PETIZIONE CHIUSA

IN/ARCH: Il progetto per il museo della Shoah a Villa Torlonia deve essere realizzato

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Da quasi dieci anni il Comune di Roma lavora alla realizzazione di un Museo Nazionale della Shoah capace di confrontarsi da pari a pari con quelli presenti ormai da anni nella maggior parte degli altri paesi.

Un lavoro che sembrava giunto finalmente a destinazione con l’acquisto di un lotto di terreno limitrofo a villa Torlonia, l’approvazione di una Variante urbanistica con destinazione esclusiva a Museo della Shoah, la concessione da parte della Cassa Depositi e Prestiti di un mutuo pari al costo di realizzazione del progetto definitivo, la concessione di una deroga al Patto di Stabilità per consentire  al Comune di spendere immediatamente tale importo, la pubblicazione di una gara d’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la costruzione dell’edificio, che ha visto la partecipazione di ben 24 imprese.

A lavori della commissione giudicatrice della gara d’appalto terminati da oltre tre mesi, alla fine di agosto esplode la notizia che il Comune di Roma intenderebbe vanificare tutto questo lungo processo, cancellando definitivamente la prospettiva di realizzare un’opera pubblica importante attraverso un’architettura contemporanea di grande qualità. Un’intenzione che trasformerebbe in spreco di risorse pubbliche le spese sostenute dal Comune per l’acquisto dell’area, la progettazione definitiva e i sondaggi geologici e archeologici e, soprattutto, renderebbe inutilizzabile il finanziamento per la costruzione già disponibile.

Per l'Istituto Nazionale di Architettura non realizzare più il Museo a Villa Torlonia rappresenterebbe una scelta assolutamente mortificante di un lavoro collettivo decennale di grande impegno, che oggi può finalmente entrare in fase operativa.

 

Come IN/ARCH e come cittadini, consapevoli dell’importanza della Memoria della Shoah nella costruzione culturale e civile della nostra società e di come l’architettura sia uno strumento fondamentale nell’elaborazione di questa memoria – come dimostra la ricca elaborazione internazionale degli ultimi trent’anni in questo settore – non possiamo che condannare fermamente questo orientamento e chiedere con forza al Comune di Roma di avanzare risolutamente verso la costruzione del Museo della Shoah nell’area di villa Torlonia.

 

Comprendiamo l’esigenza di celebrare adeguatamente il settantennale dell’apertura dei cancelli di Auschwitz il prossimo 27 gennaio 2015 avanzata opportunamente da alcuni ex deportati. Tale esigenza può essere soddisfatta dal una solenne cerimonia di posa della prima pietra in quella data e, contemporaneamente, dall’inaugurazione di una sede provvisoria del Museo che possa ospitare un’esposizione temporanea dei materiali raccolti, fino alla conclusione dei lavori dell’edificio definitivo.



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