LIBERIAMO IL MARE DELLA CAPITALE E IL MARE NAZIONALE DA MAFIE E CORRUZIONE.

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ABBATTIAMO TUTTI I MURI : NON SOLO QUELLI FATTI DI CEMENTO E CHIEDIAMO BANDI PUBBLICI E TRASPARENTI PER LE SPIAGGE ITALIANE

 

Al Governo  Italiano che ha il dovere di tutelare il Bene di tutti e non tutelare l'interesse di pochi.

All' Autorità Anti corruzione Nazionale, nella persona del dott. Raffaele Cantone, che ha il dovere di vigilare affinché questo accada.

 

Chiediamo di porre fine all'eterna "Mala gestione" del nostro patrimonio naturale più importante,  il Demanio Marittimo: il nostro e vostro unico e solo affaccio sul mare . Mentre nell'ambito di Mafia Capitale sono a processo connessioni tra politica dirigenza e imprenditoria  che hanno consentito l'assegnazione negli anni di appalti e gare truccate, perché e in cambio di cosa sono anni che il  bene pubblico per eccellenza del nostro paese al centro del Mediterraneo, è stato tolto direttamente ad ogni gara di evidenza pubblica? Tutto questo violando non solo direttive Europee come la Bolkestein, ma leggi nazionali che prevedono principi di libera concorrenza  e trasparenza.

Parliamo di 7.500 km di costa( la distanza tra Roma e Pechino) , il nostro principale confine di Stato, riaffidati  di volta  in volta sempre agli stessi "fortunati interlocutori "dello Stato  a canoni irrisori e spesso condonati, favorendo cementificazione selvaggia e infiltrazioni delle criminalità organizzata che nel Municipio della Capitale sciolto per Mafia ha avuto la sua spartizione  più evidente.

Per quanto ancora il  Governo  vorrà  continuare a favorire 30.000 imprese su scala nazionale  a scapito di 60.000.000 di cittadini italiani ?

Siamo proprio noi cittadini parte lesa  di tutti i danni ambientali ed erariali imposti in tutti questi anni, a causa di questi continui "favori" e, visti gli inaccettabili emendamenti proposti per il DDL in corso di elaborazione, chiediamo che  l'Autorità Anticorruzione,  nella persona del dott. Raffaele Cantone, intervenga direttamente sui  lavori  della  stessa commissione di studio ANAC, che starebbe  lavorando alla elaborazione del decreto. Non risulta infatti  ancora ostacolato l'inserimento di clausole che violerebbero per l'ennesima volta i principi di libera concorrenza e trasparenza, quali l'inserimento di riconoscimenti sugli investimenti , sul valore d'impresa e sulla professionalità.  

I CITTADINI FIRMATARI DI QUESTA PETIZIONE CHIEDONO CHE

1- nessun  indennizzo e nessun riconoscimento di  valore d'impresa venga  inserito nel DDL, tantomeno quello sulla "Professionalità",  che impedirebbe a qualsiasi altro imprenditore di partecipare ai bandi se non i soliti favoriti di sempre, contravvenendo nuovamente a principi base sulla libera concorrenza.

Quali altri indennizzi e favori deve ricevere chi ha già goduto in tutti questi anni  di  canoni  inesistenti, a dispetto di incassi  milionari e troppo spesso evasi ? Solo sul mare della capitale sono stati riscontrati milioni di euro di mancati versamenti all'erario, di cui parte lesa siamo tutti noi cittadini, che continuiamo a pagare di tasca nostra i danni provocati da questa mala gestione del Bene Pubblico: Non privato! Gli investimenti nella maggior parte dei casi corrispondono a cementificazioni che, se abusive devono portare non solo all'abbattimento delle stesse a spese del concessionario , ma sopratutto alla decadenza immediata della concessione : su ogni concessione è infatti specificato che il concessionario ha il dovere di ripristinare lo stato dei luoghi , mentre il resto delle strutture devono essere ri-incamerate dallo Stato .

2 - Vengano Inserite nel DDL regole ferree a tutela dell'ambiente e del diritto sulla libera fruibilità del mare per tutti ( disabili e non ) attraverso ogni concessione balneare: in qualsiasi orario e giorno dell'anno. Tutto questo non  solo  pena la decadenza immediata della concessione ma chiediamo sanzioni economiche ingenti per chi dovesse violare le regole.

3 - Venga inserita nel DDL una clausola che impedisca di partecipare ai futuri bandi chi ha violato in tutti questi anni l'interesse Pubblico sul bene dato in concessione: chi ha commesso abusi edilizi, chi ha imposto danni erariali dovuti al mancato pagamento dei canoni o evasione fiscale, e anche chi ha violato l'interesse pubblico impedendo di accedere al mare se non attraverso la richiesta di pedaggi inaccettabili quanto il pizzo.

4- Vengano inserite  regole di tutela  a salvaguardia dei lavoratori, penali di decadenza per chi utilizza lavoro in nero,  garantendo clausole di salute e sicurezza sul posto di lavoro .Lavoratori che gli attuali concessionari  usano solo  come scudo per vedersi riaffidare le concessioni  minacciando  perdite di posti di lavoro. 

5- Venga inserita nel DDL una clausola che impedisca il sub affitto incontrollato delle attività persistenti sulla concessione che hanno favorito negli anni non solo  ulteriore evasione fiscale ma infiltrazioni della criminalità organizzata  : subaffitti fino ad ora goduti in maniera impropria da chi , a fronte di  canoni irrisori ha intascato affitti esorbitanti spesso non dichiarati. Oltretutto favorendo infiltrazioni dei clan subentrati nella gestione di molte attività a causa di questo utilizzo privatistico e  incontrollato del nostro patrimonio Pubblico.

6 - Per facilitare l'accertamento degli abusi e il rispetto delle regole sul demanio Marittimo  sia costituito un organo di controllo tecnico guidato dall'ANAC  che coordini tutti gli enti imputati ai controlli ad oggi scollegati tra loro: gli Uffici del Demanio, gli uffici tecnici, la  Capitaneria,il dipartimento ambiente, la polizia Municipale.

Sul mare della Capitale nel Municipio sciolto per mafia, abbiamo denunciato migliaia di mq di spiagge occupate e non segnalate sulle determine e sugli atti di concessione. Tutto questo evidenzia la necessità di una supervisione capillare in previsione dei futuri bandi.

Il nostro  affaccio sul Mare  deve poter tornare ad essere una risorsa pulita e trasparente  per tutto il Paese e chiediamo al  Governo e all' Anac di adoperarsi affinchè ci sia questo cambio di passo necessario non solo sul mare della capitale , ma per tutti i 7.500km di costa del nostro paese al centro del Mediterraneo.

 



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