Platamone, in occasione delle festività agatine, alla presenza del Capitolo della Curia e delle istituzioni della Città di Catania, avviene la cerimonia di consegna del dipinto “Diva Agatha”, realizzato dall’artista iraniana Rasta in onore della Martire S. Agata, Patrona di Catania. L’opera viene donata da Behnam Fanaeyan alla Città di Catania.

Nel 2019 a Roma, nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, realizza la mostra DISTRESS, esposizione personale d'arte contemporanea dell’artista persiana Rasta. La mostra accoglie una parte significativa della collezione Beniamin Art e riscuote un significativo aprrezzamento del pubblico e della critica.

Queste ed altre numerose iniziative danno il significato dell’importante e meritoria attività svolta da Behnam Fanaeyan a sostegno dell’arte e dei giovani artisti del suo Paese.

A tale attività si aggiunge, inoltre, anche quella, più specifica, volta alla promozione di artisti affermati in campo nazionale ed internazionali, con interventi nel campo del collezionismo e dell’investimento d’arte.

Mosso da una fervente fede religiosa, Behnam Fanaeyan non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla comunità bahá'í presente in Italia, in continua trepidazione per la sorte dei I350.000 membri della comunità bahá'í che, in Iran, formano la minoranza più numerosa del paese e che sono perseguitati dal fondamentalismo islamico che ispira l’azione politica del governo iraniano unicamente per odio religioso.

Le idee progressiste della religione bahá'í sui diritti delle donne, sulla ricerca indipendente della verità e sull'educazione, che hanno suscitato la riprovazione e la reazione violenta del clero musulmano e del regime iraniano, hanno nutrito e continuano a nutrire gli ideali e le aspirazioni di Behnam Fanaeyan.

Per quest’uomo di libertà e di bellezza, vittima per amore di fede e di verità della perfidia e della violenza di uno Stato totalitario che calpesta ed umilia la dignità e la vita di uomini e di donne, chiediamo a tutti coloro cui sta a cuore la bellezza, la libertà e la dignità della vita umana di firmare questa petizione.

 

avatar of the starter
Benjamin ArtPromotore della petizione

135

Il problema

PETIZIONE URGENTE


per chiedere alle Autorità italiane l’applicazione:
a) dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra;
b) delle Direttive Europee sul riconoscimento dello status di rifugiato alle persone che necessitano di protezione internazionale per regioni politiche e per amore di fede;
c) dell’art. 10, c. 3, della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge»;

a beneficio del cittadino iraniano Signor Behnam Fanaeyan, residente in Italia dal novembre del 1979, oggetto di un ordine di arresto internazionale da parte delle autorità iraniane per presunta «appropriazione indebita e truffa» con contestuale richiesta di estradizione in Iran, notificato dai Carabinieri in data 06.06.2020 a Catania, città dove egli risiede dal 1980; per la seguente

MOTIVAZIONE

Esiste il fondato timore che il Signor Behnam Fanaeyan subisca nel proprio paese una persecuzione personale lesiva dei propri diritti e della propria vita:

1) sia per amore di fede, in quanto egli professa la religione bahá'í, oggetto di gravi persecuzioni in Iran;

2) sia per il concreto costante sostegno dato ai giovani iraniani che, fuggiti dall’Iran per ragioni politiche, religiose e culturali, grazie a lui hanno trovato in Italia la possibilità di studiare, di trovare occupazione e di realizzarsi come persone, come studenti e come artisti.

La Convenzione di Ginevra, all’articolo 1, sancisce che è rifugiato chi «temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra».

Behnam Fanaeyan giunge in Italia nel 1979 per sfuggire alle persecuzioni messe in atto dal regime islamico dell’ayatollah Ruhollāh Khomeyní nei confronti degli oppositori politici e delle minoranze etniche e religiose all’indomani della cacciata dello scià Reza Pahlavī.
In Italia Behnam Fanaeyan svolge l’attività di imprenditore nel campo della fabbricazione e della vendita di tappeti persiani, valorizzando le tecniche tradizionali di lavorazione dei tessuti legate all’antica cultura persiana ed introducendo, inoltre, importanti innovazioni dl punto di vista della colorazione e della figurazione.
Behnam Fanaeyan diviene ben presto un punto di riferimento per la piccola comunità religiosa bahá'í presente in Italia e per numerosi giovani artisti che, fuggiti dall’Iran, giungono in Italia per studiare, formarsi e realizzare liberamente le proprie idee artistiche e culturali.

La costante attenzione per le problematiche riguardanti la vita religiosa sociale e politica della sua terra di origine, dove ha tutt’oggi affetti familiari ed amicali e che ha visitato ogni anno sino al 2017, allorché fu consigliato da parenti e da amici di evitare di ritornare per non incorrere nelle sanzioni del regime integralista, ha alimentato in Behnam Fanaeyan l’amore e l’interesse per la civiltà persiana e per il messaggio umanitario e filantropico che la caratterizza e che ha ispirato nel corso dei secoli, in Occidente, un fecondo movimento di pensiero che ha interessato i movimenti e le battaglie a sostegno dei diritti umani e a difesa delle donne vittime di violenze, di privazioni e di persecuzioni.
Queste forti convinzioni muovono Behnam Fanaeyan a impegnare le proprie risorse e a promuovere in Italia una rete di attività e di iniziative a sostegno dell’attività di giovani artisti, studiosi e ricercatori provenienti dall’Iran i cui temi e orientamenti sono rivolti alle tematiche umanitarie e alla difesa dei diritti delle donne.

Nel 2015 fonda la Beniamin Art, una organizzazione che opera ne campo dell'arte antica, moderna e, in particolar modo, contemporanea svolgendo attività di studio, di ricerca e di formazione con lo scopo di promuovere i diritti umani attraverso l’arte impegnando e sostenendo giovani talenti internazionali.
Questa intensa attività, mossa da una autentica vocazione filantropica, diviene oggetto di apprezzamento da parte de mondo culturale italiano ed internazionale.
Personaggi come Vittorio Sgarbi, Luciano Benetton, Lucio Dalla, Franco Battiato si interessano e collaborano alle sue iniziative e ai suoi progetti. Prestigiose istituzioni culturali, organizzazioni, enti pubblici e privati operanti nel campo della cultura e del no profit condividono gli scopi solidaristici di Behnam Fanaeyan e danno riconoscimento alla sua azione culturale.

Tra le numerose iniziative realizzate da Behnam Fanaeyan di seguito ne mentoviamo alcune, tra le più prestigiose e recenti, a titolo esemplificativo dell’operato svolto dal Nostro.

Nel 2016 realizza a Taormina l’importante mostra I grandi di Persia, che presso la fondazione Mazzullo accoglie le opere di quattro giovani artisti persiani, Amir Sabet Azar, Vishka Sabet Azar, Rasta Safari e Haniye Reyhani. Curata e presentata da Vittorio Sgarbi, la mostra approderà nel 2019 anche Padova, nelle sale del Palazzo della Ragione, nell’ambito del festival Babele a Nord-Est, sempre a cura di Vittorio Sgarbi, per l’evento “La condizione della donna in Iran e altrove”.

Nel 2018 a Catania, a Palazzo Platamone, in occasione delle festività agatine, alla presenza del Capitolo della Curia e delle istituzioni della Città di Catania, avviene la cerimonia di consegna del dipinto “Diva Agatha”, realizzato dall’artista iraniana Rasta in onore della Martire S. Agata, Patrona di Catania. L’opera viene donata da Behnam Fanaeyan alla Città di Catania.

Nel 2019 a Roma, nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, realizza la mostra DISTRESS, esposizione personale d'arte contemporanea dell’artista persiana Rasta. La mostra accoglie una parte significativa della collezione Beniamin Art e riscuote un significativo aprrezzamento del pubblico e della critica.

Queste ed altre numerose iniziative danno il significato dell’importante e meritoria attività svolta da Behnam Fanaeyan a sostegno dell’arte e dei giovani artisti del suo Paese.

A tale attività si aggiunge, inoltre, anche quella, più specifica, volta alla promozione di artisti affermati in campo nazionale ed internazionali, con interventi nel campo del collezionismo e dell’investimento d’arte.

Mosso da una fervente fede religiosa, Behnam Fanaeyan non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla comunità bahá'í presente in Italia, in continua trepidazione per la sorte dei I350.000 membri della comunità bahá'í che, in Iran, formano la minoranza più numerosa del paese e che sono perseguitati dal fondamentalismo islamico che ispira l’azione politica del governo iraniano unicamente per odio religioso.

Le idee progressiste della religione bahá'í sui diritti delle donne, sulla ricerca indipendente della verità e sull'educazione, che hanno suscitato la riprovazione e la reazione violenta del clero musulmano e del regime iraniano, hanno nutrito e continuano a nutrire gli ideali e le aspirazioni di Behnam Fanaeyan.

Per quest’uomo di libertà e di bellezza, vittima per amore di fede e di verità della perfidia e della violenza di uno Stato totalitario che calpesta ed umilia la dignità e la vita di uomini e di donne, chiediamo a tutti coloro cui sta a cuore la bellezza, la libertà e la dignità della vita umana di firmare questa petizione.

 

avatar of the starter
Benjamin ArtPromotore della petizione

I decisori

Behnam fanaeyan
Behnam fanaeyan

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 21 giugno 2020