I Nidi d'Infanzia sono in pericolo estinzione: costano troppo non sono riconosciuti dal Ministero e non hanno un proprio CCNL.

Il problema

Nella Scuola dell'Infanzia (di seguito chiamato ASILO) c'è posto per tutti… nei Nidi d'Infanzia (di seguito chiamati NIDO) NO!
All’Asilo si accede anche gratuitamente... ai Nidi NO!
La retta mensile al Nido si paga, ed è molto alta!
Inoltre…
L’Asilo Privato riceve contributi Ministeriali… i Nidi NO!

I contenuti di questa petizione, successivamente meglio esposti, denunciano che:

1) che il Nido diventi un diritto per tutti i bambini e soprattutto per tutti i genitori indistintamente (benestanti e non) poiché è una grande risorsa per il futuro culturale di tutta la Nazione;
2) che il Nido PRIVATO diventi un servizio “gratuito” poiché troppo caro e che la retta venga pagata dal Ministero o, qualora ciò risultasse insostenibile, che la famiglia paghi una retta in base al reddito (come accade per le rette dei Nidi COMUNALI, anch’essi a pagamento) e che il Ministero quindi aiuti i Nidi privati a sopravvivere;
3) che il Ministero della Pubblica Istruzione conglobi anche il Nido Pubblico e Privato nel sistema educativo nazionale e non lo consideri più un servizio meramente assistenziale;
4) che il Ministero apra gli occhi e capisca che accogliere bambini di età da Nido presso gli Asili, non solo crea scompenso nelle sezioni, ma toglie ingiustamente anche lavoro ai Nidi. E questo non è corretto!

Gentile Ministro della Pubblica Istruzione, Dr.ssa Carrozza e Gentile Ministro delle Pari Opportunità Sig.ra Josefa Idem,
il mio nome è Stefania Saponara ho 43 anni e sono la titolare di un Nido PRIVATO sito a Pescara dall’ Aprile del 2002.
Il Nido è un servizio educativo riservato ai bambini dai 3 ai 36 mesi, ormai divenuto indispensabile nel quotidiano delle famiglie italiane. Un bambino che frequenta il Nido, (così come l’Asilo!) non solo permette ai genitori di continuare a lavorare e in tempi come questi, conosciamo perfettamente l’importanza del lavoro della donna, ma si assicura una formazione educativa più che valida per il suo sviluppo psico-sociale.
Con la presente desideravo metterVi in evidenza alcuni aspetti problematici, riscontrati nel corso di oltre 10 anni di esperienza sul campo, relativi a questo prezioso servizio.

1. Il costo del Nido, Privato o Comunale
2. L’ingiusta disparità esistente tra il Nido e l’Asilo.
3. L’esistenza delle Sezioni Primavera
4. I contratti applicabili al personale di un Nido d‘Infanzia

PUNTO 1
Il Nido è costosissimo, indipendentemente dall’ente che eroga il servizio. Per offrire una prestazione di qualità il Nido, Comunale o Privato, deve applicare una retta impossibile da abbattere. Un Nido che ospita 50 bambini, ad esempio, spende cifre astronomiche per pagare: affitto, utenze, alimentare, dipendenti, materiale didattico, manutenzione… Se l’unica risorsa economica del Nido è la retta pagata dalla famiglia, è evidente che tale retta debba essere molto alta! Molte donne si vedono costrette a lasciare il proprio lavoro poiché il loro guadagno è spesso, pari al costo del Nido (se il figlio è uno solo ma... se fossero due o tre?). Le mamme si sentono obbligate ad una scelta (“se devo lavorare per mandare mio figlio al Nido, allora preferisco stare io con lui”) trascurando la realizzazione personale mettendo in crisi non solo l’economia famigliare, ma la salvaguardia di importanti posti di lavoro!

PUNTO 2
Il Nido offre lo stesso servizio garantito dall’Asilo; l’unica variante è che il Nido si propone ad una diversa fascia d’età. Entrambi i servizi non rientrano nei gradi di istruzione obbligatoria ma solo l’Asilo è gratuito a livello Comunale o Statale e, a livello privato, è molto meno costoso poiché fortemente incentivato (economicamente) dallo Stato. Il Nido ha un suo Progetto Pedagogico, che a tutti gli effetti può essere paragonato ai programmi d’istruzione ministeriali. Al Nido si chiama Progetto Pedagogico, all’Asilo si chiama POF. Il Nido ha diversi progetti educativi e programmazioni didattiche che regolano il lavoro quotidiano, offre personale qualificato (è richiesta la LAUREA) sotto la supervisione di un Coordinatore Pedagogico, garantisce l’uso di materiali e di strumenti specifici per lo sviluppo delle competenze dei bambini a cui si rivolge. IL NIDO NON E’ PIU’ UN SEMPLICE SERVIZIO DI ACCUDIMENTO; è aperto tutto l’anno e lavora quotidianamente anche 12 ore al giorno! Per dimostrare che è in atto una discriminazione del Nido rispetto all’Asilo, aggiungo che sussiste un’importante differenza di rapporto numerico educatore/bambino. Il Nido rispetta la proporzione di 1 educatore ogni 6 bambini, mentre nell’Asilo abbiamo 1 insegnante ogni 30 bambini. Un rapporto numerico così elevato, applicato ad un Nido, non garantirebbe una buona qualità del servizio perché i bambini a cui è rivolto sono molto piccoli ma è indiscutibile il fatto che, con un tale rapporto, l’Asilo, per lo stesso numero di bambini, necessita di un quinto del personale di cui necessita il Nido. Considerando che il personale rappresenta il costo più elevato, quanto evidenziato ci permette di concludere che oltre a non beneficiare di nessun incentivo statale, il Nido è costretto a sostenere delle spese ben più alte rispetto all’Asilo. Quindi ci chiediamo: perché l’Asilo pubblico è gratuito ed il Nido pubblico NO? Perché l’Asilo privato è sovvenzionato dallo Stato e il Nido Privato No? Il Nido è giustamente obbligato a rispettare Leggi che regolamentano ogni aspetto della vita del servizio ed è oberato di doveri verso gli enti pubblici, ma non gode di nessun diritto che possa facilitare il suo operato. Per questo motivo riteniamo che i Nidi sia pubblici che privati dovrebbero essere riconosciti dal Ministero della Pubblica Istruzione e diventare anch’essi un normale servizio gratuito così come lo è già l’Asilo!

PUNTO 3
Il Ministero della Pubblica Istruzione da alcuni anni ha istituito negli Asili le “Sezioni Primavera”, che accolgono bambini a partire dai 26 mesi. Nel provvedimento sussiste una duplice contraddizione: il Nido accoglie bambini 3/36 mesi ma non è riconosciuto come servizio educativo/didattico. E’ lecito concludere che il Ministero non ritenga opportuno offrire formazione ai bambini della suddetta fascia d’età. Perché mai, allora, incentiva l’ingresso di bambini di 26 mesi negli Asili? Inoltre, se un bambino di 26 mesi fosse iscritto in un Nido gli sarebbe garantito un rapporto numerico educatore/bambino di 1/9; perché mai dunque, lo stesso, iscritto in una Sezione primavera, dovrebbe accontentarsi di un rapporto numerico di 1/30?

PUNTO 4
Il CCNL che viene applicato per le educatrici del Nido d’Infanzia Privato è lo stesso che viene applicato per le insegnanti della Scuole dell’Infanzia perché non esiste un CCNL specifico per il personale del Nido. Nessuno, infatti, si è mai preoccupato di elaborarlo creando così problemi ai Nidi che difficilmente trovano un giusto “riadattamento” per la propria attività che, sebbene equiparabile all’attività svolta nelle Scuole, mostra delle diversità e delle specificità.

Se non avverrà IMMEDIATAMENTE un provvedimento da parte dello Stato, il Nido o si ridurrà ad un servizio esclusivo per super benestanti oppure saranno destinati all’estinzione, bruciando così non solo una risorsa preziosissima, ma anche tanti posti di lavoro!

Abbiamo bisogno di incontrare qualcuno per meglio esporre tutti i limiti di questo importante servizio i quali, per ragioni di spazio, non riusciamo a esporre all’interno di questa importante petizione.

AugurandoVi un proficuo lavoro e nella speranza di ricevere quanto prima un riscontro i merito, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Stefania Saponara

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Stefania SaponaraPromotore della petizione
Questa petizione aveva 1632 sostenitori

Il problema

Nella Scuola dell'Infanzia (di seguito chiamato ASILO) c'è posto per tutti… nei Nidi d'Infanzia (di seguito chiamati NIDO) NO!
All’Asilo si accede anche gratuitamente... ai Nidi NO!
La retta mensile al Nido si paga, ed è molto alta!
Inoltre…
L’Asilo Privato riceve contributi Ministeriali… i Nidi NO!

I contenuti di questa petizione, successivamente meglio esposti, denunciano che:

1) che il Nido diventi un diritto per tutti i bambini e soprattutto per tutti i genitori indistintamente (benestanti e non) poiché è una grande risorsa per il futuro culturale di tutta la Nazione;
2) che il Nido PRIVATO diventi un servizio “gratuito” poiché troppo caro e che la retta venga pagata dal Ministero o, qualora ciò risultasse insostenibile, che la famiglia paghi una retta in base al reddito (come accade per le rette dei Nidi COMUNALI, anch’essi a pagamento) e che il Ministero quindi aiuti i Nidi privati a sopravvivere;
3) che il Ministero della Pubblica Istruzione conglobi anche il Nido Pubblico e Privato nel sistema educativo nazionale e non lo consideri più un servizio meramente assistenziale;
4) che il Ministero apra gli occhi e capisca che accogliere bambini di età da Nido presso gli Asili, non solo crea scompenso nelle sezioni, ma toglie ingiustamente anche lavoro ai Nidi. E questo non è corretto!

Gentile Ministro della Pubblica Istruzione, Dr.ssa Carrozza e Gentile Ministro delle Pari Opportunità Sig.ra Josefa Idem,
il mio nome è Stefania Saponara ho 43 anni e sono la titolare di un Nido PRIVATO sito a Pescara dall’ Aprile del 2002.
Il Nido è un servizio educativo riservato ai bambini dai 3 ai 36 mesi, ormai divenuto indispensabile nel quotidiano delle famiglie italiane. Un bambino che frequenta il Nido, (così come l’Asilo!) non solo permette ai genitori di continuare a lavorare e in tempi come questi, conosciamo perfettamente l’importanza del lavoro della donna, ma si assicura una formazione educativa più che valida per il suo sviluppo psico-sociale.
Con la presente desideravo metterVi in evidenza alcuni aspetti problematici, riscontrati nel corso di oltre 10 anni di esperienza sul campo, relativi a questo prezioso servizio.

1. Il costo del Nido, Privato o Comunale
2. L’ingiusta disparità esistente tra il Nido e l’Asilo.
3. L’esistenza delle Sezioni Primavera
4. I contratti applicabili al personale di un Nido d‘Infanzia

PUNTO 1
Il Nido è costosissimo, indipendentemente dall’ente che eroga il servizio. Per offrire una prestazione di qualità il Nido, Comunale o Privato, deve applicare una retta impossibile da abbattere. Un Nido che ospita 50 bambini, ad esempio, spende cifre astronomiche per pagare: affitto, utenze, alimentare, dipendenti, materiale didattico, manutenzione… Se l’unica risorsa economica del Nido è la retta pagata dalla famiglia, è evidente che tale retta debba essere molto alta! Molte donne si vedono costrette a lasciare il proprio lavoro poiché il loro guadagno è spesso, pari al costo del Nido (se il figlio è uno solo ma... se fossero due o tre?). Le mamme si sentono obbligate ad una scelta (“se devo lavorare per mandare mio figlio al Nido, allora preferisco stare io con lui”) trascurando la realizzazione personale mettendo in crisi non solo l’economia famigliare, ma la salvaguardia di importanti posti di lavoro!

PUNTO 2
Il Nido offre lo stesso servizio garantito dall’Asilo; l’unica variante è che il Nido si propone ad una diversa fascia d’età. Entrambi i servizi non rientrano nei gradi di istruzione obbligatoria ma solo l’Asilo è gratuito a livello Comunale o Statale e, a livello privato, è molto meno costoso poiché fortemente incentivato (economicamente) dallo Stato. Il Nido ha un suo Progetto Pedagogico, che a tutti gli effetti può essere paragonato ai programmi d’istruzione ministeriali. Al Nido si chiama Progetto Pedagogico, all’Asilo si chiama POF. Il Nido ha diversi progetti educativi e programmazioni didattiche che regolano il lavoro quotidiano, offre personale qualificato (è richiesta la LAUREA) sotto la supervisione di un Coordinatore Pedagogico, garantisce l’uso di materiali e di strumenti specifici per lo sviluppo delle competenze dei bambini a cui si rivolge. IL NIDO NON E’ PIU’ UN SEMPLICE SERVIZIO DI ACCUDIMENTO; è aperto tutto l’anno e lavora quotidianamente anche 12 ore al giorno! Per dimostrare che è in atto una discriminazione del Nido rispetto all’Asilo, aggiungo che sussiste un’importante differenza di rapporto numerico educatore/bambino. Il Nido rispetta la proporzione di 1 educatore ogni 6 bambini, mentre nell’Asilo abbiamo 1 insegnante ogni 30 bambini. Un rapporto numerico così elevato, applicato ad un Nido, non garantirebbe una buona qualità del servizio perché i bambini a cui è rivolto sono molto piccoli ma è indiscutibile il fatto che, con un tale rapporto, l’Asilo, per lo stesso numero di bambini, necessita di un quinto del personale di cui necessita il Nido. Considerando che il personale rappresenta il costo più elevato, quanto evidenziato ci permette di concludere che oltre a non beneficiare di nessun incentivo statale, il Nido è costretto a sostenere delle spese ben più alte rispetto all’Asilo. Quindi ci chiediamo: perché l’Asilo pubblico è gratuito ed il Nido pubblico NO? Perché l’Asilo privato è sovvenzionato dallo Stato e il Nido Privato No? Il Nido è giustamente obbligato a rispettare Leggi che regolamentano ogni aspetto della vita del servizio ed è oberato di doveri verso gli enti pubblici, ma non gode di nessun diritto che possa facilitare il suo operato. Per questo motivo riteniamo che i Nidi sia pubblici che privati dovrebbero essere riconosciti dal Ministero della Pubblica Istruzione e diventare anch’essi un normale servizio gratuito così come lo è già l’Asilo!

PUNTO 3
Il Ministero della Pubblica Istruzione da alcuni anni ha istituito negli Asili le “Sezioni Primavera”, che accolgono bambini a partire dai 26 mesi. Nel provvedimento sussiste una duplice contraddizione: il Nido accoglie bambini 3/36 mesi ma non è riconosciuto come servizio educativo/didattico. E’ lecito concludere che il Ministero non ritenga opportuno offrire formazione ai bambini della suddetta fascia d’età. Perché mai, allora, incentiva l’ingresso di bambini di 26 mesi negli Asili? Inoltre, se un bambino di 26 mesi fosse iscritto in un Nido gli sarebbe garantito un rapporto numerico educatore/bambino di 1/9; perché mai dunque, lo stesso, iscritto in una Sezione primavera, dovrebbe accontentarsi di un rapporto numerico di 1/30?

PUNTO 4
Il CCNL che viene applicato per le educatrici del Nido d’Infanzia Privato è lo stesso che viene applicato per le insegnanti della Scuole dell’Infanzia perché non esiste un CCNL specifico per il personale del Nido. Nessuno, infatti, si è mai preoccupato di elaborarlo creando così problemi ai Nidi che difficilmente trovano un giusto “riadattamento” per la propria attività che, sebbene equiparabile all’attività svolta nelle Scuole, mostra delle diversità e delle specificità.

Se non avverrà IMMEDIATAMENTE un provvedimento da parte dello Stato, il Nido o si ridurrà ad un servizio esclusivo per super benestanti oppure saranno destinati all’estinzione, bruciando così non solo una risorsa preziosissima, ma anche tanti posti di lavoro!

Abbiamo bisogno di incontrare qualcuno per meglio esporre tutti i limiti di questo importante servizio i quali, per ragioni di spazio, non riusciamo a esporre all’interno di questa importante petizione.

AugurandoVi un proficuo lavoro e nella speranza di ricevere quanto prima un riscontro i merito, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Stefania Saponara

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Stefania SaponaraPromotore della petizione

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 1632 sostenitori

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I decisori

Dr.ssa Mariachiara Carrozza
Dr.ssa Mariachiara Carrozza
Ministero della Pubblica Istruzione
Sig.ra Josefa Idem
Sig.ra Josefa Idem
Ministero per le Pari Opportunità
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