Trump e dichiara guerra anche agli uccelli

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Con le elezioni presidenziali sempre più vicine, l’amministrazione Trump sta lavorando per eliminare tutte quelle normative che limitano o ostacolano le grandi imprese
 
L’amministrazione Trump sta lavorando a una leggeche permetterà alle compagnie petrolifere, del gas e di costruzione di uccidere specie protette di uccelli nello svolgimento delle proprie attività, eliminando i procedimenti giudiziari a loro carico. La giustificazione? Le imprese devono essere libere di operare senza la paura di essere perseguite legalmente per aver accidentalmente provocato la morte di volatili. Una proposta che, se verrà approvata, avrà «effetti catastrofici», ha detto l’ex direttore dello United States Fish and Wildlife ServiceDan Ashe, in servizio durante la presidenza di Obama.

La nuova regolamentazione andrebbe così a indebolire il Migratory Bird Agreement Act, la normativa del 1918 che tutela gli uccelli migratori proibendone la cattura e l’uccisione e obbligando le aziende a prendere provvedimenti per proteggerli, come l’installazione di luci rosse sulle torri di comunicazione. Nonostante le rassicurazioni degli industriali, che sostengono che continueranno volontariamente a prendere precauzioni per proteggere la fauna ornitologica, il timore più che fondato dei gruppi ambientalisti è che facendo venire meno la minaccia di multe e cause legali, venga seriamente messa a rischio la sopravvivenza di milioni di uccelli – tra cui diverse specie rare.

Le perdite d’olio dagli impianti, le lame delle turbine eoliche e i fili elettrici di protezione degli impianti, infatti, provocano ogni anno la morte di centinaia di migliaia di volatili, un dato particolarmente allarmante se si tiene conto del fatto che solo in Nord America ci sono tre miliardi di uccelli in meno rispetto a 50 anni fa e che negli ultimi anni il fenomeno ha visto un’accelerazione. Secondo uno studio condotto recentemente dall’US Fish and Wildlife Service, ogni anno tra inquinamento e impianti industriali muoiono oltre 500 milioni di uccelli.

Un pellicano coperto di petrolio a Santa Barbara, in California, dopo un incidente che ha causato lo sversamento di oltre 80mila litri di greggio nel 2015 – Foto Getty Images
L’attuale normativa
La normativa attualmente vigente fu approvata nel 1918 a seguito della decimazione di diverse specie di uccelli per via della caccia e del bracconaggio, e include sotto la propria tutela più di mille tipologie di volatili – dagli uccelli acquatici come le anatre e i pellicani, ai picchi, passando per uccelli canori, falchi e gufi. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo, la legge è stata estesa, oltre che alla caccia e al bracconaggio, anche alle compagnie che nello svolgimento delle proprie attività mettono in pericolo, direttamente o indirettamente, la vita dei volatili, ma ora Donald Trump sostiene che la loro morte andrebbe considerata come un incidente non soggetto a procedimento giudiziario.

Eppure l’applicazione della legge era in genere utilizzata solo come ultima spiaggia, stando a quanto affermano i funzionari dello United States Fish and Wildlife Service. Secondo il portavoce Gavin Shire, nell’arco di cinque anni (fino al 31 dicembre 2017) l’agenzia ha condotto 152 indagini sulla morte di volatili, la maggior parte dei quali uccisi dai fili elettrici di protezione degli impianti. «L’obiettivo finale era generare una spontanea conformità alle leggi da parte delle aziende. Per farlo, devi educare le persone», ha affermato Gary Mowad, che ha lavorato per 25 anni all’interno dell’agenzia. «Abbiamo fatto un ottimo lavoro per tenere sotto controllo la mortalità aviaria. Il Migratory Bird Agreement Act era l’unico strumento di regolamentazione che il governo federale aveva a sua disposizione per tutelare le specie scomparse o sul punto di esserlo».