TRASFERIRE A NAPOLI LA BANCA EUROPEA PER LO SVILUPPO

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CON LA BREXIT, LA BANCA (BERS-EBRD) DOVREBBE LASCIARE LONDRA

E se il Sud ripartisse dall'Albergo dei poveri? Lanciamo una petizione perché una delle più importanti Authority bancarie europee abbia sede a Napoli. L'occasione potrebbe presentarsi a breve e sarebbe di quelle storiche: l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue porrebbe il problema di dove trasferire la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers-Ebrd). Una istituzione enorme, che gestirebbe fondi, potere e opportunità, specie in un'area ormai delicata quale quella mediterranea. E Napoli è, per la sua storia (pur se nascosta: basterebbe dire che nacque qui la prima cattedra di Economia politica al mondo e gli economisti napoletani hanno influenzato la scienza economica mondiale, da Carlo Marx alle leggi e alla Costituzione degli Stati Uniti; e che qui c'è la Fondazione Banco Napoli, con il più grande e antico archivio bancario del mondo); per la sua posizione al centro del Mediterraneo, per la sua cultura cosmopolita.

E trattandosi della Banca per la Ricostruzione e lo Sviluppo, cosa di meglio dell'Albergo dei Poveri, quale sede? A parte il suo valore storico e architettonico, la struttura (un capolavoro di metà Settecento di Ferdinando Fuga), è ancora oggi l'edificio pubblico più grande d'Europa: pur se rimase incompleto, con “solo” 360 metri di facciata, invece di 600, centomila metri quadrati coperti, più di 400 stanze. Ma soprattutto, un edificio che manda, in un mondo sempre più distratto ed egoista, un messaggio potentissimo e tanto, tanto mediterraneo: la “casa” più grande dell'intero continente, più grande di tutte le regge di tutti i re d'Europa, fu costruita per i poveri!

L'Albergo dei Poveri fu un altro dei gioielli mandato in malora con la gestione sabauda dopo l'annessione a mano armata del Regno delle Due Sicilie. Ci sono state, negli anni, diverse proposte di restauro e destinazione adeguate al valore dell'edificio e della sua storia (circa cinque anni fa, suggerii di farne la sede della Esposizione Permanente della Civiltà Napoletana; ma ci sono almeno altri due progetti, più o meno nella stessa direzione, uno precedente, uno posteriore). La dimensione dell'edificio è tale, che potrebbe ospitare più di una iniziativa, per quanto grande.

Dagli amici del Movimento 24 Agosto, per l'Equità Territoriale, incluso uno dei fondatori e membro del direttivo, giunge l'idea di ribattezzarlo “Palazzo della Dignità” per allocarvi la Bers-Ebrd (European Bank for Reconstruction and Development). Per questo, si lancia una petizione:

“Considerate le affermazioni del Direttore Generale per la politica Regionale della Commissione UE: «che se non verrà mantenuto un adeguato livello di investimenti pubblici nel Mezzogiorno, il Paese rischia un taglio dei fondi strutturali»;

“Visto: le determinazioni della Cassa Depositi e Prestiti della primavera scorsa, finalizzate ad investimenti per il sostegno all'impresa, nonché all'acquisizione immobiliare dell'Albergo dei Poveri (Palazzo Fuga) e delle terme di Agnano per la razionalizzazione degli spazi della Pubblica Amministrazione per risparmiare sui fitti passivi.

“Essendo la Città di Napoli: Capitale culturale del Mezzogiorno e del Mediterraneo, il Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale ritiene improcrastinabile sostenere l'acquisizione da parte della CDP – Cassa Depositi e Prestiti – di Palazzo Fuga, per restituirlo a Napoli e rendere Napoli di nuovo Capitale Finanziaria per lo sviluppo del Mediterraneo, del Vicino Oriente e dell'Africa.

“Preso atto della prossima ed imminente uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea e conseguentemente della ricollocazione di tutte le Istituzioni Europee ivi ubicate in un Paese dell'Unione, il Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale candida la città di Napoli ad ospitare la sede della Bers-Ebrd, essendo la maggioranza delle azioni amministrativamente detenute dall'Unione Europea, dai membri della stessa e dalla BEI”.

Quante probabilità avrebbe una tale proposta di essere accolta? Non poche. La Francia ha già troppe istituzioni europee, inclusa, da quest'anno, la European Bank Authority, che era a Londra; l'Olanda ha appena incassato l'Authority per i Farmaci (EMA); la Germania ospita già la Banca Centrale Europea; mentre nel pur minuscolo Lussemburgo c'è la Bei, la banca per gli investimenti; la Spagna è stata bravissima (mentre i nostri sparavano contro la UE) a prendersi molte istituzioni europee. L'Italia, invece, pur essendo socio fondatore dell'Unione, è in coda alla classifica e ha recentemente perso il confronto con l'Olanda per l'Authority del Farmaco. Siamo “in credito”.

Certo, bisogna vedere come va la faccenda della Brexit: finché la Gran Bretagna non esce, la Bers-Ebrd rimane a Londra. Ma noi dobbiamo essere pronti a rivendicare per Napoli l'occasione di ripartenza.

Per questo: firmate, fate firmare, muoviamoci.