

GUIDA SICURA, RISPETTO GARANTITO. Misure contro la violenza di genere nelle scuole guida
Il problema
Ogni anno, migliaia di ragazze e ragazzi affrontano le lezioni di guida come un rito di passaggio verso l’età adulta, verso l’indipendenza, l’autonomia. Dovrebbe essere un percorso sereno, educativo, motivante, in cui imparare a fare una cosa nuova, in un ambiente sicuro e rassicurante. Ma per molti, soprattutto per molte, purtroppo, non è così.
Sulla pagina Instagram @potevoessereio (https://www.instagram.com/potevo_essere_io – che dà voce a chi ha vissuto o sta vivendo situazioni di violenza e abuso – stiamo raccogliendo tantissime testimonianze di ragazze molestate proprio durante le lezioni di guida. Episodi spesso taciuti per vergogna, paura o senso di colpa. Ma reali. Diffusi. Dolorosi.
Storie di disagio, molestie, umiliazioni e paura.
Storie di ragazze rimaste sole in auto (anche in luoghi appartati) con un uomo adulto che fa commenti sul loro corpo, sulle loro scelte di abbigliamento, sulla loro voce, sui loro silenzi, sulle loro capacità. In alcune di queste storie, le parole si sono trasformate in proposte esplicite, in ricatti di allontanare il conseguimento del titolo se non si ricambiano le attenzioni o se ci si irrigidisce, finanche in molestie o abusi.
Non è accettabile. Non possiamo girarci dall’altra parte. Grazie al supporto della nostra consulente legale, la Dott.ssa Sara Vergallo, stiamo aiutando le vittime a non rimanere più in silenzio, anche attraverso recensioni pubbliche e denunce.
Ma abbiamo pensato a fare un passo in più: in Italia, per diventare istruttore o istruttrice di scuola guida, occorre presentare il proprio casellario giudiziale (o una dichiarazione sostitutiva) in cui non compaiano condanne o misure di prevenzione, serve un percorso abilitante con esame, formazione teorico-pratica e aggiornamenti biennali. Attualmente però non è previsto alcun tipo di valutazione psicoattitudinale, né alcun modulo formativo obbligatorio sui temi del consenso, della violenza psicologica e sessuale, della parità di genere e della relazione educativa.
Chiediamo dunque l’introduzione di tre misure concrete e realizzabili:
- Test psicoattitudinale, con una sezione specifica sulla gestione della relazione con l’allievo/a e sulla prevenzione della violenza e delle molestie.
- Modulo formativo obbligatorio per l’abilitazione, dedicato al rispetto del consenso, alla comunicazione non violenta, alla gestione asimmetrica del potere nelle relazioni didattiche.
- Percorso biennale di aggiornamento obbligatorio, che includa un focus specifico sulla prevenzione degli abusi, sulle segnalazioni e sulla tutela delle vittime.
Il nostro intento non è quello di criminalizzare una categoria, anzi, vogliamo anche proteggerne la reputazione, garantendo soprattutto un ambiente formativo sicuro per tutte e tutti.
Firma questa petizione.
Perché imparare a guidare non può significare imparare a subire.
Perché la sicurezza non si misura solo nei metri di frenata o nei rispetto del solo codice della strada, ma anche nel rispetto dei confini personali.

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Il problema
Ogni anno, migliaia di ragazze e ragazzi affrontano le lezioni di guida come un rito di passaggio verso l’età adulta, verso l’indipendenza, l’autonomia. Dovrebbe essere un percorso sereno, educativo, motivante, in cui imparare a fare una cosa nuova, in un ambiente sicuro e rassicurante. Ma per molti, soprattutto per molte, purtroppo, non è così.
Sulla pagina Instagram @potevoessereio (https://www.instagram.com/potevo_essere_io – che dà voce a chi ha vissuto o sta vivendo situazioni di violenza e abuso – stiamo raccogliendo tantissime testimonianze di ragazze molestate proprio durante le lezioni di guida. Episodi spesso taciuti per vergogna, paura o senso di colpa. Ma reali. Diffusi. Dolorosi.
Storie di disagio, molestie, umiliazioni e paura.
Storie di ragazze rimaste sole in auto (anche in luoghi appartati) con un uomo adulto che fa commenti sul loro corpo, sulle loro scelte di abbigliamento, sulla loro voce, sui loro silenzi, sulle loro capacità. In alcune di queste storie, le parole si sono trasformate in proposte esplicite, in ricatti di allontanare il conseguimento del titolo se non si ricambiano le attenzioni o se ci si irrigidisce, finanche in molestie o abusi.
Non è accettabile. Non possiamo girarci dall’altra parte. Grazie al supporto della nostra consulente legale, la Dott.ssa Sara Vergallo, stiamo aiutando le vittime a non rimanere più in silenzio, anche attraverso recensioni pubbliche e denunce.
Ma abbiamo pensato a fare un passo in più: in Italia, per diventare istruttore o istruttrice di scuola guida, occorre presentare il proprio casellario giudiziale (o una dichiarazione sostitutiva) in cui non compaiano condanne o misure di prevenzione, serve un percorso abilitante con esame, formazione teorico-pratica e aggiornamenti biennali. Attualmente però non è previsto alcun tipo di valutazione psicoattitudinale, né alcun modulo formativo obbligatorio sui temi del consenso, della violenza psicologica e sessuale, della parità di genere e della relazione educativa.
Chiediamo dunque l’introduzione di tre misure concrete e realizzabili:
- Test psicoattitudinale, con una sezione specifica sulla gestione della relazione con l’allievo/a e sulla prevenzione della violenza e delle molestie.
- Modulo formativo obbligatorio per l’abilitazione, dedicato al rispetto del consenso, alla comunicazione non violenta, alla gestione asimmetrica del potere nelle relazioni didattiche.
- Percorso biennale di aggiornamento obbligatorio, che includa un focus specifico sulla prevenzione degli abusi, sulle segnalazioni e sulla tutela delle vittime.
Il nostro intento non è quello di criminalizzare una categoria, anzi, vogliamo anche proteggerne la reputazione, garantendo soprattutto un ambiente formativo sicuro per tutte e tutti.
Firma questa petizione.
Perché imparare a guidare non può significare imparare a subire.
Perché la sicurezza non si misura solo nei metri di frenata o nei rispetto del solo codice della strada, ma anche nel rispetto dei confini personali.

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Petizione creata in data 3 luglio 2025