Il Comune di Trieste garantisca la mensa a tutti gli alunni della Scuola Primaria N. Sauro

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Il problema

Ventitre  famiglie  rischiano di vedere compromesso il diritto dei propri figli a frequentare il tempo pieno presso la Scuola Primaria N. Sauro di Trieste.

Non stiamo chiedendo un nuovo servizio o un privilegio.

Stiamo chiedendo che il Comune garantisca un servizio pubblico essenziale che aveva il dovere di programmare. 

I 23 pasti oggi negati non sono il frutto di un'improvvisa impennata delle iscrizioni. Sono la naturale prosecuzione del percorso scolastico di bambini già iscritti, una situazione perfettamente prevedibile fin dall'avvio del ciclo didattico nel 2021.

La scuola aveva segnalato tempestivamente la necessità di garantire il servizio:

- già a dicembre 2025 con le pre-iscrizioni;

- nuovamente a marzo 2026;

- il Comune ha risposto solo a fine aprile, quando classi e graduatorie erano ormai definite.

Oggi, a luglio, invece di assumersi la responsabilità di una decisione, continua a  negare e rinviare sostenendo che occorre verificare il numero complessivo delle iscrizioni alla mensa.

Nel frattempo, è stata la scuola a trovare una soluzione d'emergenza, organizzando un servizio mensa "privato".

Una soluzione che scarica sulle famiglie costi aggiuntivi compresi tra circa 400 e oltre 1.300 euro all'anno, a seconda della fascia ISEE, per un servizio che dovrebbe essere garantito dal Comune.

Questa situazione è profondamente ingiusta.

Non possono esistere bambini/e di serie A, con mensa comunale, e bambini/e  di serie B, costretti a pagare una mensa privata.

Inoltre, i 23 pasti negati non determinano alcun reale risparmio per l'Amministrazione: se quei bambini fossero costretti a cambiare scuola, usufruirebbero comunque della mensa comunale in un altro plesso. L'unico effetto concreto è limitare la libertà di scelta educativa delle famiglie e penalizzare una scuola pubblica che rappresenta da anni un'eccellenza del territorio.

Riteniamo estremamente grave che un servizio pubblico essenziale venga negato non per impossibilità oggettive, ma per ragioni amministrative e organizzative. La mancata erogazione della mensa comunale, pur a fronte di un fabbisogno noto e programmabile, può configurare un'ipotesi di indebita interruzione o mancata erogazione di un pubblico servizio, con effetti diretti sul diritto allo studio, sull'accesso al tempo pieno e sul principio di uguaglianza tra gli alunni.

La mensa scolastica non è un servizio accessorio: è parte integrante dell'organizzazione del tempo pieno e rappresenta una condizione indispensabile affinché molte famiglie possano esercitare concretamente il diritto di scegliere il percorso scolastico dei propri figli.

Una pubblica amministrazione efficiente programma i servizi, non costringe le famiglie a pagarne le conseguenze.

Chiediamo al Comune di Trieste di:

- autorizzare immediatamente i 23 pasti mancanti per l'anno scolastico 2026/2027;

- garantire il servizio mensa comunale a tutti gli alunni della Scuola Primaria N. Sauro senza discriminazioni;

- evitare che i costi di ritardi e inefficienze ricadano sulle famiglie;

- garantire una programmazione trasparente e tempestiva del servizio negli anni futuri;

- aprire immediatamente un confronto con i rappresentanti delle famiglie per individuare una soluzione definitiva.

Firmare questa petizione significa difendere il diritto allo studio, la libertà di scelta educativa delle famiglie e il principio che i servizi pubblici essenziali devono essere garantiti a tutti, senza discriminazioni.

La mensa non è un favore. È un servizio pubblico. E un servizio pubblico va garantito. Sempre.

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