Lettera aperta dei docenti dell'Università di Catania


Lettera aperta dei docenti dell'Università di Catania
Il problema
Nel febbraio del 2013, eleggendo come suo Rettore il prof. Giacomo Pignataro, l’Università di Catania ha aperto una fase nuova. Dopo anni segnati da un eccesso di centralizzazione e da uno stile autoritario ma non autorevole, dalla commistione innaturale tra gestione e ambizioni politiche, persino da scandali che avevano visto l'Ateneo coinvolto ai suoi massimi livelli, la maggioranza dei docenti, del personale tecnico-amministrativo e dei rappresentanti degli studenti manifestava con consenso amplissimo una decisa volontà di cambiamento interpretata dalla figura del nuovo Rettore.
Può apparire ridondante ricordare (ma giova ripeterlo) le circostanze che hanno determinato la brusca interruzione del percorso. È a tutti noto che la passata amministrazione aveva lasciato sul terreno una mina da disinnescare: uno Statuto normativamente illegittimo e rigettato dal Ministero. La nuova amministrazione intraprese l'indispensabile azione di modifica e armonizzazione. Nonostante il chiarissimo parere del Ministero che riteneva sanato il vulnus istituzionale con le modifiche statutarie introdotte, l'organo di appello della giustizia amministrativa siciliana ha fatto decadere il Rettore eletto, eludendo la questione della legittimità di una sua ricandidatura.
Va inoltre richiamata la violenta campagna denigratoria nei confronti dell'amministrazione Pignataro, fondata su casi immaginari e supposti scandali, sempre ignorando gli elementi di fatto a carico della vecchia gestione. Si tratta di bugie ripetute più volte, affinché potessero assumere parvenza di verità. Nel frattempo il Rettore era fatto oggetto di reiterate denunce per indebolirne l'azione amministrativa e discreditare la sua persona.
Teniamo a ribadire che la gestione del prof. Pignataro si è caratterizzata come un periodo di riforma istituzionale, ma anche di mutamento deciso di stile; improntato a correttezza e democrazia, rispetto e trasparenza, signorilità e attenzione verso le persone, rifiuto di pratiche estranee alla missione di una grande istituzione scientifica e culturale. Lo ringraziamo di cuore per quanto ha fatto.
Nell'esprimere solidarietà, comprensione e rincrescimento per la sua decisione di ritirare la candidatura, compiendo un sacrificio che conferma un elevato senso di considerazione per l’Istituzione e di difesa della sua autonomia, auspichiamo che l’azione della prossima amministrazione possa proseguire nella spinta innovativa già avviata e nel percorso di legalità, trasparenza e rilancio dell'Ateneo.
Catania, 26 Dicembre 2016
Primi Firmatari (Ordine Alfabetico)
Sebastiano Battiato
Giuseppe Compagnini
Agata Copani
Nunzio Crimi
Domenico Antonio Cusato
Giovanni Di Rosa
Alberto Fichera
Alessandra Gentile
Luciano Granozzi
Giuseppe Inturri
Gabriella Nicosia
Massimo Oliveri
Sergio Palazzo
Antonio Pioletti
Alfio Ragusa
Andrea Rapisarda
Stefania Stefani

Il problema
Nel febbraio del 2013, eleggendo come suo Rettore il prof. Giacomo Pignataro, l’Università di Catania ha aperto una fase nuova. Dopo anni segnati da un eccesso di centralizzazione e da uno stile autoritario ma non autorevole, dalla commistione innaturale tra gestione e ambizioni politiche, persino da scandali che avevano visto l'Ateneo coinvolto ai suoi massimi livelli, la maggioranza dei docenti, del personale tecnico-amministrativo e dei rappresentanti degli studenti manifestava con consenso amplissimo una decisa volontà di cambiamento interpretata dalla figura del nuovo Rettore.
Può apparire ridondante ricordare (ma giova ripeterlo) le circostanze che hanno determinato la brusca interruzione del percorso. È a tutti noto che la passata amministrazione aveva lasciato sul terreno una mina da disinnescare: uno Statuto normativamente illegittimo e rigettato dal Ministero. La nuova amministrazione intraprese l'indispensabile azione di modifica e armonizzazione. Nonostante il chiarissimo parere del Ministero che riteneva sanato il vulnus istituzionale con le modifiche statutarie introdotte, l'organo di appello della giustizia amministrativa siciliana ha fatto decadere il Rettore eletto, eludendo la questione della legittimità di una sua ricandidatura.
Va inoltre richiamata la violenta campagna denigratoria nei confronti dell'amministrazione Pignataro, fondata su casi immaginari e supposti scandali, sempre ignorando gli elementi di fatto a carico della vecchia gestione. Si tratta di bugie ripetute più volte, affinché potessero assumere parvenza di verità. Nel frattempo il Rettore era fatto oggetto di reiterate denunce per indebolirne l'azione amministrativa e discreditare la sua persona.
Teniamo a ribadire che la gestione del prof. Pignataro si è caratterizzata come un periodo di riforma istituzionale, ma anche di mutamento deciso di stile; improntato a correttezza e democrazia, rispetto e trasparenza, signorilità e attenzione verso le persone, rifiuto di pratiche estranee alla missione di una grande istituzione scientifica e culturale. Lo ringraziamo di cuore per quanto ha fatto.
Nell'esprimere solidarietà, comprensione e rincrescimento per la sua decisione di ritirare la candidatura, compiendo un sacrificio che conferma un elevato senso di considerazione per l’Istituzione e di difesa della sua autonomia, auspichiamo che l’azione della prossima amministrazione possa proseguire nella spinta innovativa già avviata e nel percorso di legalità, trasparenza e rilancio dell'Ateneo.
Catania, 26 Dicembre 2016
Primi Firmatari (Ordine Alfabetico)
Sebastiano Battiato
Giuseppe Compagnini
Agata Copani
Nunzio Crimi
Domenico Antonio Cusato
Giovanni Di Rosa
Alberto Fichera
Alessandra Gentile
Luciano Granozzi
Giuseppe Inturri
Gabriella Nicosia
Massimo Oliveri
Sergio Palazzo
Antonio Pioletti
Alfio Ragusa
Andrea Rapisarda
Stefania Stefani

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 26 dicembre 2016