Green New Deal e Economia dell’Idrogeno rinnovabile

Green New Deal e Economia dell’Idrogeno rinnovabile

Il problema

Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri
Presidenza del Senato, Presidenza della Camera dei Deputati
Presidenza della Commissione Europea
Presidenza del Parlamento Europeo

Un paradigma verde per un nuovo Rinascimento
Una grande opportunità per l’Italia, all’interno di un’Europa solidale e leader mondiale della Transizione Energetica

Nel lungo cammino dell’umanità le grandi crisi hanno molte volte portato a grandi cambiamenti.  La crisi che stiamo affrontando, legata alla pandemia, è dolorosa e tragica, e tuttavia offre una grandissima opportunità.

Nel corso dell’emergenza sanitaria abbiamo riscoperto la solidarietà e lo spirito di comunità. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che, come dice Papa Francesco, “non possiamo essere sani. in un mondo malato”.

I disequilibri e gli errori del nostro modo di vivere hanno portato a questa tragedia.
Gli stessi disequilibri ed errori potrebbero purtroppo, a breve, causare altre crisi.

La distruzione degli ecosistemi, la deforestazione, la perdita di biodiversità, facilitano la proliferazione dei virus, a causa di possibili salti di specie. L’inquinamento, oltre a uccidere di per sé (ben più del Coronavirus anche se più lentamente), indebolisce le difese immunitarie e gli stessi apparati respiratori.

Siamo inoltre esposti alla gravissima minaccia del cambiamento climatico, che porta con sé altri rischi sanitari (batteri antichi liberati dallo scioglimento del permafrost, malattie tropicali e così via), umanitari (migrazioni di massa e proliferazione di guerre e conflitti), alimentari (aumento della fame e della sete dovuto a siccità e inondazioni), sociali (creazione di moltitudini di nuovi poveri), eventi meteorologici estremi, innalzamento del livello dei mari.

Ognuna di queste tragedie, quelle già in atto e quelle potenziali, avrebbe costi economici giganteschi. Ora è chiara a tutti la percezione del rischio da Covid-19. Non è ancora altrettanto chiara, almeno a parte dell’opinione pubblica, la percezione dei rischi ambientali. L’allarme della comunità scientifica è già più volte arrivato forte e chiaro, non possiamo ignorarlo.

Chiediamo che l’Italia e l’Europa, nella prossima corsa a una ricostruzione il più possibile rapida, non dimentichino le lezioni apprese in questa tragica esperienza.
Chiediamo che le risorse finanziarie che l’Europa metterà a disposizione, e quelle che lo Stato italiano e le sue Regioni stanzieranno per la ripresa economica, siano indirizzate verso un modello economico che abbia al suo centro la transizione energetica, la salvaguardia dell’ambiente, l’economia circolare, la giustizia sociale, la tutela della salute.

Come ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, «I fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati per investire nel futuro, e non nel passato».
È il momento di far partire l’Economia dell’Idrogeno rinnovabile, basato su una generazione distribuita, mediante le Local Energy Communities.

Il vecchio paradigma basato sulla crescita illimitata, sulla competizione esasperata, sulla corsa al denaro, sulle disuguaglianze estreme, sul saccheggio delle risorse del pianeta, sulla finanza senza regole è ora in ginocchio, e mostra tutti i suoi limiti e la sua disumanità.

Un nuovo paradigma può ora guidarci, basato sulla cooperazione, sulla solidarietà, sul rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi, sulla tutela della salute collettiva.
La Transizione Energetica e l’Economia dell’Idrogeno rinnovabile potranno portare ricchezza e posti di lavoro, molti dei quali qualificati e non delocalizzabili.
Una economia pulita, solidale, più decentrata e locale, più innovativa, e nel contempo prospera è possibile. In questo nuovo sistema economico l’Italia può avere un ruolo di primo piano: è infatti ricchissima in risorse quali energie rinnovabili, eccellenza tecnologica, territorio e cultura.

Abbiamo tutto ciò che ci serve per poter ripartire. I tempi sono maturi, e sta maturando anche un’opinione pubblica che, esacerbata dal dolore e dalle privazioni, comprende che non si possono ripetere i vecchi errori.
Tornare indietro non è più possibile ormai, andiamo avanti. Realizziamo un nuovo Rinascimento.

Mettiamo in moto il meccanismo virtuoso del Green New Deal. Chiediamo che i nuovi finanziamenti e i piani di rilancio siano finalizzati a un programma per una #RicostruzioneVerde.

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Nicola ConennaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 262 sostenitori

Il problema

Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri
Presidenza del Senato, Presidenza della Camera dei Deputati
Presidenza della Commissione Europea
Presidenza del Parlamento Europeo

Un paradigma verde per un nuovo Rinascimento
Una grande opportunità per l’Italia, all’interno di un’Europa solidale e leader mondiale della Transizione Energetica

Nel lungo cammino dell’umanità le grandi crisi hanno molte volte portato a grandi cambiamenti.  La crisi che stiamo affrontando, legata alla pandemia, è dolorosa e tragica, e tuttavia offre una grandissima opportunità.

Nel corso dell’emergenza sanitaria abbiamo riscoperto la solidarietà e lo spirito di comunità. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che, come dice Papa Francesco, “non possiamo essere sani. in un mondo malato”.

I disequilibri e gli errori del nostro modo di vivere hanno portato a questa tragedia.
Gli stessi disequilibri ed errori potrebbero purtroppo, a breve, causare altre crisi.

La distruzione degli ecosistemi, la deforestazione, la perdita di biodiversità, facilitano la proliferazione dei virus, a causa di possibili salti di specie. L’inquinamento, oltre a uccidere di per sé (ben più del Coronavirus anche se più lentamente), indebolisce le difese immunitarie e gli stessi apparati respiratori.

Siamo inoltre esposti alla gravissima minaccia del cambiamento climatico, che porta con sé altri rischi sanitari (batteri antichi liberati dallo scioglimento del permafrost, malattie tropicali e così via), umanitari (migrazioni di massa e proliferazione di guerre e conflitti), alimentari (aumento della fame e della sete dovuto a siccità e inondazioni), sociali (creazione di moltitudini di nuovi poveri), eventi meteorologici estremi, innalzamento del livello dei mari.

Ognuna di queste tragedie, quelle già in atto e quelle potenziali, avrebbe costi economici giganteschi. Ora è chiara a tutti la percezione del rischio da Covid-19. Non è ancora altrettanto chiara, almeno a parte dell’opinione pubblica, la percezione dei rischi ambientali. L’allarme della comunità scientifica è già più volte arrivato forte e chiaro, non possiamo ignorarlo.

Chiediamo che l’Italia e l’Europa, nella prossima corsa a una ricostruzione il più possibile rapida, non dimentichino le lezioni apprese in questa tragica esperienza.
Chiediamo che le risorse finanziarie che l’Europa metterà a disposizione, e quelle che lo Stato italiano e le sue Regioni stanzieranno per la ripresa economica, siano indirizzate verso un modello economico che abbia al suo centro la transizione energetica, la salvaguardia dell’ambiente, l’economia circolare, la giustizia sociale, la tutela della salute.

Come ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, «I fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati per investire nel futuro, e non nel passato».
È il momento di far partire l’Economia dell’Idrogeno rinnovabile, basato su una generazione distribuita, mediante le Local Energy Communities.

Il vecchio paradigma basato sulla crescita illimitata, sulla competizione esasperata, sulla corsa al denaro, sulle disuguaglianze estreme, sul saccheggio delle risorse del pianeta, sulla finanza senza regole è ora in ginocchio, e mostra tutti i suoi limiti e la sua disumanità.

Un nuovo paradigma può ora guidarci, basato sulla cooperazione, sulla solidarietà, sul rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi, sulla tutela della salute collettiva.
La Transizione Energetica e l’Economia dell’Idrogeno rinnovabile potranno portare ricchezza e posti di lavoro, molti dei quali qualificati e non delocalizzabili.
Una economia pulita, solidale, più decentrata e locale, più innovativa, e nel contempo prospera è possibile. In questo nuovo sistema economico l’Italia può avere un ruolo di primo piano: è infatti ricchissima in risorse quali energie rinnovabili, eccellenza tecnologica, territorio e cultura.

Abbiamo tutto ciò che ci serve per poter ripartire. I tempi sono maturi, e sta maturando anche un’opinione pubblica che, esacerbata dal dolore e dalle privazioni, comprende che non si possono ripetere i vecchi errori.
Tornare indietro non è più possibile ormai, andiamo avanti. Realizziamo un nuovo Rinascimento.

Mettiamo in moto il meccanismo virtuoso del Green New Deal. Chiediamo che i nuovi finanziamenti e i piani di rilancio siano finalizzati a un programma per una #RicostruzioneVerde.

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Nicola ConennaPromotore della petizione

I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Roberto Fico
Presidente della Camera dei Deputati

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