

Difendiamo i cittadini dal gioco d'azzardo


Difendiamo i cittadini dal gioco d'azzardo
Il problema
Per molte persone il gioco d’azzardo non si limita ad essere un innocuo passatempo ma rischia di diventare sintomo di un disturbo patologico definito ludopatia che causa gravi danni relazionali, economici e familiari.
Il gioco d’azzardo oggi rappresenta una realtà problematica che sta coinvolgendo persone di ogni estrazione sociale, età, sesso e provenienza. A farne le spese sono soprattutto pensionati e giovani. Circa un terzo delle giocate viene effettuato da minorenni, anche se in Italia la legge vieta ai minori il gioco con vincite in denaro.
Si stima infatti che nell’anno 2012 il 12% dei ragazzi abbia giocato on line e il 27% non online, che il 25,2% dei ragazzi abbia sentito l’esigenza di giocare e che il 46% abbia giocato tutti i soldi a disposizione (Eurispes e Telefono Azzurro, “Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza 2012”).
Alla luce di questi dati allarmanti, Primo Consumo, già in prima linea nella lotta alla ludopatia e nella tutela della salute psicofisica dei giocatori e dei loro familiari attraverso varie iniziative e con il progetto: “Game over- la dipendenza dal gioco non è un gioco”, promuove una petizione per difendere i cittadini dai rischi del gioco d’azzardo.
CHIEDIAMO ALLE FORZE POLITICHE DI :
Vietare i messaggi pubblicitari (così come avviene per il tabacco) concernenti il gioco con vincite in denaro
Disporre il divieto di vendite promiscue di gioco (ad es. gratta e vinci) in locali non dedicati esclusivamente al gioco (es. supermercati, autogrill, etc.).
Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi e i pericoli derivanti dal gioco d’azzardo a partire dai contesti scolastici e di aggregazione giovanile (centri culturali, sportivi, etc) con una quota parte del prelievo fiscale già in essere quale tassa di scopo per la sovvenzione della “pubblicità progresso”.
Destinare parte del prelievo fiscale derivante dai luoghi fisici di gioco (no internet) al finanziamento degli enti locali che oggi subiscono fortemente l’impatto fisico e sociale del gioco.
Sanzionare (manca sanzione nel decreto Balduzzi) chi consente giochi d’azzardo attraverso internet in locali pubblici attraverso l’installazione di pc o apparecchi idonei allo scopo.
Promuovere l’adozione di un unico registro nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco uniformando la disciplina per tutti i concessionari
Considerato che i reati di esercizio e agevolazione del gioco d'azzardo sono già disciplinati nel codice penale, inasprire il sistema sanzionatorio prevedendole non come mere ipotesi contravvenzionali bensì come delitti, aumentando le pene edittali previste, integrando le fattispecie tipiche punendo anche coloro che prestano denaro da utilizzare nelle puntate di gioco ovvero coloro che promettono o prestano denaro per far fronte ai debiti di gioco e, infine, affiancando sempre alle pene principali le pene accessorie.
PRIMI FIRMATARI
Riccardo Nencini Viceministro alle infrastrutture (PSI)
Enrico Buemi senat. e capogruppo Aut-Psi-Maie
Fausto Guilherme Longo senatore Psi
Claudio Bucci respons. Nazionale Psi

Il problema
Per molte persone il gioco d’azzardo non si limita ad essere un innocuo passatempo ma rischia di diventare sintomo di un disturbo patologico definito ludopatia che causa gravi danni relazionali, economici e familiari.
Il gioco d’azzardo oggi rappresenta una realtà problematica che sta coinvolgendo persone di ogni estrazione sociale, età, sesso e provenienza. A farne le spese sono soprattutto pensionati e giovani. Circa un terzo delle giocate viene effettuato da minorenni, anche se in Italia la legge vieta ai minori il gioco con vincite in denaro.
Si stima infatti che nell’anno 2012 il 12% dei ragazzi abbia giocato on line e il 27% non online, che il 25,2% dei ragazzi abbia sentito l’esigenza di giocare e che il 46% abbia giocato tutti i soldi a disposizione (Eurispes e Telefono Azzurro, “Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza 2012”).
Alla luce di questi dati allarmanti, Primo Consumo, già in prima linea nella lotta alla ludopatia e nella tutela della salute psicofisica dei giocatori e dei loro familiari attraverso varie iniziative e con il progetto: “Game over- la dipendenza dal gioco non è un gioco”, promuove una petizione per difendere i cittadini dai rischi del gioco d’azzardo.
CHIEDIAMO ALLE FORZE POLITICHE DI :
Vietare i messaggi pubblicitari (così come avviene per il tabacco) concernenti il gioco con vincite in denaro
Disporre il divieto di vendite promiscue di gioco (ad es. gratta e vinci) in locali non dedicati esclusivamente al gioco (es. supermercati, autogrill, etc.).
Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi e i pericoli derivanti dal gioco d’azzardo a partire dai contesti scolastici e di aggregazione giovanile (centri culturali, sportivi, etc) con una quota parte del prelievo fiscale già in essere quale tassa di scopo per la sovvenzione della “pubblicità progresso”.
Destinare parte del prelievo fiscale derivante dai luoghi fisici di gioco (no internet) al finanziamento degli enti locali che oggi subiscono fortemente l’impatto fisico e sociale del gioco.
Sanzionare (manca sanzione nel decreto Balduzzi) chi consente giochi d’azzardo attraverso internet in locali pubblici attraverso l’installazione di pc o apparecchi idonei allo scopo.
Promuovere l’adozione di un unico registro nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco uniformando la disciplina per tutti i concessionari
Considerato che i reati di esercizio e agevolazione del gioco d'azzardo sono già disciplinati nel codice penale, inasprire il sistema sanzionatorio prevedendole non come mere ipotesi contravvenzionali bensì come delitti, aumentando le pene edittali previste, integrando le fattispecie tipiche punendo anche coloro che prestano denaro da utilizzare nelle puntate di gioco ovvero coloro che promettono o prestano denaro per far fronte ai debiti di gioco e, infine, affiancando sempre alle pene principali le pene accessorie.
PRIMI FIRMATARI
Riccardo Nencini Viceministro alle infrastrutture (PSI)
Enrico Buemi senat. e capogruppo Aut-Psi-Maie
Fausto Guilherme Longo senatore Psi
Claudio Bucci respons. Nazionale Psi

PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
I decisori

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 25 luglio 2014