

Il Verde non è solo un colore


Il Verde non è solo un colore
Il problema
Manifesto
Il Verde non è solo un colore
(Pillole di Natura Urbana per la Cittadinanza)
Le piante di città sono un patrimonio, culturale, ambientale e sociale, catturano gli inquinanti e la CO2, riducono la temperatura, intercettano le precipitazioni e attenuano lo scorrimento della pioggia in superficie, sono rifugio e fonte di cibo per gli animali che frequentano gli spazi urbani. I parchi sono oasi di frescura d’estate dove si possono fare sport e incontrarsi e favorire la coesione sociale. Non solo: gli spazi a verde ricchi di specie diverse danno una sensazione di benessere, più degli spazi con poche specie. Le piante aiutano in caso di stress, ansia, depressione e malattie cardiocircolatorie e respiratorie, hanno quindi una valenza terapeutica e promuovono lo sviluppo cognitivo e l’autostima. Gli spazi verdi cittadini sono dei luoghi naturali facilmente raggiungibili dove poter svolgere attività fisica a molti livelli; sport, coltivare l’orto, fare passeggiate e organizzare eventi culturali e ricreativi. Infine, soprattutto se conservano elementi di naturalità al loro interno, gli spazi verdi possono stimolare l’interesse verso le scienze naturali e facilitare la conoscenza di discipline quali, ad esempio, la botanica, l’entomologia e l’ornitologia. Il Verde urbano offre rifugio alla fauna e alla flora, che in limitrofe aree rurali può subire minacce da parte di fitofarmaci impiegati in agricoltura intensiva. Per queste ragioni dobbiamo prenderci cura delle piante in città come e se non di più degli edifici, perché sono vive, e rispettare i loro tempi e le loro esigenze, perché questo fa bene anche a noi. La salute è un unico concetto che comprende tutti gli organismi viventi che gravitano sulla città, perché essendo tutti collegati, in una rete, la salute di ognuno dipende da quella degli altri. Il Verde non è solo un colore, ma una necessità primaria ognuno di noi al fine di vivere una vita sana e pure gioiosa per gli occhi e la mente. Il Verde rappresenta l'equilibrio e l'armonia tra la mente, il corpo e l'io emotivo, questo perché si trova al centro dello spettro cromatico e l'occhio, non fa alcuna fatica ad individuarlo, rendendolo un colore riposante.
In questo documento vogliamo porre l’attenzione su alcuni concetti fondamentali che riguardano la natura come ispirazione per trovare soluzioni ai problemi ambientali. Vogliamo condividere l’importanza del Verde con chi vive e frequenta la città e con chi la gestisce, incoraggiando a coinvolgere la cittadinanza, comunicando tutte le iniziative dalla progettazione, alla gestione, alla fruibilità. Vogliamo anche impegnarci a diffondere e sostenere la cultura del Verde, attraverso iniziative pubbliche di divulgazione scientifica prediligendo attività pratiche all’aperto.
Progettazione
· Varietà di specie vegetali e di funzionalità ecologica (arbusti, alberi, erbacee). Nella progettazione di spazi verdi la varietà funzionale rispecchia la ricchezza di specie, tutti gli strati vegetali contribuiscono ad arricchire l’habitat: vegetazione erbacea (prati sfalciati, prati fioriti, bordure erbacee), arbustiva (siepi, bordure, rampicanti e sarmentose), arborea (alberi di taglie e tipi diversi -sempreverdi e decidui- da frutto da bacca- specie gradite all’avifauna e agli impollinatori, a filari o a boschetto).
· Aree a verde spontaneo. Se presenti negli spazi urbani vanno conservate e devono esserne valorizzate le funzioni: le aree urbane naturali se di competenza comunale devono essere tutelate per la funzione di mitigazione termica e idrica, attenuazione di inquinamento e habitat. Tali aree possono essere anche recintate per impedirne l’accesso delle persone così da fungere solo da habitat per flora e fauna.
· Valorizzazione delle piante esistenti. Le piante che si sono sviluppate spontaneamente in uno spazio sono adattate a quelle condizioni e in caso di nuova pianificazione devono essere integrate e far parte del progetto. Soprattutto gli alberi impiegano molto tempo a raggiungere la forma adulta e a svolgere appieno i servizi ecosistemici, per questo gli alberi spontanei devono essere valorizzati e non abbattuti. Inoltre, le piante di vivaio adulte richiedono uno sforzo manutentivo e gestionale che non sempre può essere messo in atto.
· Contratti a offerta al minimo ribasso. Il giardinaggio è un lavoro altamente specializzato dove va preferita la competenza al risparmio. L’approccio del contratto al minimo ribasso squalifica il lavoro di giardiniere, abbassando il livello della specializzazione. Nelle squadre è necessario che ci siano esperti di potature, di riconoscimento delle specie e così via. Corsi di formazione specifica dovrebbero essere obbligatori per il personale, con relativi attestati.
· Destinazione e fruibilità. In fase di progettazione oltre alla fruibilità da parte della cittadinanza (aree giochi, sedute, ecc.) si devono indicare le funzioni e i servizi ecosistemici, in modo da evidenziare la vocazione dello spazio.
· Valorizzazione degli usi preesistenti. Gli spazi hanno una storia pregressa che può essere evidente dall’uso che ne viene fatto, a tutti i livelli, e che deve essere la linea guida per chi progetta (ad esempio: un sentiero spontaneo diventerà un vialetto del parco; un prato dove i bambini si ritrovano diventerà un campo di gioco).
· Rispetto del suolo nelle fasi di progettazione. Conservazione del suolo e delle sue proprietà; protezione dello strato fertile superficiale; stratificazioni corrette nelle buche di impianto (strato drenante, strato di suolo, strato organico).
Manutenzione
· Sfalci differenziati dei prati urbani. I prati possono avere gestione differenziata in modo da avere parti fruibili e parti più selvatiche, regolando gli sfalci sulle fioriture. Questo comporta una modifica della gestione, non calendarizzata, ma stabilita a vista secondo l’andamento climatico-stagionale che regola la fioritura. Le parti selvatiche saranno quelle a prevalenza di dicotiledoni, considerate infestanti dei prati a monocotiledoni, che a fioritura attirano impollinatori e abbelliscono con i colori e le forme dei fiori.
· Limitazione degli interventi a calendario. Gli interventi a calendario sono in generale dannosi perché non tengono conte della stagionalità e del clima, fondamentali per la fauna (nidificazioni, riproduzione) e la flora (fioriture e produzione dei semi).
· Potature solo se necessarie e mai nella forma di capitozzature. Gli alberi lasciati con le forme naturali sono equilibrati e hanno meno rischi di ammalarsi, mentre le potature indeboliscono le piante e obbligano a una sorveglianza più assidua per prevenire problemi di stabilità.
· Abbattimenti limitati. Gli alberi in città sono un patrimonio e devono essere abbattuti solo come soluzione estrema, se veramente indispensabile (rischio di caduta o simili), anche per quelli nati spontaneamente.
· Conservazione e monitoraggio. Tutti gli alberi devono essere soggetti a monitoraggio e censimento continui, in particolare le piante più grandi e quelle dei filari storici.
· Rispetto del suolo nella fase di manutenzione. Limitare le lavorazioni, apportare sostanza organica matura, evitare di tagliare l’erba danneggiando lo strato superficiale fertile e ricco di attività biologica, evitare la compattazione con mezzi pesanti, evitare di allestire i cantieri sui suoli, evitare di sminuzzare i rifiuti non organici che poi finiscono interrati.
Fruibilità
· Inclusione. Gli spazi a Verde sono inclusivi, sia in generale perché rappresentano oasi di relax e di ombra, sia perché possono avere strutture di attività per tutte le età. Nelle aree a verde ci possono essere campi da gioco, sedute, tavoli. Questi spazi possono essere attrezzati per categorie svantaggiate, e per allestire feste, incontri, eventi culturali.
· Terreni in gestione alla cittadinanza. Orti, giardini scolastici, spazi aperti di vario tipo sono luoghi dove svolgere attività utili a tenersi in forma e fare educazione ambientale. Gli orti urbani costituiscono anche un modo per contribuire al sostentamento economico-familiare di persone con basso reddito, per questo devono essere regolamentati e a gestione priva di fitofarmaci.
· Aggregazione e giustizia sociale. Gli spazi verdi aiutano ad affrontare la solitudine perché sono luogo dove poter incontrare persone e parlare, sono democratici perché liberi e aperti a chiunque. Ombra durante il periodo estivo e sole per i mesi invernali, importante per bambini e anziani per la vitamina D.
· Valore terapeutico. Il Verde naturale urbano dà sensazione di libertà, si respira aria migliore che nelle strade e l’orizzonte è ampio. Nella scelta delle specie si deve considerare di escludere quelle che possono avere parti allergeniche o tossiche (polline, foglie, frutti, fiori).
· Oasi di oscurità. l'inquinamento luminoso nelle nostre aree verdi cittadine è un problema; infatti, la luce artificiale non solo ci impedisce di osservare la volta celeste, ma procura problemi fisici e fisiologici a molte altre specie viventi, interferendo con il loro movimento, il ciclo di vita e la catena trofica. Per questo motivo bisogna prevedere parchi e giardini non fruibili la notte, privi di fonti luminose o dove rimangano spente.
· Il Verde urbano come oggetto di ricerca scientifica e citizen science. Molti studi affrontano gli equilibri ecologici e le dinamiche delle matrici ambientali a partire dalle città, luoghi dove la specie umana è più presente. La citizen science coinvolge la cittadinanza in progetti scientifici dove è importante il numero di dati raccolti.
· Valore economico. I luoghi con una presenza cospicua di Verde incrementano il valore delle proprietà, la presenza del Verde porta a una sensibile riduzione delle spese sostenute per l’aria condizionata in estate e per il riscaldamento in inverno, con ripercussioni positive sulle emissioni di inquinanti e sul budget familiare.
· Attrattività. Le città con più verde sono più attrattive per chi vi viene ad abitare e per chi decide di visitarle per turismo, hanno spazi gratuiti dove sedersi a riposare, mangiare un panino, scattare foto gradevoli. Le fioriture costituiscono un elemento di grande attrattiva e molte riqualificazioni urbane a verde sono diventate iconiche, diventando oltre che luoghi molto visitati, esempi trainanti per altre realtà.
Promotori:
Francesca Bretzel e Andrea Scartazza (IRET CNR), Valerio Lazzeri (IRET CNR, WWF Livorno), Cristiana Sbrana (IBBA CNR), Fabrizio Cinelli (DESTec UniPi), Ugo Macchia (Vice-presidente Italia Nostra Pisa), Ewa Karawaka (Presidente Italia Nostra Pisa), Pietro Carrozza, Michele Imbrenda, Rosa Chiarello, Marco Giglio (Legambiente Pisa) Andrea Somma (Lipu Pisa), Monica Deri (Architetto).

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Il problema
Manifesto
Il Verde non è solo un colore
(Pillole di Natura Urbana per la Cittadinanza)
Le piante di città sono un patrimonio, culturale, ambientale e sociale, catturano gli inquinanti e la CO2, riducono la temperatura, intercettano le precipitazioni e attenuano lo scorrimento della pioggia in superficie, sono rifugio e fonte di cibo per gli animali che frequentano gli spazi urbani. I parchi sono oasi di frescura d’estate dove si possono fare sport e incontrarsi e favorire la coesione sociale. Non solo: gli spazi a verde ricchi di specie diverse danno una sensazione di benessere, più degli spazi con poche specie. Le piante aiutano in caso di stress, ansia, depressione e malattie cardiocircolatorie e respiratorie, hanno quindi una valenza terapeutica e promuovono lo sviluppo cognitivo e l’autostima. Gli spazi verdi cittadini sono dei luoghi naturali facilmente raggiungibili dove poter svolgere attività fisica a molti livelli; sport, coltivare l’orto, fare passeggiate e organizzare eventi culturali e ricreativi. Infine, soprattutto se conservano elementi di naturalità al loro interno, gli spazi verdi possono stimolare l’interesse verso le scienze naturali e facilitare la conoscenza di discipline quali, ad esempio, la botanica, l’entomologia e l’ornitologia. Il Verde urbano offre rifugio alla fauna e alla flora, che in limitrofe aree rurali può subire minacce da parte di fitofarmaci impiegati in agricoltura intensiva. Per queste ragioni dobbiamo prenderci cura delle piante in città come e se non di più degli edifici, perché sono vive, e rispettare i loro tempi e le loro esigenze, perché questo fa bene anche a noi. La salute è un unico concetto che comprende tutti gli organismi viventi che gravitano sulla città, perché essendo tutti collegati, in una rete, la salute di ognuno dipende da quella degli altri. Il Verde non è solo un colore, ma una necessità primaria ognuno di noi al fine di vivere una vita sana e pure gioiosa per gli occhi e la mente. Il Verde rappresenta l'equilibrio e l'armonia tra la mente, il corpo e l'io emotivo, questo perché si trova al centro dello spettro cromatico e l'occhio, non fa alcuna fatica ad individuarlo, rendendolo un colore riposante.
In questo documento vogliamo porre l’attenzione su alcuni concetti fondamentali che riguardano la natura come ispirazione per trovare soluzioni ai problemi ambientali. Vogliamo condividere l’importanza del Verde con chi vive e frequenta la città e con chi la gestisce, incoraggiando a coinvolgere la cittadinanza, comunicando tutte le iniziative dalla progettazione, alla gestione, alla fruibilità. Vogliamo anche impegnarci a diffondere e sostenere la cultura del Verde, attraverso iniziative pubbliche di divulgazione scientifica prediligendo attività pratiche all’aperto.
Progettazione
· Varietà di specie vegetali e di funzionalità ecologica (arbusti, alberi, erbacee). Nella progettazione di spazi verdi la varietà funzionale rispecchia la ricchezza di specie, tutti gli strati vegetali contribuiscono ad arricchire l’habitat: vegetazione erbacea (prati sfalciati, prati fioriti, bordure erbacee), arbustiva (siepi, bordure, rampicanti e sarmentose), arborea (alberi di taglie e tipi diversi -sempreverdi e decidui- da frutto da bacca- specie gradite all’avifauna e agli impollinatori, a filari o a boschetto).
· Aree a verde spontaneo. Se presenti negli spazi urbani vanno conservate e devono esserne valorizzate le funzioni: le aree urbane naturali se di competenza comunale devono essere tutelate per la funzione di mitigazione termica e idrica, attenuazione di inquinamento e habitat. Tali aree possono essere anche recintate per impedirne l’accesso delle persone così da fungere solo da habitat per flora e fauna.
· Valorizzazione delle piante esistenti. Le piante che si sono sviluppate spontaneamente in uno spazio sono adattate a quelle condizioni e in caso di nuova pianificazione devono essere integrate e far parte del progetto. Soprattutto gli alberi impiegano molto tempo a raggiungere la forma adulta e a svolgere appieno i servizi ecosistemici, per questo gli alberi spontanei devono essere valorizzati e non abbattuti. Inoltre, le piante di vivaio adulte richiedono uno sforzo manutentivo e gestionale che non sempre può essere messo in atto.
· Contratti a offerta al minimo ribasso. Il giardinaggio è un lavoro altamente specializzato dove va preferita la competenza al risparmio. L’approccio del contratto al minimo ribasso squalifica il lavoro di giardiniere, abbassando il livello della specializzazione. Nelle squadre è necessario che ci siano esperti di potature, di riconoscimento delle specie e così via. Corsi di formazione specifica dovrebbero essere obbligatori per il personale, con relativi attestati.
· Destinazione e fruibilità. In fase di progettazione oltre alla fruibilità da parte della cittadinanza (aree giochi, sedute, ecc.) si devono indicare le funzioni e i servizi ecosistemici, in modo da evidenziare la vocazione dello spazio.
· Valorizzazione degli usi preesistenti. Gli spazi hanno una storia pregressa che può essere evidente dall’uso che ne viene fatto, a tutti i livelli, e che deve essere la linea guida per chi progetta (ad esempio: un sentiero spontaneo diventerà un vialetto del parco; un prato dove i bambini si ritrovano diventerà un campo di gioco).
· Rispetto del suolo nelle fasi di progettazione. Conservazione del suolo e delle sue proprietà; protezione dello strato fertile superficiale; stratificazioni corrette nelle buche di impianto (strato drenante, strato di suolo, strato organico).
Manutenzione
· Sfalci differenziati dei prati urbani. I prati possono avere gestione differenziata in modo da avere parti fruibili e parti più selvatiche, regolando gli sfalci sulle fioriture. Questo comporta una modifica della gestione, non calendarizzata, ma stabilita a vista secondo l’andamento climatico-stagionale che regola la fioritura. Le parti selvatiche saranno quelle a prevalenza di dicotiledoni, considerate infestanti dei prati a monocotiledoni, che a fioritura attirano impollinatori e abbelliscono con i colori e le forme dei fiori.
· Limitazione degli interventi a calendario. Gli interventi a calendario sono in generale dannosi perché non tengono conte della stagionalità e del clima, fondamentali per la fauna (nidificazioni, riproduzione) e la flora (fioriture e produzione dei semi).
· Potature solo se necessarie e mai nella forma di capitozzature. Gli alberi lasciati con le forme naturali sono equilibrati e hanno meno rischi di ammalarsi, mentre le potature indeboliscono le piante e obbligano a una sorveglianza più assidua per prevenire problemi di stabilità.
· Abbattimenti limitati. Gli alberi in città sono un patrimonio e devono essere abbattuti solo come soluzione estrema, se veramente indispensabile (rischio di caduta o simili), anche per quelli nati spontaneamente.
· Conservazione e monitoraggio. Tutti gli alberi devono essere soggetti a monitoraggio e censimento continui, in particolare le piante più grandi e quelle dei filari storici.
· Rispetto del suolo nella fase di manutenzione. Limitare le lavorazioni, apportare sostanza organica matura, evitare di tagliare l’erba danneggiando lo strato superficiale fertile e ricco di attività biologica, evitare la compattazione con mezzi pesanti, evitare di allestire i cantieri sui suoli, evitare di sminuzzare i rifiuti non organici che poi finiscono interrati.
Fruibilità
· Inclusione. Gli spazi a Verde sono inclusivi, sia in generale perché rappresentano oasi di relax e di ombra, sia perché possono avere strutture di attività per tutte le età. Nelle aree a verde ci possono essere campi da gioco, sedute, tavoli. Questi spazi possono essere attrezzati per categorie svantaggiate, e per allestire feste, incontri, eventi culturali.
· Terreni in gestione alla cittadinanza. Orti, giardini scolastici, spazi aperti di vario tipo sono luoghi dove svolgere attività utili a tenersi in forma e fare educazione ambientale. Gli orti urbani costituiscono anche un modo per contribuire al sostentamento economico-familiare di persone con basso reddito, per questo devono essere regolamentati e a gestione priva di fitofarmaci.
· Aggregazione e giustizia sociale. Gli spazi verdi aiutano ad affrontare la solitudine perché sono luogo dove poter incontrare persone e parlare, sono democratici perché liberi e aperti a chiunque. Ombra durante il periodo estivo e sole per i mesi invernali, importante per bambini e anziani per la vitamina D.
· Valore terapeutico. Il Verde naturale urbano dà sensazione di libertà, si respira aria migliore che nelle strade e l’orizzonte è ampio. Nella scelta delle specie si deve considerare di escludere quelle che possono avere parti allergeniche o tossiche (polline, foglie, frutti, fiori).
· Oasi di oscurità. l'inquinamento luminoso nelle nostre aree verdi cittadine è un problema; infatti, la luce artificiale non solo ci impedisce di osservare la volta celeste, ma procura problemi fisici e fisiologici a molte altre specie viventi, interferendo con il loro movimento, il ciclo di vita e la catena trofica. Per questo motivo bisogna prevedere parchi e giardini non fruibili la notte, privi di fonti luminose o dove rimangano spente.
· Il Verde urbano come oggetto di ricerca scientifica e citizen science. Molti studi affrontano gli equilibri ecologici e le dinamiche delle matrici ambientali a partire dalle città, luoghi dove la specie umana è più presente. La citizen science coinvolge la cittadinanza in progetti scientifici dove è importante il numero di dati raccolti.
· Valore economico. I luoghi con una presenza cospicua di Verde incrementano il valore delle proprietà, la presenza del Verde porta a una sensibile riduzione delle spese sostenute per l’aria condizionata in estate e per il riscaldamento in inverno, con ripercussioni positive sulle emissioni di inquinanti e sul budget familiare.
· Attrattività. Le città con più verde sono più attrattive per chi vi viene ad abitare e per chi decide di visitarle per turismo, hanno spazi gratuiti dove sedersi a riposare, mangiare un panino, scattare foto gradevoli. Le fioriture costituiscono un elemento di grande attrattiva e molte riqualificazioni urbane a verde sono diventate iconiche, diventando oltre che luoghi molto visitati, esempi trainanti per altre realtà.
Promotori:
Francesca Bretzel e Andrea Scartazza (IRET CNR), Valerio Lazzeri (IRET CNR, WWF Livorno), Cristiana Sbrana (IBBA CNR), Fabrizio Cinelli (DESTec UniPi), Ugo Macchia (Vice-presidente Italia Nostra Pisa), Ewa Karawaka (Presidente Italia Nostra Pisa), Pietro Carrozza, Michele Imbrenda, Rosa Chiarello, Marco Giglio (Legambiente Pisa) Andrea Somma (Lipu Pisa), Monica Deri (Architetto).

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Petizione creata in data 29 aprile 2024