LE PRIMARIE PER VIVERE LIBERI

LE PRIMARIE PER VIVERE LIBERI

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antonio parrinello ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a I CITTADINI DI MARSALA

Eleggere (dal latino eligere) significa scegliere. Affinché si possa, fra i componenti di una comunità, scegliere quella persona che viene ritenuta la più adatta a ricoprire una carica pubblica, gli “elettori” devono poter disporre della possibilità di individuare, in un certo novero o “rosa” di nomi, chi meglio possa rappresentarli in una determinata postazione dalla quale esercitare un ruolo di governo o di controllo della res publica.

A tale compito di individuazione si è fin qui tollerato che si dedicassero i “partiti”, cioè organizzazioni strutturate di cittadini, ognuna delle quali si rende portatrice delle idee (e degli interessi) di un gruppo omogeneo di persone che intendono distinguersi dalle altrui idee e organizzazioni. Proprio sul cattivo esercizio, da parte dei partiti, di tale importante opera selettiva si può trovare la causa principale della crescente disistima dei cittadini nei confronti dei partiti politici.

Sono sempre di più coloro i quali avvertono l’esigenza di cambiare tale (ormai inquinato) sistema di selezione della classe dirigente, togliendolo dalle mani (interessate) dei partiti e restituendolo preliminarmente (e “primariamente”) agli stessi cittadini elettori. Ecco il significato delle elezioni “primarie”: una cernita iniziale, una cosiddetta “scrematura”, affidata al popolo, dei candidati ad un incarico pubblico.

È venuto il momento di applicare questo metodo nelle elezioni comunali, almeno di quelle che riguardano città consistenti e complesse come la nostra. A pochissimi mesi dalle elezioni per un nuovo Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale, infatti, i partiti e le cosiddette “coalizioni” (cos’è? una guerra?) non sono stati capaci di fornire agli elettori indicazioni chiare circa le persone fra le quali – a fine primavera - poter scegliere i prossimi amministratori e controllori dell’azione amministrativa per il prossimo quinquennio.

Anzi, alla crisi evidente delle strutture partitiche è subentrata una anomala quanto sospetta (perché svolta al chiuso) apparecchiatura di non meglio definibili “tavoli”. Le soluzioni che da tali assemblaggi stanno per venir fuori, non potranno certo essere contrabbandate come se fossero democratiche, né tanto meno “trasparenti”. E per i prossimi cinque anni, rischiamo in 85.000 di subìre ancora le scelte di conventicole oscure e ristrette a poche decine di “selezionatori” interessati.

Rivendichiamo il diritto di votare con il cuore e con la ragione, di non più assoggettarci alle dinastie e ai potenti di quartiere, di far prevalere la libera volontà popolare, di rifiutare squallide raccomandazioni occasionali e di votare pensando al futuro dei nostri figli, di poter trasferire nella scheda elettorale le nostre autentiche preferenze e di non più tener conto di “suggerimenti” e mediazioni.

A firmare questo documento di svolta epocale, chiamiamo i marsalesi più sensibili e preoccupati delle sorti della città che amiamo e che non vogliamo sia più asservita a potentati che la hanno fin qui soggiogata, sottoponendola ad un sottosviluppo pilotato. È arrivato, per i marsalesi, il momento di prendere in mano il proprio destino e di reimpossessarsi della propria autonomia di selezionare le persone fra le quali scegliere – senza i soliti inciuci politici - da chi farsi rappresentare a via Garibaldi e a Piazza Loggia. Soltanto togliendo le redini di tale selezione dalle mani dei partiti e dei “tavoli”, sarà possibile candidare le persone che i marsalesi vogliono davvero: per impedire che le nostre ricchezze vengano svendute a quattro soldi, per determinare nuove occasioni di lavoro, per far tornare chi è stato costretto a partire, per ridare decoro e prestigio ad una città ricca di storia e di cultura, per creare nuovi rapporti di scambio con l’estero e con il resto del Paese, per determinare una svolta definitiva verso la invocata destinazione turistica, per risvegliare le capacità e l’operosità degli artigiani e dei commercianti locali, per affrancare i contadini dalla schiavitù di vendere sottocosto i loro prodotti, per riscoprire nuove opportunità di sviluppo economico e sociale, per ridurre le disparità di reddito, per una nuova solidarietà fra chi produce e chi stenta a vivere, per poterci riunire liberamente e pacificamente in piazza senza discriminazioni né arruolamenti, per essere protetti dalla false informazioni, per assicurare pari dignità ai normodotati e ai disabili, per assicurare un maggior rispetto dell’ambiente in cui viviamo, per garantire un’equa cura e pulizia anche alle zone periferiche e a quelle rurali, per instaurare condizioni di maggiore sicurezza pubblica nelle strade e nelle piazze. Insomma per un Comune più ordinato, più gentile e più amico dei cittadini.

Reclamiamo l’indizione di “elezioni primarie” di tipo “aperto”, affinché ne risulti massimizzata la partecipazione dei cittadini, spossessandone i partiti che - privilegiando i propri iscritti, i propri parenti e gli interessi della propria parte - si sono dimostrati incuranti del bene comune.

Che siano soltanto i confini del territorio marsalese a delimitare il recinto delle Primarie che invochiamo.

Firmiamo. E riappropriamoci della città che è nostra, di tutti noi.

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