IL MARE NON PUÒ ESSERE UN PEDAGGIO

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Il problema

Per una vera continuità territoriale marittima e tariffe eque per i residenti in Sardegna

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Alla Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna
All’Assessorato regionale dei Trasporti
Al Consiglio Regionale della Sardegna

 


Noi cittadini firmatari della presente petizione chiediamo un intervento concreto e strutturale sul costo dei collegamenti marittimi tra la Sardegna e il resto del territorio nazionale.

Per chi vive in Sardegna attraversare il mare non è necessariamente una vacanza o una scelta turistica.

Significa spesso partire per:

motivi di lavoro;
visite mediche e cure specialistiche;
accompagnare un familiare presso strutture sanitarie;
studio e università;
concorsi ed esami;
assistenza a familiari;
trasferimenti professionali;
esigenze personali e familiari che richiedono necessariamente di raggiungere la Penisola.
In moltissime di queste situazioni è inoltre indispensabile portare con sé la propria automobile.

UNA DIFFERENZA CHE PAGHIAMO OGNI VOLTA CHE PARTIAMO

Un cittadino residente nella Penisola può spostarsi da una Regione all’altra utilizzando la propria automobile e sostenendo i normali costi di viaggio.

Un cittadino residente in Sardegna, invece, prima ancora di percorrere un chilometro sulla rete stradale nazionale, deve necessariamente pagare per attraversare il mare.

Quando si aggiungono automobile, cabina, famiglia e viaggio di andata e ritorno, soprattutto in determinati periodi dell’anno, il costo complessivo può raggiungere diverse centinaia di euro e, in alcuni casi, avvicinarsi o superare i 1.000 euro.

Per una famiglia, un lavoratore o un pensionato non si tratta di una differenza trascurabile.

Può significare dover scegliere se partire oppure rinunciare.

E quando il motivo del viaggio riguarda il lavoro, la salute o una necessità familiare, questa scelta non dovrebbe neppure esistere.

L’INSULARITÀ È RICONOSCIUTA DALLA COSTITUZIONE

L’articolo 119 della Costituzione italiana stabilisce:

«La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità».

Non chiediamo quindi che la condizione insulare venga semplicemente riconosciuta.

È già riconosciuta dalla Costituzione.

Chiediamo che quel principio produca effetti concreti anche quando un cittadino sardo deve imbarcarsi su una nave per raggiungere il resto d’Italia.

La stessa legislazione regionale sarda in materia di continuità territoriale marittima individua come obiettivo la garanzia del diritto alla mobilità del popolo sardo e la rimozione degli ostacoli materiali derivanti dalla condizione di insularità.

SE ESISTE PER L’AEREO, PERCHÉ NON GARANTIRLA ADEGUATAMENTE ANCHE SUL MARE?

La continuità territoriale aerea prevede già un sistema nel quale vengono stabilite condizioni e tariffe agevolate per i cittadini residenti in Sardegna e per altre categorie.

Chiediamo che lo stesso principio venga applicato in maniera realmente efficace anche ai collegamenti marittimi essenziali con la Penisola.

Non chiediamo viaggi gratuiti.

Non chiediamo privilegi.

Chiediamo che nascere o vivere su un’isola non comporti una penalizzazione economica ogni volta che dobbiamo raggiungere il resto del nostro Paese.

CHIEDIAMO PERTANTO

L’istituzione di una vera tariffa residente sui collegamenti marittimi tra Sardegna e Penisola, valida durante tutto l’anno.
L’introduzione di un tetto massimo alla tariffa applicabile al residente, evitando aumenti sproporzionati nei periodi di maggiore richiesta.
Una tariffa agevolata certa anche per automobile o motociclo al seguito del residente.
L’introduzione di una tariffa sanitaria speciale per chi deve raggiungere la Penisola per visite, accertamenti, interventi o terapie, estesa quando necessario all’accompagnatore e al veicolo.
Una tariffa specifica per gli spostamenti documentabili per motivi di lavoro, studio, concorsi e altre comprovate necessità.
La possibilità per una famiglia residente di conoscere preventivamente il costo massimo sostenibile di un viaggio di andata e ritorno, senza essere esposta a oscillazioni tariffarie incompatibili con un servizio essenziale di mobilità.
Maggiore trasparenza nella composizione delle tariffe, dei supplementi e dei costi applicati ai veicoli.
L’apertura immediata di un tavolo istituzionale tra Governo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Autonoma della Sardegna e soggetti competenti nel trasporto marittimo, finalizzato alla definizione di un nuovo modello di continuità territoriale marittima.
NON VOGLIAMO SCONTI OCCASIONALI. VOGLIAMO UN DIRITTO STABILE.

Una promozione commerciale non è continuità territoriale.

Uno sconto disponibile soltanto in alcuni giorni dell’anno non è continuità territoriale.

Una tariffa che aumenta enormemente quando una famiglia ha realmente necessità di partire non garantisce pienamente il diritto alla mobilità.

La vera continuità territoriale deve significare che un residente in Sardegna possa raggiungere il resto d’Italia a condizioni economicamente sostenibili durante tutto l’anno.

LA SARDEGNA È ITALIA.

I cittadini sardi contribuiscono allo Stato come tutti gli altri cittadini italiani.

Lavorano, pagano imposte, studiano, si curano e hanno gli stessi diritti.

Ma per raggiungere fisicamente il resto del territorio nazionale devono necessariamente attraversare il mare.

Il mare non può diventare un pedaggio permanente sull’insularità.

Per questo chiediamo allo Stato e alla Regione Sardegna di trasformare finalmente il principio costituzionale dell’insularità in un diritto alla mobilità concretamente esercitabile.

FIRMA ANCHE TU

Per una vera continuità territoriale marittima.

Per tariffe certe ed eque per i residenti.

Perché vivere in Sardegna non deve significare pagare di più per raggiungere il resto d’Italia.

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Luigi TritapepePromotore della petizione

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