PETIZIONE CHIUSA

IMMOTIVATO E INGIUSTO TAGLIO ALLA PREVIDENZA DI INGEGNERI E ARCHITETTI

Questa petizione aveva 2.980 sostenitori


L’emanazione della riforma del Codice degli Appalti ha presentato anche una grave e ingiustificata novità sul versante previdenziale: l’art. 46 del Decreto legislativo, infatti, abolisce l’obbligatorietà della contribuzione del 4% a INARCASSA da parte delle cosiddette società di ingegneria.
Tale contribuzione ammonta - teoricamente - a oltre 300 milioni, ma per fenomeni di evasione non perseguita ogni anno ne viene versata solo una più modesta quantità, l'anno scorso circa 50 per effetto della crisi, ma pur considerando questa ultima cifra molto ridotta risulta pesante l’impatto sui conti dell’’Ente di previdenza, perché corrisponde quanto meno al 5% degli incassi annuali.

Ciò che colpisce è anche l’assoluta mancanza di giustificazione e razionalità di questa ennesima misura punitiva nei confronti dei liberi professionisti ingegneri e architetti.
Questo contributo è stato concepito dal legislatore a carico dei committenti – cioè di coloro che si avvalgono delle prestazioni di architettura e ingegneria - per disporre dei fondi necessari alla assistenza e previdenza dell'intera categoria e, in particolare, di coloro che sono più deboli, più anziani, più bisognosi, mediante una modesta percentuale sul fatturato (prima il 2%, poi aggiornato al 4%), erogata da chi usufruisce delle opere di ingegneria e architettura.
Ricordiamo che i contributi previdenziali dei colleghi dipendenti sono pagati in parte dai colleghi stessi e in parte da chi si avvale delle loro prestazioni lavorative, e cioè il datore di lavoro: la libera professione è retribuita con fatture (emesse a carico di chi usufruisce di questa prestazione) e non con la busta paga, ed ecco la “ratio” da cui trae origine il contributo integrativo.
Per questo motivo, colmando una sperequazione ormai inaccettabile, sin dalla legge Merloni del 1994 (poi ripresa nella Finanziaria del 2002) è stata sancita per legge l’obbligatorietà del versamento alla Cassa anche per le società di capitale che svolgono attività professionale.
Non si capisce ora qual è il motivo che giustifica la novità rispetto al consolidato quadro precedente: e che cosa era la Cassa, sin dal ‘94, un approfittatore?
Fra l’altro rileviamo la violazione del principio comunitario di concorrenza a danno dei liberi professionisti, che sul mercato costeranno in ogni caso il 4% in più rispetto alle società di ingegneria, e l’effetto di incentivazione dell’evasione che favorisce i furbi a tutto danno degli associati diligenti che versano senza alcuna alternativa: da oggi, qualora gli iscritti decidessero di evadere e non pagare il contributo integrativo del 4% alla Cassa, basta che lo facciano fatturare le prestazioni da una società di capitale.

Né si comprende perché sia colpito ancora una volta il settore del risparmio e venga disincentivato il versamento a un Ente previdenziale che assolve una funzione sociale specifica, sgravando lo Stato delle incombenze stabilite dalla Costituzione.
Si parla tanto – sui media e nel dibattito politico – dell’importanza crescente dell’ambito previdenziale e di assistenza, cioè del cosiddetto "welfare", e però nei fatti vengono emanati continuamente provvedimenti che erodono in modo significativo la possibilità di affrontare con efficacia il problema.
Ingegneri e architetti devono sapere che il nuovo Codice degli appalti ha eliminato, in un colpo solo, ben il 5% delle loro future pensioni.
Per tutti questi motivi abbiamo pensato di dare avvio a una pubblica azione di contestazione di quanto disposto dal D. Lgs. 50/2016 in materia previdenziale aprendo questa raccolta di firme, che verrà poi recapitata ai Ministeri Competenti, al Relatore della legge Sen. Esposito e allo stesso Ente previdenziale INARCASSA per un necessario intervento di rettifica dell’articolato di legge.

Presentatori della petizione:

Giuseppe Bassi ingegnere delegato di Bergamo in INARCASSA
Mario Sbrozzi ingegnere delegato di Modena in INARCASSA
Francesca Pozzi architetto delegata di Ferrara in INARCASSA
Euro Marangoni ingegnere delegato di Ravenna in INARCASSA
Enrico Oriella ingegnere delegato di Vicenza in INARCASSA
Anna Tini Brunozzi architetto delegata di Perugia in INARCASSA
Peppino Mureddu ingegnere delegato di Nuoro in INARCASSA
Marco Lombardini architetto delegato di Roma in INARCASSA
Natalia Leone architetto delegata di Modena in INARCASSA
Patrizia Stranieri architetto delegata di Lucca in INARCASSA
Fausto Bisi architetto delegato di Reggio Emilia in INARCASSA
Bernardo Vanelli ingegnere delegato di Cremona in INARCASSA
Stefano Nardi ingegnere delegato di Reggio Emilia in INARCASSA
Iris Franco architetto delegata di Verona in INARCASSA
Marcello Conti ingegnere delegato di Udine in INARCASSA
Maurizio Marzola architetto delegato di Padova in INARCASSA
Claudia Borgonovo architetto delegata di Monza Brianza in INARCASSA
Roberta Cini architetto delegata di Livorno in INARCASSA
Albertino Linciano architetto delegato di Pisa in INARCASSA
Alessandro Bigagli ingegnere delegato di Prato in INARCASSA
Stefano Lenzi ingegnere delegato di Lucca in INARCASSA
Edi Massarenti ingegnere delegato di Ferrara in INARCASSA
Carlo De Fazio ingegnere delegato di Massa Carrara in INARCASSA
Umberto Natalucci ingegnere delegato di Pordenone in INARCASSA
Marina Domenichelli ingegnere delegata di Monza Brianza in INARCASSA
Franca Biagini ingegnere delegata di Bologna in INARCASSA
Giovanni Quarato ingegnere delegato di Foggia in INARCASSA
Nicola D’Errico architetto delegato di Campobasso in INARCASSA
Massimiliano Manis ingegnere delegato di Carbonia Iglesias in INARCASSA
Massimiliano Rossetti ingegnere delegato di Roma in INARCASSA
Silvia Vitali architetto delegata di Bergamo in INARCASSA
Barbara Lenzi architetto delegata di Siena in INARCASSA
Francesco Dalla Piazza ingegnere delegato di Padova in INARCASSA
Vanni Catani architetto delegato di Forlì Cesena in INARCASSA
Lucia Coticoni ingegnere delegata di Roma in INARCASSA
Giuliano Arbizzani ingegnere delegato di Forlì Cesena in INARCASSA

 



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