Smart Working sia la norma, non l'eccezione


Smart Working sia la norma, non l'eccezione
Il problema
L'emergenza Covid-19 ci ha fatto scoprire l'acqua calda: si può lavorare da casa, basta avere un computer e una connessione internet.
Ora però, con l'emergenza che sta per fortuna scemando, c'è il rischio che una cultura organizzativa figlia di una certa mentalità "boomer" riprenda il sopravvento.
Per questo chiediamo che ogni persona il cui lavoro prevede l'uso di computer e rete, possa scegliere liberamente da dove lavorare, se da prima casa, da seconda casa, da co-working o da ufficio. Se dal suo paese o dall'estero.
Non è più accettabile perdere tempo e salute. Non è più accettabile vedere carovane di pendolari stressati e inquinanti ogni giorno.
La gente deve avere il diritto di poter lavorare e consumare in un'area che gli consenta una qualità della vita decente.
Non accettiamo premi di consolazione, non provate a venderci sogni da secolo scorso (nessuno che abbia un minimo di sano realismo crede più al sole dell'avvenire o alla carriera rampante).
Siamo pronti anche allo sciopero per ottenere questo diritto: se scioperano le maestranze dei trasporti pubblici possiamo farlo anche noi pendolari.
PS:
- siamo per estendere i diritti, non limitarli, per cui pensiamo che chi vuole debba poter lavorare da ufficio.
- non vogliamo lasciare indietro nessuno e pensiamo che chi lavora allo sportello deve avere in ogni caso il diritto a delle ore in smart working, basta accorpare le attività di back office o formazione che svolge.
- una vita meno stressante e inquinante è il primo pilastro per una cultura del lavoro fatta di delega vera, trasparenza, e crescita.
- Pensiamo che per la nostra battaglia sia fondamentale l'appoggio delle organizzazioni sindacali, per le quali lo smart working, a nostro avviso, non è una minaccia ma una opportunità enorme e storica di rilancio presso un platea di persone che hanno un disperato bisogno di rappresentanza
Il problema
L'emergenza Covid-19 ci ha fatto scoprire l'acqua calda: si può lavorare da casa, basta avere un computer e una connessione internet.
Ora però, con l'emergenza che sta per fortuna scemando, c'è il rischio che una cultura organizzativa figlia di una certa mentalità "boomer" riprenda il sopravvento.
Per questo chiediamo che ogni persona il cui lavoro prevede l'uso di computer e rete, possa scegliere liberamente da dove lavorare, se da prima casa, da seconda casa, da co-working o da ufficio. Se dal suo paese o dall'estero.
Non è più accettabile perdere tempo e salute. Non è più accettabile vedere carovane di pendolari stressati e inquinanti ogni giorno.
La gente deve avere il diritto di poter lavorare e consumare in un'area che gli consenta una qualità della vita decente.
Non accettiamo premi di consolazione, non provate a venderci sogni da secolo scorso (nessuno che abbia un minimo di sano realismo crede più al sole dell'avvenire o alla carriera rampante).
Siamo pronti anche allo sciopero per ottenere questo diritto: se scioperano le maestranze dei trasporti pubblici possiamo farlo anche noi pendolari.
PS:
- siamo per estendere i diritti, non limitarli, per cui pensiamo che chi vuole debba poter lavorare da ufficio.
- non vogliamo lasciare indietro nessuno e pensiamo che chi lavora allo sportello deve avere in ogni caso il diritto a delle ore in smart working, basta accorpare le attività di back office o formazione che svolge.
- una vita meno stressante e inquinante è il primo pilastro per una cultura del lavoro fatta di delega vera, trasparenza, e crescita.
- Pensiamo che per la nostra battaglia sia fondamentale l'appoggio delle organizzazioni sindacali, per le quali lo smart working, a nostro avviso, non è una minaccia ma una opportunità enorme e storica di rilancio presso un platea di persone che hanno un disperato bisogno di rappresentanza
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 25 giugno 2020