IL REFERENDUM HA UNITO. LE PRIMARIE POSSONO DIVIDERE.


IL REFERENDUM HA UNITO. LE PRIMARIE POSSONO DIVIDERE.
Il problema
Quelli che…. una Civile "mozione d'ordine".
- Siamo quelli che, orfani di un partito, restano democratici, progressisti, di sinistra.
- Quelli che credono ostinatamente nella partecipazione attiva e nella democrazia diretta, nei suoi molteplici colori.
- Quelli che continuano ad organizzarsi nei quartieri e nella società tutta senza clamore.
- Quelli che, sopravvissuti al Covid con enorme fatica, hanno visto scomparire molte esperienze culturali e associative, nella generale e pubblica distrazione.
- Quelli che volontariamente, con consapevolezza e preoccupazione, agiscono in un mondo che interpella le coscienze.
- Quelli che contro ogni prepotenza, ogni ingiustizia, ogni guerra, ogni sterminio, sono sempre presenti.
- Quelli che si trovano spesso soli a vivere tutto ciò e provano stanchezza e rabbia perché altrettanto spesso impotenti.
- Quelli che, nessuna eroina né eroe, ma cittadini maturi che quando si affaccia il salvatore della patria di turno, provano sempre a ricacciarlo fuori dalle mura.
- Quelli che hanno pronunciato un altisonante NO! al Referendum insieme a partiti e a un popolo complesso, talvolta sconosciuto, che ci interroga ma chiede di non fermarci.
- Ma anche Quelli che chiedono a tutti i partiti democratici, progressisti e di sinistra di non dividersi alle Primarie, ma di essere consultati non solo per un Programma che unisca tutti, che a noi sembra ci sia già e risponda al nome di “Costituzione della Repubblica italiana”, ma anche sulle modalità di come scegliere i candidati e presentarsi alle prossime elezioni politiche.
Per noi sottoscrittori di questa Civile “mozione d’ordine”, le Primarie metterebbero in risalto ciò che ci divide, ancora prima di quello che ci unisce, che non è molto, ma che risulterebbe un limite alle nostre possibilità di successo, specialmente in caso di elezioni anticipate, e all’opposto un enorme vantaggio per chi, ne siamo certi, farà di tutto per non mollare la presa.
Pensiamo, inoltre, di dover temere altre due questioni:
- la prima, è un eventuale colpo di coda dell’attuale governo se intravedesse la malaparata, visto che non sfugge a nessuno la sua intrinseca “qualità” oltre a quella del suo sottogoverno e dei suoi sodali e affiliati;
- la seconda, è che se proporremo all’elettorato “costituzionalmente convinto e consolidato” al Referendum una scelta solo tra segretari di partito, e non su un programma politico chiaro, unitario e condiviso e a una proposta di ministri specchiati, capaci e convincenti, potremmo ritrovarci con una più forte sfiducia nella democrazia parlamentare come sistema di mediazione politica e, in definitiva e disgraziatamente, nella Politica tutta.
Per tutto ciò auspichiamo che appena possibile si riunisca di nuovo il Comitato provinciale di Perugia "Società civile per il NO", anche per tenere alta l'attenzione di fronte al rischio di nuove "riforme" antidemocratiche, quella elettorale per prima.
Abbiamo poco tempo, non lo sprechiamo.
Comitato per il No di Ferro di cavallo (PG)
Prime adesioni
Vincenzo Vizioli - Presidente AIAB Umbria APS
Piero Sunzini - DG TAMAT
Primo Tenca
Stefano Vinti - UMBRIALEFT
Rosellina Brasacchio
Maurizio Giacobbe - MICROPOLIS
Jean Claude Saroufim
Salvatore Vitale
Stella Carnevali
Sergio Battisti - Democrazia e territorio rete per i beni comuni
Paola Sabatini - Democrazia e territorio rete per i beni comuni

94
Il problema
Quelli che…. una Civile "mozione d'ordine".
- Siamo quelli che, orfani di un partito, restano democratici, progressisti, di sinistra.
- Quelli che credono ostinatamente nella partecipazione attiva e nella democrazia diretta, nei suoi molteplici colori.
- Quelli che continuano ad organizzarsi nei quartieri e nella società tutta senza clamore.
- Quelli che, sopravvissuti al Covid con enorme fatica, hanno visto scomparire molte esperienze culturali e associative, nella generale e pubblica distrazione.
- Quelli che volontariamente, con consapevolezza e preoccupazione, agiscono in un mondo che interpella le coscienze.
- Quelli che contro ogni prepotenza, ogni ingiustizia, ogni guerra, ogni sterminio, sono sempre presenti.
- Quelli che si trovano spesso soli a vivere tutto ciò e provano stanchezza e rabbia perché altrettanto spesso impotenti.
- Quelli che, nessuna eroina né eroe, ma cittadini maturi che quando si affaccia il salvatore della patria di turno, provano sempre a ricacciarlo fuori dalle mura.
- Quelli che hanno pronunciato un altisonante NO! al Referendum insieme a partiti e a un popolo complesso, talvolta sconosciuto, che ci interroga ma chiede di non fermarci.
- Ma anche Quelli che chiedono a tutti i partiti democratici, progressisti e di sinistra di non dividersi alle Primarie, ma di essere consultati non solo per un Programma che unisca tutti, che a noi sembra ci sia già e risponda al nome di “Costituzione della Repubblica italiana”, ma anche sulle modalità di come scegliere i candidati e presentarsi alle prossime elezioni politiche.
Per noi sottoscrittori di questa Civile “mozione d’ordine”, le Primarie metterebbero in risalto ciò che ci divide, ancora prima di quello che ci unisce, che non è molto, ma che risulterebbe un limite alle nostre possibilità di successo, specialmente in caso di elezioni anticipate, e all’opposto un enorme vantaggio per chi, ne siamo certi, farà di tutto per non mollare la presa.
Pensiamo, inoltre, di dover temere altre due questioni:
- la prima, è un eventuale colpo di coda dell’attuale governo se intravedesse la malaparata, visto che non sfugge a nessuno la sua intrinseca “qualità” oltre a quella del suo sottogoverno e dei suoi sodali e affiliati;
- la seconda, è che se proporremo all’elettorato “costituzionalmente convinto e consolidato” al Referendum una scelta solo tra segretari di partito, e non su un programma politico chiaro, unitario e condiviso e a una proposta di ministri specchiati, capaci e convincenti, potremmo ritrovarci con una più forte sfiducia nella democrazia parlamentare come sistema di mediazione politica e, in definitiva e disgraziatamente, nella Politica tutta.
Per tutto ciò auspichiamo che appena possibile si riunisca di nuovo il Comitato provinciale di Perugia "Società civile per il NO", anche per tenere alta l'attenzione di fronte al rischio di nuove "riforme" antidemocratiche, quella elettorale per prima.
Abbiamo poco tempo, non lo sprechiamo.
Comitato per il No di Ferro di cavallo (PG)
Prime adesioni
Vincenzo Vizioli - Presidente AIAB Umbria APS
Piero Sunzini - DG TAMAT
Primo Tenca
Stefano Vinti - UMBRIALEFT
Rosellina Brasacchio
Maurizio Giacobbe - MICROPOLIS
Jean Claude Saroufim
Salvatore Vitale
Stella Carnevali
Sergio Battisti - Democrazia e territorio rete per i beni comuni
Paola Sabatini - Democrazia e territorio rete per i beni comuni

94
Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 1 aprile 2026