L'Amazzonia grida aiuto! Chi risponde?

Il problema

L'Amazzonia polmone del mondo, chiede il nostro aiuto! Come? Anche se lontani, possiamo fare la differenza. Ogni gesto della nostra quotidianità può fare la differenza.

Chiediamo a chiunque di agire nel rispetto di ciò che ci circonda e soprattutto a chi ha il potere di fare ancora di più la differenza, di creare al più presto piani operativi di riforestazione massiccia del nostro territorio, di impostare la ripartenza economica su basi  verdi per migliorare la salute e la qualità di vita di ognuno di noi, nel rispetto dell'ambiente e aiutando l'ecosistema a rigenerarsi.

 Da Aprile 2019 a aprile 2020 è avvenuta una deforestazione di 9.320 km quadrati, 40% in più dell'anno 2019 e più del doppio del 2018. Questo incremento degli ultimi 13 mesi è causato dal Presidente Brasiliano Jair Bolsonaro che vede la foresta amazzonica come una risorsa da sfruttare e per questo ha indebolito le normative ambientali, ridotto drasticamente le sanzioni per i disboscamenti illegali, tagliato budget e personale all'agenzia ambientale ibama, aperto i territori degli indigeni all'assalto delle multinazionali creando una sorta di guerra culturale ed economica.
 Agli allarmanti tassi di deforestazione e dissenso internazionale, il Presidente Bolsonaro ha risposto facendo intervenire l'esercito. Lo scorso anno gli Stati di Rondônia, Amazonas, Pará e Mato Grosso furono colpiti da violenti roghi. Le fiamme hanno bruciato milioni di ettari e si teme che la crescente deforestazione combinata al clima eccezionalmente secco in certe zone lascia presagire un'altra stagione di incendi particolarmente gravi, con conseguenze per il mondo intero dato che la foresta amazzonica è il principale deposito di anidride carbonica del pianeta.

Tutti noi ci ricordiamo molto bene gli incendi avvenuti l'estate scorsa in tutto il mondo e specialmente in Amazzonia. E non possiamo fare a meno di pensare alle terribili conseguenze che si ripercuteranno anche qui in Italia.

Per questo chiediamo a tutti di mettere in pratica atti quotidiani di riduzione del nostro impatto ambientale attraverso scelte economiche e di vita che tengano in considerazione la tematica, oggi prioritaria per ognuno di noi. E chiediamo al nostro Presidente del Governo e a tutti gli organi che sono in potere di farlo, di adottare una ripresa economica verde, attuare una massiccia riforestazione del nostro territorio, varare leggi ambientali nuove e all'avanguardia con le necessità odierne e la situazione che stiamo vivendo e che possono realmente creare una differenza, di incentivare e sostenere questi provvedimenti come faremo noi nel nostro piccolo e quotidiano, di portare avanti progetti virtuosi anche su scala Europea, come il Green Deal, e di garantire un futuro al nostro Paese.

La salute non è un business. L'ambiente neanche. 

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Marta BonfantiPromotore della petizione
Questa petizione aveva 332 sostenitori

Il problema

L'Amazzonia polmone del mondo, chiede il nostro aiuto! Come? Anche se lontani, possiamo fare la differenza. Ogni gesto della nostra quotidianità può fare la differenza.

Chiediamo a chiunque di agire nel rispetto di ciò che ci circonda e soprattutto a chi ha il potere di fare ancora di più la differenza, di creare al più presto piani operativi di riforestazione massiccia del nostro territorio, di impostare la ripartenza economica su basi  verdi per migliorare la salute e la qualità di vita di ognuno di noi, nel rispetto dell'ambiente e aiutando l'ecosistema a rigenerarsi.

 Da Aprile 2019 a aprile 2020 è avvenuta una deforestazione di 9.320 km quadrati, 40% in più dell'anno 2019 e più del doppio del 2018. Questo incremento degli ultimi 13 mesi è causato dal Presidente Brasiliano Jair Bolsonaro che vede la foresta amazzonica come una risorsa da sfruttare e per questo ha indebolito le normative ambientali, ridotto drasticamente le sanzioni per i disboscamenti illegali, tagliato budget e personale all'agenzia ambientale ibama, aperto i territori degli indigeni all'assalto delle multinazionali creando una sorta di guerra culturale ed economica.
 Agli allarmanti tassi di deforestazione e dissenso internazionale, il Presidente Bolsonaro ha risposto facendo intervenire l'esercito. Lo scorso anno gli Stati di Rondônia, Amazonas, Pará e Mato Grosso furono colpiti da violenti roghi. Le fiamme hanno bruciato milioni di ettari e si teme che la crescente deforestazione combinata al clima eccezionalmente secco in certe zone lascia presagire un'altra stagione di incendi particolarmente gravi, con conseguenze per il mondo intero dato che la foresta amazzonica è il principale deposito di anidride carbonica del pianeta.

Tutti noi ci ricordiamo molto bene gli incendi avvenuti l'estate scorsa in tutto il mondo e specialmente in Amazzonia. E non possiamo fare a meno di pensare alle terribili conseguenze che si ripercuteranno anche qui in Italia.

Per questo chiediamo a tutti di mettere in pratica atti quotidiani di riduzione del nostro impatto ambientale attraverso scelte economiche e di vita che tengano in considerazione la tematica, oggi prioritaria per ognuno di noi. E chiediamo al nostro Presidente del Governo e a tutti gli organi che sono in potere di farlo, di adottare una ripresa economica verde, attuare una massiccia riforestazione del nostro territorio, varare leggi ambientali nuove e all'avanguardia con le necessità odierne e la situazione che stiamo vivendo e che possono realmente creare una differenza, di incentivare e sostenere questi provvedimenti come faremo noi nel nostro piccolo e quotidiano, di portare avanti progetti virtuosi anche su scala Europea, come il Green Deal, e di garantire un futuro al nostro Paese.

La salute non è un business. L'ambiente neanche. 

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Marta BonfantiPromotore della petizione

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 332 sostenitori

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I decisori

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE
Greenpeace Italia
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I verdi Italia
I verdi Italia
Federazione dei verdi
Federazione dei verdi
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Petizione creata in data 12 maggio 2020