PETIZIONE PER L'INTRODUZIONE DEL REATO DI SFRUTTAMENTO DELLA MATERNITA' SURROGATA.

Questa petizione aveva 65 sostenitori

Il problema


I sottoscritti firmatari della presente petizione, che verrà inoltrata ad i Gruppi parlamentari di Camera e Senato della Repubblica Italiana, fa appello a tutti gli Onorevoli Parlamentari di buona volontà che credono ancora nella nostra civiltà, e sulla necessità di ii rapporti sociali siano regolamentati secondo criteri di reciproco rispetto e non con la prevaricazione del più forte sul più debole, affinché si facciano promotori di una proposta di legge che preveda l’introduzione nel Codice Penale del Reato di “sfruttamento di maternità surrogata”.
Le cronache di questi giorni e le aberranti proposte di alcuni politici ci mettono di fronte al dramma, sconosciuto ai più, dello sfruttamento, da parte d’inqualificabili nostri connazionali, di povere donne, che in cambio di denaro accettano di effettuare la gestazione di bambini su commissione. Di fatto mai come in questo caso è affermabile: “che a dettar legge come morale sia solo il denaro”. Ahimè si deve prendere atto che nel nostro paese, nonostante le campagne di sensibilizzazione e l'impegno profuso negli anni nel perseguire penalmente gli atti di sfruttamento sessuale del corpo femminile, paradossalmente ed inspiegabilmente, che nel Codice Penale manca il reato di sfruttamento dell’utero di madre surrogata (utero in affitto). Noi rifiutiamo di considerare la "maternità surrogata" un atto di libertà o di amore. Se da un lato è vero che in Italia la pratica è vietata dall’altro dobbiamo prendere atto che ci sono certi nostri connazionali che non si fanno scrupolo a rivolgersi in paesi dove è acconsentito. L’utero in affitto è una delle forme contemporanee di sfruttamento e di umiliazione più gravi della donna, che conseguentemente si ritiene ostile a quel rispetto della persona che è cardine del nostro Ordinamento.
L'assenza di un reato specifico di sfruttamento di madre surrogata fa sì che soggetti, di dubbia morale, profittino dello stato di necessità di povere donne che vengano così assoldate per la pratica bestiale della fattrice (mammifero femmina da riproduzione programmata). Il nodo è quello della differenza tra desiderio e diritto, I temi sono quelli del limite della libertà, non possiamo accettare, che solo perché la tecnica lo rende possibile, adducendo a presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti di terzi, questa filosofia è contro natura e pericolosissima in quanto apripista a nuovi medioevi o ancor peggio al diritto di clonazione umana.
Si rammenta inoltre che il diritto ad essere liberi dallo sfruttamento e trattamenti disumani, contro natura e degradanti per l’essere umano, soprattutto se in condizioni di debolezza, è tra i diritti umani più saldamente protetti dal Diritto Internazionale.

Ritenendo infine:
a) che la maternità debba essere dalle donne scelta e non subita per stato di bisogno economico;
b) che i bambini non sono beni vendibili o cedibili, nessun essere umano dev’essere ridotto a merce di scambio, e che di fatto il vuoto normativo impedisce di difendere il “superiore interesse del minore”;
Chiedono:
la messa al bando, senza se e senza ma con la dichiarazione d’inlegalità della maternità surrogata e con l’introduzione nel nostro Codice Penale del reato specifico di sfruttamento di: “maternità surrogata sia che avvenga nel territorio nazionale o all’estero”.

In scienza e coscienza sottoscrivono:


( N.B, : se fa piacere essere informati sul proseguo dell’iniziativa, e su altre a difesa del cittadino: manda una e-mail con scritto: mi interessa all’indirizzo: difendiamocipassaparola@gmail.com)

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CORO' LUIGIPromotore della petizione

I decisori

Difendiamoci passa parola, portavoce Corò Luigi
Difendiamoci passa parola, portavoce Corò Luigi
Comitato spontaneo
Corò Luigi
Corò Luigi
Comitato Difendiamoci passa parola

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