

Bibbiano e affidi illeciti: revoca professionale a chi danneggia famiglie scorrettamente
Il problema
Ciò che emerge dall'inchiesta "Veleno" nella Bassa Emilia, dal caso di Biella e dai recenti fatti di Bibbiano è un sistema. Evitando di entrare direttamente nel merito di un indagine in corso si può facilmente tuttavia capire come negli anni si siano perpetrate ingiustizie ai danni di bambini e genitori, vittime innocenti di un metodo scorretto.
Da ciò le conseguenze che ne sono derivate al "minimo" che intere famiglie sono state per sempre distrutte. Purtroppo però anche si è assistito anche a morti per malattie derivate da ingiusta detenzione e per suicidi.
Queste considerazioni non si basato su articoli di giornale, che potrebbero anche essere non totalmente corrispondenti al vero o non complete, ma invero su inchieste ed approfondimenti legati, in particolare modo, alle indagini ed ai documenti processuali emersi dai fatti della Bassa Emilia. Ciò può essere approfondito attraverso l'inchiesta "Veleno" di Pablo Trincia che può essere ascoltata in podcast e letta sul suo libro o, meglio ancora, leggendo il libro denuncia di Don Ettore Rovatti "Don Giorgio Govoni - Martire della Carità - Vittima della giustizia umana". Ciò che purtroppo emerge in queste settimane è che un sistema di allontanamento di minori dalle famiglie, gestito da persone legate ad associazioni professionali e che si riconobbe aver messo in pratica sistemi di lavoro scorretti, continua ancora nonostante le evidenze passate. Nella Bassa Emilia si verificò che molti sbagli furono fatti a catena tra assistenti sociali, medici, avvocati, pm, giudici, famiglie affidatarie, giornalisti.
A nulla servirono le interrogazioni di Cortelloni e l'interpellanza di Giovanardi. Frustrante furono le risposto del Ministro Diliberto.
In questi errori incrociati a con vari livelli di responsabilità gli unici a pagare furono e sono ancora le famiglie.
Bambini che hanno perso per sempre i genitori, genitori che hanno perso per sempre i figli, madri e padri che per l'umiliazione si sono suicidati, madri e padri che in carcere hanno perso la vita, madri e padri che usciti dal carcere convivono e convivranno per sempre con questa umiliazione e disperazione.
Non c'è un prezzo, non c'è ormai più la possibilità di rifondere il danno in modo economico. L'unica cosa che si può fare è rimediare a ciò fermando questo sistema e impedendo che si ripeta.
Pertanto con questa petizione si chiede al Ministro della Giustizia che, nel sistema di allontanamento di minori dalle famiglie, venga impedito di poter proseguire nella loro professione con una revoca "in omne tempus" ai professionisti, a vario titolo e competenza, che si rendano colpevoli nel loro operato, con errori, valutazioni sbagliate o giudizi scorretti, di aver danneggiato famiglie o componenti di esse .

Il problema
Ciò che emerge dall'inchiesta "Veleno" nella Bassa Emilia, dal caso di Biella e dai recenti fatti di Bibbiano è un sistema. Evitando di entrare direttamente nel merito di un indagine in corso si può facilmente tuttavia capire come negli anni si siano perpetrate ingiustizie ai danni di bambini e genitori, vittime innocenti di un metodo scorretto.
Da ciò le conseguenze che ne sono derivate al "minimo" che intere famiglie sono state per sempre distrutte. Purtroppo però anche si è assistito anche a morti per malattie derivate da ingiusta detenzione e per suicidi.
Queste considerazioni non si basato su articoli di giornale, che potrebbero anche essere non totalmente corrispondenti al vero o non complete, ma invero su inchieste ed approfondimenti legati, in particolare modo, alle indagini ed ai documenti processuali emersi dai fatti della Bassa Emilia. Ciò può essere approfondito attraverso l'inchiesta "Veleno" di Pablo Trincia che può essere ascoltata in podcast e letta sul suo libro o, meglio ancora, leggendo il libro denuncia di Don Ettore Rovatti "Don Giorgio Govoni - Martire della Carità - Vittima della giustizia umana". Ciò che purtroppo emerge in queste settimane è che un sistema di allontanamento di minori dalle famiglie, gestito da persone legate ad associazioni professionali e che si riconobbe aver messo in pratica sistemi di lavoro scorretti, continua ancora nonostante le evidenze passate. Nella Bassa Emilia si verificò che molti sbagli furono fatti a catena tra assistenti sociali, medici, avvocati, pm, giudici, famiglie affidatarie, giornalisti.
A nulla servirono le interrogazioni di Cortelloni e l'interpellanza di Giovanardi. Frustrante furono le risposto del Ministro Diliberto.
In questi errori incrociati a con vari livelli di responsabilità gli unici a pagare furono e sono ancora le famiglie.
Bambini che hanno perso per sempre i genitori, genitori che hanno perso per sempre i figli, madri e padri che per l'umiliazione si sono suicidati, madri e padri che in carcere hanno perso la vita, madri e padri che usciti dal carcere convivono e convivranno per sempre con questa umiliazione e disperazione.
Non c'è un prezzo, non c'è ormai più la possibilità di rifondere il danno in modo economico. L'unica cosa che si può fare è rimediare a ciò fermando questo sistema e impedendo che si ripeta.
Pertanto con questa petizione si chiede al Ministro della Giustizia che, nel sistema di allontanamento di minori dalle famiglie, venga impedito di poter proseguire nella loro professione con una revoca "in omne tempus" ai professionisti, a vario titolo e competenza, che si rendano colpevoli nel loro operato, con errori, valutazioni sbagliate o giudizi scorretti, di aver danneggiato famiglie o componenti di esse .

I decisori

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Petizione creata in data 27 agosto 2019