Appello al governo per tutelare i lavoratori dello spettacolo

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Lettera-appello di Alberto Veronesi , Stefania Sandrelli, Fabio Vacchi, Alessandro Haber, Roberto Alagna, Domenico Balzani, Ramon Vargas

Desideriamo ringraziare il Ministro Dario Franceschini e il Governo per avere rappresentato le istanze espresse dalle associazioni di categoria del settore dello spettacolo nel nuovo Decreto “Cura Italia”, in un momento di così generalizzata e drammatica crisi sanitaria, umanitaria ed economica.

Ci permettiamo però di chiedere al Governo ancora un aiuto per i lavoratori precari dello spettacolo che costituiscono una emergenza nella emergenza. Un'intera platea di lavoratori che, anche con le misure inserite, sono e resteranno nella impossibilità di sostenere le proprie famiglie.

Il DL 17 marzo n.18 , “Cura Italia”, contiene diversi articoli che vanno direttamente o indirettamente a beneficio del settore dello spettacolo: dalla cassa integrazione in deroga, alle misure per le partite iva e i co.co.co, all’aiuto alle aziende che hanno avuto danni economici dal Covid-19, al fondo per la promozione del sistema paese all’estero.

Ma in particolare all’art 38 viene stabilita una indennità per il mese di marzo di euro 600 nette per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo, e con reddito non superiore ai 50.000 euro annuali. Il limite di spesa é di 48.600.000 euro e quindi usufruibile da 81.000 soggetti.

All’art. 88 viene stabilito che tutti i biglietti per spettacoli che sono stati sospesi o cancellati per l’epidemia possono essere convertiti in voucher riutilizzabili, esimendo così i teatri dal rimborso.

L’art. 89 istituisce due fondi per l’emergenza nei settori dello Spettacolo, del Cinema e dell’Audiovisivo. Un Fondo da 80 milioni per spesa corrente e un fondo da 50 milioni per spesa in conto capitale per tutti gli operatori, compresi artisti, autori, interpreti ed esecutori che sono stati danneggiati dalla epidemia. Entro un mese dalla legge di conversione del decreto il Mibac emette un decreto per le modalità di ripartizione e assegnazione.
Infine l’art. 90 istituisce ulteriori benefici per autori, artisti interpreti ed esecutori con riferimento alla redistribuzione si parte dei compensi Siae.

Il decreto ha il grande merito, tra gli altri, di di aver riconosciuto il settore dello spettacolo come uno tra i settori più colpiti da questa emergenza.

Proviene però forte un grido di allarme da tutti i lavoratori precari dello spettacolo, anello meno tutelato del settore, cioè da tutti coloro che, vivendo esclusivamente di incarichi saltuari, si trovano in una situazione di mancanza totale di disponibilità finanziarie.

Tale mancanza totale di liquidità é determinata dall’ulteriore ritardo dei pagamenti per prestazioni già effettuate, causate dagli effetti della epidemia Covid-19, é assolutamente necessario ed urgente prevedere per questa categoria di lavoratori una qualche forma agevolata di accesso al credito!

Ci permettiamo quindi di chiedere, anche in sede di conversione del decreto in legge, che il governo possa provvedere:

1. All’allargamento della platea per l’accesso al credito garantito dallo Stato attraverso l’inserimento dei lavoratori autonomi del comparto dello spettacolo, ivi compresi operatori della lirica, della prosa, delle orchestre, della danza, dei circhi, dello spettacolo viaggiante e della formazione artistica (art.57)

2. Alla corresponsione attraverso il decreto che il Mibact dovrà approntare per il riparto del fondo di 80 milioni in parte corrente, di almeno una quota degli emolumenti, previsti e dimostrabili, che i lavoratori autonomi dello spettacolo hanno perso a causa del COVID-19 (art.89)

3. Ad avviare campagne mediatiche per riportare i cittadini, dopo l’emergenza, a teatro e nei luoghi di cultura sia attraverso i fondi per la promozione del sistema paese all’estero (art.72), sia attraverso il fondo in conto capitale del Mibact (art.89)

Nell’anno della celebrazione dei 250 anni di Beethoven, il musicista che ha liberato la categoria degli artisti dalla servitù di uno stipendio rendendoli lavoratori liberi, si rischia che i suoi eredi italiani facciano la fine del suo amato poeta Friedrich Hölderlin, che riuscì a sopravvivere solo grazie alla beneficenza di un contadino.
 
Facciamo ripartire l’Italia e tuteliamo coloro che creano la ricchezza culturale del nostro paese.
Quando il contagio finirà e riapriremo l’Italia, riapriamo i musei, i teatri, portiamo ed espandiamo la nostra bellezza italiana da sempre nostra forza nel mondo.

Alberto Veronesi
Stefania Sandrelli
Alessandro Haber
Fabio Vacchi

Roberto Alagna

Domenico Balzani

Ramon Vargas