

IL CANILE CHE VOGLIAMO... RICOSTRUIAMOLO AD ACQUAVIVA DELLE FONTI
Il problema
PETIZIONE POPOLARE
IL CANILE CHE VOGLIAMO...
La storia del canile di Acquaviva inizia la seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso, un periodo in cui, come ora, il randagismo determinava un pericolo grave per i cittadini e un fattore di disturbo, principalmente nelle ore notturne. Era il lontano 1997 quando la Giunta Comunale dell’epoca deliberò sia “l’impegno di spesa per i microchips per identificare i cani randagi”, sia “l’approvazione del progetto preliminare di rifugio per cani”.
Da allora sono passati moltissimi anni e, per fortuna, sono cambiate anche le leggi in materia ed infatti con Legge Costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022 è stato attribuito alla Repubblica il compito di tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi (anche nell’interesse delle future generazioni); è stato, inoltre previsto che la legge dello Stato disciplini i modi e le forme di tutela degli animali. Per la prima volta, quindi, la tutela degli animali viene menzionata nel testo costituzionale, peraltro nell’ambito della parte dedicata ai ‘principi fondamentali’.
All'articolo 9 della Costituzione, infatti, dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: «Gli animali sono esseri senzienti e la Repubblica ne promuove e garantisce la vita, la salute e un'esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche.
La Regione Puglia, con Legge n. 2 del 7 Febbraio 2020, all’art. 5, dispone che i Comuni devono costruire o risanare i canili sanitari esistenti che possono essere gestiti direttamente o affidati alle associazioni o a soggetti privati. Sempre la normativa della Regione Puglia del 2020 stabilisce i requisiti della struttura e la funzione del canile rifugio, ossia una struttura pubblica o privata convenzionata, con il compito di “custodire e far adottare cani già identificati e sterilizzati”, dopo la permanenza nel canile sanitario, che non sono stati restituiti al legittimo proprietario. Al canile rifugio spetta il compito di mantenere in condizioni psicofisiche l’animale, prepararlo all’adozione e all’inserimento in famiglia.
Un insieme di Associazioni di Acquaviva (BALZOO, WOOL PET CARE, GAL, Signore degli Alberi, ARTIS, Centro Studi Antonio Lucarelli, L’INCONTRO Onlus), hanno presentato al comune di Acquaviva delle Fonti, alla ASL e al Prefetto di Bari una denuncia dei punti critici riscontrati al canile comunale di Acquaviva delle Fonti, in cui si segnalava lo stato di abbandono e di incuria, e le condizioni fatiscenti in cui si trova il canile. Dopo questa prima iniziativa unitaria di un vasto settore dell’associazionismo ad Acquaviva si è deciso di programmare una serie di iniziative sul tema “RICOSTRUIAMO IL CANILE”, tra queste anche l’avvio di una campagna d’informazione e sensibilizzazione a riguardo del CANILE CHE VOGLIAMO...
UN CANILE CHE RISPETI LA SALUTE E LA DIGNITÀ DEI CANI OSPITATI.
Un canile ben funzionante necessita in primo luogo della capacità di affrontare e risolvere problemi conseguenti all’abbandono e maltrattamento, come pure il vivere nei box di un canile. Condizioni e storie conosciute bene dai tanti volontari che si prodigano ogni giorno offrendo cura ed attenzione. Per questo è necessario che ci si doti di un progetto specifico...
Il CANILE CHE VOGLIAMO è un progetto che metta al centro il benessere e la dignità dei cani ospitati, a partire dai box, un parco/rifugio visitabile e fruibile da parte di tutti i cittadini.
IL CANILE CHE VOGLIAMO deve essere un luogo dove promuovere incontri, dove andare a conoscere i cani ospitati, i nostri cani, a passare del tempo con loro, e magari adottarli.
IL CANILE CHE VOGLIAMO deve diventare una risorsa per la nostra comunità (pet-terapy, visite scolastiche, sensibilizzazione ed educazione al rapporto uomo-animale, ecc) e non un posto dimenticato da istituzioni e cittadini.
Il problema
PETIZIONE POPOLARE
IL CANILE CHE VOGLIAMO...
La storia del canile di Acquaviva inizia la seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso, un periodo in cui, come ora, il randagismo determinava un pericolo grave per i cittadini e un fattore di disturbo, principalmente nelle ore notturne. Era il lontano 1997 quando la Giunta Comunale dell’epoca deliberò sia “l’impegno di spesa per i microchips per identificare i cani randagi”, sia “l’approvazione del progetto preliminare di rifugio per cani”.
Da allora sono passati moltissimi anni e, per fortuna, sono cambiate anche le leggi in materia ed infatti con Legge Costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022 è stato attribuito alla Repubblica il compito di tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi (anche nell’interesse delle future generazioni); è stato, inoltre previsto che la legge dello Stato disciplini i modi e le forme di tutela degli animali. Per la prima volta, quindi, la tutela degli animali viene menzionata nel testo costituzionale, peraltro nell’ambito della parte dedicata ai ‘principi fondamentali’.
All'articolo 9 della Costituzione, infatti, dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: «Gli animali sono esseri senzienti e la Repubblica ne promuove e garantisce la vita, la salute e un'esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche.
La Regione Puglia, con Legge n. 2 del 7 Febbraio 2020, all’art. 5, dispone che i Comuni devono costruire o risanare i canili sanitari esistenti che possono essere gestiti direttamente o affidati alle associazioni o a soggetti privati. Sempre la normativa della Regione Puglia del 2020 stabilisce i requisiti della struttura e la funzione del canile rifugio, ossia una struttura pubblica o privata convenzionata, con il compito di “custodire e far adottare cani già identificati e sterilizzati”, dopo la permanenza nel canile sanitario, che non sono stati restituiti al legittimo proprietario. Al canile rifugio spetta il compito di mantenere in condizioni psicofisiche l’animale, prepararlo all’adozione e all’inserimento in famiglia.
Un insieme di Associazioni di Acquaviva (BALZOO, WOOL PET CARE, GAL, Signore degli Alberi, ARTIS, Centro Studi Antonio Lucarelli, L’INCONTRO Onlus), hanno presentato al comune di Acquaviva delle Fonti, alla ASL e al Prefetto di Bari una denuncia dei punti critici riscontrati al canile comunale di Acquaviva delle Fonti, in cui si segnalava lo stato di abbandono e di incuria, e le condizioni fatiscenti in cui si trova il canile. Dopo questa prima iniziativa unitaria di un vasto settore dell’associazionismo ad Acquaviva si è deciso di programmare una serie di iniziative sul tema “RICOSTRUIAMO IL CANILE”, tra queste anche l’avvio di una campagna d’informazione e sensibilizzazione a riguardo del CANILE CHE VOGLIAMO...
UN CANILE CHE RISPETI LA SALUTE E LA DIGNITÀ DEI CANI OSPITATI.
Un canile ben funzionante necessita in primo luogo della capacità di affrontare e risolvere problemi conseguenti all’abbandono e maltrattamento, come pure il vivere nei box di un canile. Condizioni e storie conosciute bene dai tanti volontari che si prodigano ogni giorno offrendo cura ed attenzione. Per questo è necessario che ci si doti di un progetto specifico...
Il CANILE CHE VOGLIAMO è un progetto che metta al centro il benessere e la dignità dei cani ospitati, a partire dai box, un parco/rifugio visitabile e fruibile da parte di tutti i cittadini.
IL CANILE CHE VOGLIAMO deve essere un luogo dove promuovere incontri, dove andare a conoscere i cani ospitati, i nostri cani, a passare del tempo con loro, e magari adottarli.
IL CANILE CHE VOGLIAMO deve diventare una risorsa per la nostra comunità (pet-terapy, visite scolastiche, sensibilizzazione ed educazione al rapporto uomo-animale, ecc) e non un posto dimenticato da istituzioni e cittadini.
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 5 giugno 2023