IL GOVERNO INTERVENGA CONTRO L'USO DEGLI ANIMALI SELVATICI NEI CIRCHI ITALIANI

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.


SCIENZIATI DI FAMA INTERNAZIONALE SI OPPONGONO ALL'UTILIZZO DI ANIMALI SELVATICI NEI CIRCHI ITALIANI

A nome dell’Associazione ETICOSCIENZA è stato redatto un documento ufficiale, firmato da ricercatori e professori di fama internazionale, in cui si chiede un intervento concreto da parte delle autorità istituzionali per porre fine all’utilizzo di specie selvatiche nei circhi italiani.

Al Ministro della Salute, On. Dott.ssa Giulia Grillo
Al Ministro dell’Ambiente, On. Dott. Sergio Costa
Al Ministro per i beni e attività culturali, On. Dott. Alberto Bonisoli
Al Senatore, Sen. Dott. Gianluca Perilli
Alla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, Dott. Silvio Borrello
Al Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale, Dott. Luigi Bertocchi
Al Presidente del Consiglio dei ministri, On Dott. Giuseppe Conte

Con riferimento alla tragedia avvenuta a Bari il 4 luglio 2019 che ha visto quattro tigri del Circo Orfei uccidere il loro domatore, l’Associazione di Etologia Etica e divulgazione naturalistica ETICOSCIENZA ha deciso di sottolineare ancora una volta i problemi relativi all’utilizzo degli animali nei circhi. Per facilità espositiva, con il termine “animali”, in questo testo, si farà riferimento solo ad animali appartenenti a specie selvatiche.
Di seguito quindi, riportiamo la nostra posizione e spiegazione etologica su questo tema.

Premesso che

- Il circo con animali è una realtà ormai superata, un relitto anacronistico che non rispecchia più la volontà della maggior parte dei cittadini in Italia (il 71,4% degli Italiani è contrario all’utilizzo degli animali nei circhi – Sondaggio Eurispes, 2016).
Inoltre, in più di 30 paesi in tutto il mondo, di cui 18 solo in Europa, sono stati aboliti gli spettacoli circensi con animali appartenenti a specie selvatiche.

- Gli spettacoli viaggianti e le esibizioni che prevedono l’uso di animali, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza del mondo animale, sono veicolo di una educazione lontana dal rispetto per gli esseri viventi.
I circhi con animali sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia e inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza e ostacolare lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale nella fase di sviluppo relazionale, sociale e cognitivo (Psychologists’ statement on the anti-pedagogical value of the the abuse of animals in circuses and performances – Eurogroup for animals).

- I circhi con animali e le immagini che rappresentano animali selvatici in ambienti antropomorfizzati, promuovono una pericolosa visione antropocentrica del mondo naturale, portando ad esempio a sottostimare lo stato di conservazione delle specie.

- Nonostante questi animali siano nati e cresciuti in cattività non deve passare in secondo piano che, trattandosi di individui appartenenti a specie tassonomicamente, evolutivamente, biologicamente ed etologicamente selvatiche, vadano considerati addomesticati (tamed) e non domestici (domesticated).

Questo implica che, seppur si siano adattati nel corso della loro vita a vivere in ambiente domestico, le loro necessità in ambito di benessere animale rimangano quelle di animali selvatici, con bisogni etologici e fisiologici specie-specifici alla pari di un loro conspecifico libero in Natura.
Una specie animale è infatti considerata domestica quando ha subito modifiche genetiche che ne alterano l'aspetto e la fisiologia, promuovendo un’innata propensione alla docilità verso gli esseri umani, oltre a modificare il comportamento. Pertanto gli animali dei circhi restano animali selvatici, anche se ammansiti.

- Le attività circensi forzano gli animali, oltre all’addestramento e alle obbligate relazioni con gli esseri umani, ad esibirsi di fronte a centinaia di persone per scopi meramente ludici e alla convivenza forzata e pericolosa tra specie che in Natura sarebbero prede e predatori.

- Sebbene mediata da un imprinting neonatale (per poter essere domati nei circhi, i piccoli di specie selvatiche sono regolarmente separati dalla madre e allevati a mano) l’interazione con l’Uomo è però innaturale in quanto un animale selvatico, se libero e sano in Natura, molto difficilmente si farebbe abbracciare e comandare da un umano.

- La maggior parte degli esercizi e delle “acrobazie” che gli animali sono spinti a fare sono comportamenti lontani dal repertorio comportamentale specie-specifico dell’animale. Inoltre, gli animali sono costretti a lunghi ed estenuanti spostamenti stipati in spazi non adeguati, con il rischio di provocare stress e disagio fisiologico.

Si afferma che:

A prescindere dai vari argomenti sulla gestione animale, alla luce dell’ennesimo evento di cronaca in ambito circense, con la morte di Ettore Weber causata dalle sue stesse tigri, è purtroppo indiscutibile come la questione non riguardi più solamente il benessere degli animali.  Appare evidente come ad essere in pericolo sia anche la salute e la sicurezza umana, per chi lavora con questi animali e per gli spettatori, bambini compresi.

Per gli animali dei circhi e nel caso specifico delle tigri, uccidere l’Uomo diventa probabile quando gli individui vengono privati della socialità con i loro conspecifici, non hanno la possibilità di trovarsi una vera preda e sono invece costretti a vivere negli stessi ambienti con gli esseri umani: cosa chiaramente innaturale e ciò lo dimostra.

Con la presente lettera vorremmo rivolgere un appello affinché
1) la stesura dei decreti attuativi della legge che riguarda la dismissione dell’uso di animali nei circhi possa proseguire e concludere il suo iter legislativo in tempi brevi.

Allo stesso modo esprimiamo la nostra preoccupazione circa il destino degli animali che attualmente vengono impiegati in questi spettacoli. Dal momento che non possono essere liberati in ambiente naturale a causa del loro passato a stretto contatto con gli esseri umani, è fondamentale che una volta dismessi da tali attività vengano collocati in centri idonei che possano garantire al meglio il loro benessere. A questo proposito sono particolarmente indicati strutture specializzate (centri di recupero, rifugi e santuari) gestiti da professionisti e personale competente.
Ci auguriamo pertanto che tale opzione venga presa in considerazione e che sia d’esempio per il trasferimento di tutte le altre migliaia di animali attualmente detenuti nei circhi.

2) Chiediamo quindi una soluzione rapida per il futuro di queste tigri e per il futuro di tutti gli animali che ad oggi sono ancora utilizzati negli spettacoli circensi.

Senza contare, inoltre, l’importante peso economico che gli spettacoli circensi hanno ancora sul bilancio economico statale, considerando anche l’utilizzo di risorse economiche e umane che vengono impiegate per gestire le situazioni d’emergenza per il sequestro, la ricollocazione e le pratiche legali e di controllo che vengono effettuate in conseguenza di eventi come quello del 4 luglio.

Come è stato evidente in questa vicenda, le soluzioni per la dismissione degli animali dai circhi ci sono e sarebbe bene che si intervenisse in tempo prima che accada l’ennesima tragedia.

Torino, 07 agosto 2019

I FIRMATARI:

Prof. Marc Bekoff
Professore Emeritus di Ecologia e Biologia Evoluzionistica, Università del Colorado

Dott.ssa Elisabetta Visalberghi
Ricercatrice in Etologia, Unit of Cognitive Primatology and Primate Centre Istituto di Scienze e Tecnologie del CNR

Prof.ssa Cristina Giacoma
Professoressa di Zoologia ed Etologia, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Università degli Studi di Torino

Prof. Simone Pollo
Docente e ricercatore in Filosofia Morale e Bioetica applicata alle Scienze Animali, Sapienza Università di Roma

Dott. Augusto Vitale
Ricercatore al Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale, Istituto Superiore di Sanità (ISS)

Dott. Miquel Llorente
Presidente Associazione Primatologica Spagnola

Prof. James Serpell
Professore di Etica e Benessere Animale, Università della Pennsylvania

Dott.ssa Elsa Addessi
Ricercatrice in Primatologia e Psicologia Comparata, Unit of Cognitive Primatology and Primate Centre, Istituto di Scienze e Tecnologie del CNR

Dott.ssa Daniela De Donno
Presidente Jane Goodall Institute Italia

Dott.ssa Arianna Manciocco
Ricercatrice in Benessere Animale ed Etologia, Unit of Cognitive Primatology and Primate Centre Istituto di Scienze e Tecnologie del CNR

Prof. Massimo Pandolfi
Professore di Etologia, Università degli Studi di Urbino

Prof.ssa Carmen Zamora
Professoressa di Zoologia e Biologia Evoluzionistica, Università di Granada

Prof. Andrea Cardini
Professore di Zoologia, Università degli Studi di Modena

Dott.ssa Graziella Iossa
Docente di Zoologia e ricercatrice in Ecologia comportamentale, Università di Lincoln

Prof. Steve Harris
Professore di Scienze Naturali ed Etologia, Università di Bristol

Prof.ssa Lara Maistrello
Professoressa di Entomologia al Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Modena

Dott.ssa Eugenia Natoli
Ricercatrice in Etologia, Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria, Azienda USL Roma 

Dott.ssa Jessica Bell Rizzolo
Ricercatrice in Sociologia e Scienze ambientali legate ai crimini di Natura e benessere animale, Università del Michigan

Dott. Ian Redmond
Ambasciatore UNEP Convention di specie migratorie, Chairman Ape Alliance e Gorilla Organization

Dott.ssa Carmen Callejas
Ricercatrice in Scienze Biologiche, Dipartimento di Genetica e Fisiologia, Università di Madrid

Dott.ssa Concepciòn Ornosa
Ricercatrice in Biologia e Biodiversità, Università di Madrid

Dott. José Maria Hernández
Ricercatore in Biologia Animale al dipartimento di Zoologia e Antropologia Biologica, Università di Madrid

Prof.ssa Anna Maria Mercuri
Professoressa di Botanica al Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Modena