Il disegno di legge delega per il riordino del Servizio Sanitario Nazionale va ritirato

Firmatari recenti
Stefano Mazzucato e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Il diritto alla Salute è tutelato in Italia dalla Costituzione, che all’articolo 32 recita al riguardo: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Purtroppo la tutela di questo diritto, che in Italia viene garantito dal Servizio Sanitario Nazionale istituito dal 1978, è attualmente nel nostro Paese in crisi per l’influenza di vari fattori, tra cui il sottofinanziamento della sanità pubblica e le difficoltà di reclutamento del personale. Come effetto di questa crisi i cittadini hanno sempre più difficoltà di accesso alle prestazioni, non solo di tipo ambulatoriale, ma anche di tipo ospedaliero e territoriale, incluse le prestazioni di medicina preventiva e i programmi di promozione della salute. Nel frattempo cresce la spesa privata a carico dei cittadini e il fenomeno della rinuncia alle prestazioni.

 

Il Governo sta predisponendo per iniziativa del Ministro della Salute Schillaci un disegno di legge  attualmente depositato in Senato “per la delega al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale”. Questo disegno di legge non rispetta né nella forma né nella sostanza l’Articolo 32 della Costituzione. Nella forma perché è scritto in modo assolutamente non chiaro, come l’argomento richiederebbe. Ma è soprattutto nella sostanza che il ddl tradisce lo spirito dell’articolo 32 in quanto:

 

·      omette completamente l’ambito della prevenzione e della promozione della salute;

·      privilegia in forma smaccata la assistenza ospedaliera lasciando intendere la possibilità di centralizzare il governo di alcuni super ospedali cui vengono destinati a partire dal 2026 30 milioni l’anno , già messi da parte con congruo anticipo nella manovra di bilancio 2026, finanziamento che a regime costerebbe al Ssn senz’altro molto di più;

·      i super ospedali privilegiano le grandi strutture private e quelle con una componente universitaria e aumenteranno i flussi di mobilità da Sud a Nord perché nulla si dice su come le attività di queste strutture verranno trasferite in direzione contraria;

·      l’ospedalità privata verrà premiata anche attraverso il riconoscimento degli ospedali elettivi, e cioè quelli per acuti senza Pronto Soccorso, una tipologia di ospedali che in Italia è rappresentata quasi esclusivamente da Case di cura private;

·      per la assistenza territoriale si elencano i temi chiave senza alcun impegno economico prevedendo che per l’area della salute mentale, della neuropsichiatria infantile, delle dipendenze patologiche e della salute nelle carceri i miglioramenti deriveranno dalle misure riorganizzative (questo punto è addirittura offensivo nei confronti di chi vive e soffre questi problemi e di chi lavora in questi ambiti).

 

Un ddl con queste caratteristiche non rispetta nel modo più assoluto quanto previsto all’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Per questo si propone una petizione perché il ddl “per la delega al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale” venga ritirato.

 

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Claudio Maria MaffeiPromotore della petizione

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Il diritto alla Salute è tutelato in Italia dalla Costituzione, che all’articolo 32 recita al riguardo: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Purtroppo la tutela di questo diritto, che in Italia viene garantito dal Servizio Sanitario Nazionale istituito dal 1978, è attualmente nel nostro Paese in crisi per l’influenza di vari fattori, tra cui il sottofinanziamento della sanità pubblica e le difficoltà di reclutamento del personale. Come effetto di questa crisi i cittadini hanno sempre più difficoltà di accesso alle prestazioni, non solo di tipo ambulatoriale, ma anche di tipo ospedaliero e territoriale, incluse le prestazioni di medicina preventiva e i programmi di promozione della salute. Nel frattempo cresce la spesa privata a carico dei cittadini e il fenomeno della rinuncia alle prestazioni.

 

Il Governo sta predisponendo per iniziativa del Ministro della Salute Schillaci un disegno di legge  attualmente depositato in Senato “per la delega al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale”. Questo disegno di legge non rispetta né nella forma né nella sostanza l’Articolo 32 della Costituzione. Nella forma perché è scritto in modo assolutamente non chiaro, come l’argomento richiederebbe. Ma è soprattutto nella sostanza che il ddl tradisce lo spirito dell’articolo 32 in quanto:

 

·      omette completamente l’ambito della prevenzione e della promozione della salute;

·      privilegia in forma smaccata la assistenza ospedaliera lasciando intendere la possibilità di centralizzare il governo di alcuni super ospedali cui vengono destinati a partire dal 2026 30 milioni l’anno , già messi da parte con congruo anticipo nella manovra di bilancio 2026, finanziamento che a regime costerebbe al Ssn senz’altro molto di più;

·      i super ospedali privilegiano le grandi strutture private e quelle con una componente universitaria e aumenteranno i flussi di mobilità da Sud a Nord perché nulla si dice su come le attività di queste strutture verranno trasferite in direzione contraria;

·      l’ospedalità privata verrà premiata anche attraverso il riconoscimento degli ospedali elettivi, e cioè quelli per acuti senza Pronto Soccorso, una tipologia di ospedali che in Italia è rappresentata quasi esclusivamente da Case di cura private;

·      per la assistenza territoriale si elencano i temi chiave senza alcun impegno economico prevedendo che per l’area della salute mentale, della neuropsichiatria infantile, delle dipendenze patologiche e della salute nelle carceri i miglioramenti deriveranno dalle misure riorganizzative (questo punto è addirittura offensivo nei confronti di chi vive e soffre questi problemi e di chi lavora in questi ambiti).

 

Un ddl con queste caratteristiche non rispetta nel modo più assoluto quanto previsto all’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Per questo si propone una petizione perché il ddl “per la delega al Governo per l'adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale” venga ritirato.

 

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