Ci sono lividi e lividi.
Ci sono quelli che si vedono, sul corpo, sul volto. E poi ci sono gli altri. Quelli invisibili, quelli che non hanno colore, ma bruciano più di uno schiaffo in piena faccia, segni di una violenza che anche quando non tocca, brucia, resta e marchia tutta l’esistenza.
Ricordiamocelo quando parliamo di "violenza sulle donne": abusi e maltrattamenti non sono solo quelli che riempiono i pronto soccorso e contribuiscono ad aumentare i numeri dei femminicidi. Le vittime non sono solo le donne terrorizzate, picchiate, uccise.
I bambini, i superstiti, gli orfani di mamme ammazzate dai papà: ci sono anche loro in questo insieme perverso di oppresse e carnefici. Sono loro, i più piccoli, che quando i funerali si celebrano e le luci delle interviste si spengono, rimangono i protagonisti di un dramma che smette di essere cronaca e diventa un carico pesantissimo da sopportare.
E allora tocca capire. E tocca far capire facendocene carico.
Con WWW.SWITCH-OFF: Who, Where, What. Supporting WITness CHildren Orphans From Femicide e sul tema è stato scritto il libro Orfani Speciali a cura di Anna Costanza Baldry. Il progetto guidato dal Dipartimento di Psicologia della Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli è stato realizzato con la collaborazione della rete nazionale dei centri antiviolenza DiRe.