Per un Museo del Viaggiatore nell’ex-Diurno della stazione FS Genova - Piazza Principe

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Gentile Ingegner Viziano,

mi chiamo Jacopo Baccani, sono architetto e fotografo e sono appassionato di storia della città e delle infrastrutture. A tale proposito, mi preme segnalarLe che lo scorso 31 ottobre, su Facebook, è successo un piccolo terremoto.

Luciano Rosselli, figura di riferimento a livello nazionale nell’ambito dell’esplorazione “urbex”, sulla pagina “Il Sottosuolo di Genova e oltre. Ricerca e Studio” da lui gestita insieme ad Antonio Travi, ha pubblicato il servizio fotografico relativo al sopralluogo nell’ex Albergo Diurno della stazione FS Piazza Principe (https://www.facebook.com/1648631561922730/posts/2440294946089717/?app=fbl ), effettuato previo accordo con l’attuale proprietario, ovvero Lei.

Da alcune fonti di stampa reperibili online leggo altresì che la “Progetti e Costruzioni” da Lei presieduta ha in itinere, da anni, un procedimento per la riconversione dell’immobile in parcheggio per 30 posti auto per residenti.

Orbene, il post su Facebook del 31 ottobre ha avuto un successo clamoroso: ad oggi (2 gennaio) si contano 7071 “reactions”, 1193 commenti e addirittura 4169 condivisioni, insomma cifre davvero impressionanti. Di fatto, è stato motivo di generale stupore veder riemergere dal passato, in condizioni di conservazione relativamente buone, un luogo significativo dimenticato dai più.

Stando così le cose, azzardo una proposta, ben sapendo di prendermi delle libertà “in casa d’altri”: perché non fare dell’ex-Diurno un “Museo del Viaggiatore”? Il materiale espositivo di fatto è già lì e a seconda del taglio che si vuol dare all’allestimento, le lavorazioni sarebbero contenute. Inoltre, sia per il tema trattato sia per la posizione del luogo, questo spazio (auto)espositivo potrebbe tranquillamente rientrare nelle competenze del Galata Museo del Mare, che già gestisce la vicinissima Commenda.

Non solo: sempre localizzazione e argomento trattato potrebbero facilitare, oggi più che mai, svariate sinergie.
Da una rapida ricerca online non mi risulta, in Italia, la presenza di spazi museali direttamente connessi a grandi stazioni ferroviarie ancora operative (eccezion fatta per il Memoriale della Shoah presso il binario 21 di Milano Centrale, ma quello è un caso decisamente particolare): ci troveremmo allora di fronte a un “unicum” in Italia, potenzialmente un progetto-pilota capace di suscitare l’interessamento di operatori riconducibili a RFI/Italferr, come ad esempio la Fondazione FS, in questi ultimi anni molto attiva nella valorizzazione del patrimonio sia rotabile, attraverso il potenziamento dell’offerta di treni storici o il restauro del “Settebello”, sia edilizio come dimostrano il museo di Pietrarsa, il futuro museo di Trieste - Campo Marzio, o la Squadra Rialzo Milano Centrale periodicamente aperta anche grazie al FAI. E proprio il FAI potrebbe contribuire con la propria esperienza al “Museo del Viaggiatore”, avendo già recuperato il Diurno di Piazza Oberdan a Milano ed essendo proprietario, a Genova, dell’antica barberia "Giacalone", al cui restauro ha provveduto negli anni Novanta.

C’è poi il rapporto fra il Diurno e Piazza Acquaverde, spazio pubblico che ha raggiunto la sua attuale configurazione negli Anni Venti con la demolizione del London Hotel all’imbocco di Via Balbi e la costruzione dell’albergo Colombia sulle macerie di Palazzo Faraggiana. Trasporti, turismo, Anni Venti: tutti temi ben presenti a una realtà culturale molto legata a Genova qual è la Wolfsoniana, attualmente impegnata proprio nella mostra “Gli Anni Venti in Italia” a Palazzo Ducale, che potrebbe probabilmente contribuire all’allestimento del Museo del Viaggiatore tramite spunti, suggestioni e, perché no, materiale del proprio ricco archivio.

E chissà che lo stesso Comune di Genova, già proprietario dell’immobile, in un’ottica di incremento e diversificazione dell’offerta turistica, non possa vedere di buon occhio una simile operazione.

Fin qui lo sforzo di immaginazione, dopodiché c’è la realtà, che consiste nel progetto della Sua impresa, elaborato (se ho ben inteso) nel 2014 e ancor oggi in corso di approvazione, per il quale è già stato speso molto tempo, quindi denaro. Stante quanto esposto finora, io a questo punto mi chiedo e Le chiedo se non sussistano le condizioni per rivedere, almeno parzialmente, il progetto depositato.

So di chiedere moltissimo, ed è bene che lo sappia anche chi vorrà sottoscrivere questa mia petizione, così come so che sicuramente la “Progetti e Costruzioni” a suo tempo, prima di impegnarsi in questa operazione, ha sicuramente sondato il mercato.

È altresì vero che nella Genova del 2020 c’è numericamente la stessa popolazione del 1926 distribuita sul doppio dell’edificato del 1926, quindi non è più un’impresa così impervia, almeno in linea teorica, individuare volumi in disuso da riconvertire in autosilos, per cui probabilmente anche i 30 posti auto al coperto previsti nell’ex-Diurno potrebbero essere ricollocati in aree limitrofe.

Ma, ripeto, sto “giocando” con tempo e soldi non miei e ne sono consapevole.

Rimane però il dato qualitativo: da un lato si prospetta un parcheggio interrato come tanti altri già presenti nel vasto curriculum di “Progetti e Costruzioni”; dall’altro c’è un “unicum” per la Sua impresa, per Genova e non solo.
E qui mi taccio.

Come ormai si usa dire in città da un anno abbondante,
“veda un po’ Lei”.

Cordialmente,
Jacopo Baccani