Il Ministro Nordio si scusi per l’attacco al Gioco di Ruolo

Il problema

L’On. Carlo Nordio, Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, interrogato alla Camera il 22/01/2025 sul fenomeno delle organizzazioni settarie, ha rivolto una pesante accusa contro il gioco di ruolo (GDR o RPG dall’inglese Role-Playing Game) che citiamo di seguito:

“Ci sono dei vuoti normativi nei confronti dei giochi di ruolo, che nessuno conosce, ma che hanno provocato tutta una serie di danni psicologici, anche di suicidi tra ragazzi e nessuno ne ha mai parlato.”

Noi che da oltre venti anni coltiviamo con impegno questa passione riteniamo un simile attacco fuori contesto, svincolato da casi concreti e assolutamente iniquo nei confronti di una realtà ludica che sin dagli esordi ha promosso aggregazione sociale e crescita culturale nel nostro paese.

Pertanto, chiediamo cortesemente al Ministro di ritrattare le sue affermazioni ed esprimere formali scuse nei confronti dell’intera comunità legata al GDR.

A sostegno di tale richiesta, vorremmo fornire un’analisi critica dei passaggi del discorso in oggetto:

In primis, l’On. Nordio dichiara che “nessuno conosce” il gioco di ruolo e questo è del tutto inconsistente con la sua esposizione nazionale e internazionale. Le forme moderne di GDR nascono negli anni ’70 e già dagli anni ’80 iniziano a diffondersi nel nostro paese[1]. Attualmente la sola realtà italiana del GDR conta decine di migliaia di membri e oltre un centinaio di associazioni distribuite sul territorio[2]; tanto queste quanto le reti culturali che collaborano con loro hanno una vasta visibilità su media, social e altri canali di pubblica informazione. Allo stesso modo nel corso degli anni è emerso grande interesse nei confronti del GDR da parte della comunità scientifica, testimoniato da numerosi studi come quelli che citeremo di seguito.

Poi il Ministro scaglia il suo anatema, citando i “danni psicologici” provocati dal GDR che, a suo dire, sono stati responsabili di “suicidi tra ragazzi”. Una delle speculazioni più avvalorate è che l’On. Nordio si riferisca a un caso di cronaca del 1996 avvenuto a Spinea (VE) nel quale un ragazzo si tolse la vita[3]. In quel frangente l’avvocato Giuseppe Faraon puntò arbitrariamente il dito contro l’interesse per il GDR della vittima, creando così un’indebita eco mediatica (NdA. Il solo clamore che ebbe quel caso basta a sconfessare l’ultima frase del Ministro che dichiara “nessuno ne ha mai parlato”). Tuttavia, alla conclusione delle indagini fu proprio Nordio, allora in veste di magistrato, ad accantonare la responsabilità del GDR affermando[4]:

“Incolpare i giochi di ruolo sarebbe ingiusto: è come dare la colpa alla nebbia se si ha un incidente mentre si corre in macchina.”

Per quanto quell’affermazione appaia lontana dall’ultima esternazione del Ministro, già allora si leggeva tra le righe la convinzione che il GDR potesse avere un influenza negativa. In questo emerge un preconcetto che abbiamo udito fin troppo spesso, il quale addita il GDR come causa d’isolamento e alienazione dell’individuo.

Non esiste in letteratura alcuna prova concreta di simili rischi legati al GDR; per contro, ci sono molteplici articoli che accreditano i benefici psicologici, sociali e culturali del GDR di cui riportiamo una carrellata di seguito:

  • “Role-play Games (RPGs) for Mental Health (Why Not?): Roll for Initiative”, 2022 (LINK)
  • "A Study on the Efficacy of the Tabletop Roleplaying Game Dungeons & Dragons for Improving Mental Health and Self-Concepts in a Community Sample", 2023 (LINK)
  • “Psychology Research and Behavior Management”, 2024 (LINK)

A questi esempi vogliamo aggiungerne altri legati alla realtà italiana, a dimostrazione che anche nel nostro paese l’attenzione sul tema è altissima:

  • “AREZZO - Valdarno, il gioco di ruolo "Dungeons & Dragons" al centro di un percorso riabilitativo di gruppo” (LINK)
  • “IL GIOCO DI RUOLO”, Dott.ssa Simona Turchetti, Psicologa (LINK)

Infine, crediamo sia opportuno citare l’esaustivo articolo scritto da Federludo proprio in risposta alle dichiarazioni dell’On. Nordio, il quale offre una chiara prospettiva su come il GDR in Italia sia espressione di un solido insieme:

  • “Federludo risponde alle affermazioni del Ministro Nordio sul gioco di ruolo.” (LINK)

A integrazione degli indubbi benefici legati al GDR in ambito ricreativo, vogliamo evidenziare il suo impiego in ambito professionale per costruire essenziali soft-skills come il team-building.

Esortiamo il Ministro a prendere oggettivamente atto di tale realtà e a comprendere come l’unico “danno” rilevante sia quello che lui stesso ha arrecato a chi partecipa al GDR e a chi da decenni lo promuove come strumento di progresso collettivo. Se le associazioni e l’intero ecosistema del GDR si troveranno ancor una volta al centro di un’illegittima “caccia alle streghe”, sarà esclusivamente a causa di questi spiacevoli episodi che, davvero, vorremmo lasciarci una volta per tutte alle spalle.

Allo stesso modo confidiamo che chi esprime le più alte istituzioni nazionali dimostri la sua obbiettività e il suo rispetto, accogliendo immediatamente questa richiesta.

Riferimenti

[1] Andrea Angiolino: “Storia del Gioco di Ruolo in Italia” in “Passato Leggendario”, 2014 (LINK)
[2] GDR Players: elenco associazioni (LINK), LARP Italia: mappa del LARP italiano (LINK)
[3] GdR2: Sezione speciale sul caso di Spinea (LINK)
[4] GdR2: Sezione speciale sul caso di Spinea (LINK)

 

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Andrea BotarelliPromotore della petizionePresidente associazione LARP "Le Terre degli Angeli APS" (AR), coltiviamo con passione il gioco di ruolo dal 2002

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Il problema

L’On. Carlo Nordio, Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, interrogato alla Camera il 22/01/2025 sul fenomeno delle organizzazioni settarie, ha rivolto una pesante accusa contro il gioco di ruolo (GDR o RPG dall’inglese Role-Playing Game) che citiamo di seguito:

“Ci sono dei vuoti normativi nei confronti dei giochi di ruolo, che nessuno conosce, ma che hanno provocato tutta una serie di danni psicologici, anche di suicidi tra ragazzi e nessuno ne ha mai parlato.”

Noi che da oltre venti anni coltiviamo con impegno questa passione riteniamo un simile attacco fuori contesto, svincolato da casi concreti e assolutamente iniquo nei confronti di una realtà ludica che sin dagli esordi ha promosso aggregazione sociale e crescita culturale nel nostro paese.

Pertanto, chiediamo cortesemente al Ministro di ritrattare le sue affermazioni ed esprimere formali scuse nei confronti dell’intera comunità legata al GDR.

A sostegno di tale richiesta, vorremmo fornire un’analisi critica dei passaggi del discorso in oggetto:

In primis, l’On. Nordio dichiara che “nessuno conosce” il gioco di ruolo e questo è del tutto inconsistente con la sua esposizione nazionale e internazionale. Le forme moderne di GDR nascono negli anni ’70 e già dagli anni ’80 iniziano a diffondersi nel nostro paese[1]. Attualmente la sola realtà italiana del GDR conta decine di migliaia di membri e oltre un centinaio di associazioni distribuite sul territorio[2]; tanto queste quanto le reti culturali che collaborano con loro hanno una vasta visibilità su media, social e altri canali di pubblica informazione. Allo stesso modo nel corso degli anni è emerso grande interesse nei confronti del GDR da parte della comunità scientifica, testimoniato da numerosi studi come quelli che citeremo di seguito.

Poi il Ministro scaglia il suo anatema, citando i “danni psicologici” provocati dal GDR che, a suo dire, sono stati responsabili di “suicidi tra ragazzi”. Una delle speculazioni più avvalorate è che l’On. Nordio si riferisca a un caso di cronaca del 1996 avvenuto a Spinea (VE) nel quale un ragazzo si tolse la vita[3]. In quel frangente l’avvocato Giuseppe Faraon puntò arbitrariamente il dito contro l’interesse per il GDR della vittima, creando così un’indebita eco mediatica (NdA. Il solo clamore che ebbe quel caso basta a sconfessare l’ultima frase del Ministro che dichiara “nessuno ne ha mai parlato”). Tuttavia, alla conclusione delle indagini fu proprio Nordio, allora in veste di magistrato, ad accantonare la responsabilità del GDR affermando[4]:

“Incolpare i giochi di ruolo sarebbe ingiusto: è come dare la colpa alla nebbia se si ha un incidente mentre si corre in macchina.”

Per quanto quell’affermazione appaia lontana dall’ultima esternazione del Ministro, già allora si leggeva tra le righe la convinzione che il GDR potesse avere un influenza negativa. In questo emerge un preconcetto che abbiamo udito fin troppo spesso, il quale addita il GDR come causa d’isolamento e alienazione dell’individuo.

Non esiste in letteratura alcuna prova concreta di simili rischi legati al GDR; per contro, ci sono molteplici articoli che accreditano i benefici psicologici, sociali e culturali del GDR di cui riportiamo una carrellata di seguito:

  • “Role-play Games (RPGs) for Mental Health (Why Not?): Roll for Initiative”, 2022 (LINK)
  • "A Study on the Efficacy of the Tabletop Roleplaying Game Dungeons & Dragons for Improving Mental Health and Self-Concepts in a Community Sample", 2023 (LINK)
  • “Psychology Research and Behavior Management”, 2024 (LINK)

A questi esempi vogliamo aggiungerne altri legati alla realtà italiana, a dimostrazione che anche nel nostro paese l’attenzione sul tema è altissima:

  • “AREZZO - Valdarno, il gioco di ruolo "Dungeons & Dragons" al centro di un percorso riabilitativo di gruppo” (LINK)
  • “IL GIOCO DI RUOLO”, Dott.ssa Simona Turchetti, Psicologa (LINK)

Infine, crediamo sia opportuno citare l’esaustivo articolo scritto da Federludo proprio in risposta alle dichiarazioni dell’On. Nordio, il quale offre una chiara prospettiva su come il GDR in Italia sia espressione di un solido insieme:

  • “Federludo risponde alle affermazioni del Ministro Nordio sul gioco di ruolo.” (LINK)

A integrazione degli indubbi benefici legati al GDR in ambito ricreativo, vogliamo evidenziare il suo impiego in ambito professionale per costruire essenziali soft-skills come il team-building.

Esortiamo il Ministro a prendere oggettivamente atto di tale realtà e a comprendere come l’unico “danno” rilevante sia quello che lui stesso ha arrecato a chi partecipa al GDR e a chi da decenni lo promuove come strumento di progresso collettivo. Se le associazioni e l’intero ecosistema del GDR si troveranno ancor una volta al centro di un’illegittima “caccia alle streghe”, sarà esclusivamente a causa di questi spiacevoli episodi che, davvero, vorremmo lasciarci una volta per tutte alle spalle.

Allo stesso modo confidiamo che chi esprime le più alte istituzioni nazionali dimostri la sua obbiettività e il suo rispetto, accogliendo immediatamente questa richiesta.

Riferimenti

[1] Andrea Angiolino: “Storia del Gioco di Ruolo in Italia” in “Passato Leggendario”, 2014 (LINK)
[2] GDR Players: elenco associazioni (LINK), LARP Italia: mappa del LARP italiano (LINK)
[3] GdR2: Sezione speciale sul caso di Spinea (LINK)
[4] GdR2: Sezione speciale sul caso di Spinea (LINK)

 

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Petizione creata in data 29 gennaio 2025