Salviamo le coste sarde dall'assaltoalto dell'alta finanza internazionale


Salviamo le coste sarde dall'assaltoalto dell'alta finanza internazionale
Il problema
I progetti che dovrebbero essere realizzati in Sardegna per le energie rinnovabili e per la chiusura delle centrali elettriche di Portovesme e Fiume Santo entro il 2025, potrebbero avere gravi conseguenze per la nostra regione, ma non mi pare sia in atto alcun dibattito a livello nazionale sull'argomento.
Gli impianti eolici e fotovoltaici, dipendendo dal vento e dal sole, non possono fornire energia in continuo. Gli accumulatori al litio possono sopperire ai cali di energia per piccole strutture, ma quando la richiesta di energia è elevata, l'integrazione viene fornita usualmente dalle centrali a combustibili fossili. Se le centrali a carbone di Portovesme e Fiume Santo non verranno convertite in centrali a metano ma verranno chiuse, come verrà coperto il fabbisogno energetico della Sardegna?
Gli impianti eolici e fotovoltaici producono energia a bassa densità, per produrne grandi quantitativi è necessario installare impianti di notevoli dimensioni che richiedono grandi estensioni di suolo, sottraendole ad altre attività.
Le pale eoliche interferiscono con le rotte migratorie di uccelli, pipistrelli e insetti disorientandoli e causando la morte di quelli che urtano contro le pale in movimento, per la costruzione di un parco solare è necessario ripulire l' area dalla vegetazione, modificando l'habitat di flora e fauna.
Impianti eolici e fotovoltaici hanno una durata limitata, circa 20 e 30 anni rispettivamente, rigenerare le parti esaurite costa più che sostituirle. Per stoccarle si apriranno nuove discariche col pericolo che se si aprono i moduli dei pannelli fotovoltaici si riversino nel terreno sostanze tossiche?
La produzione di energia eolica e fotovoltaica ha costi elevati. Tra il 2014 e il 2019 la Germania, una delle nazioni che si sono maggiormente impegnate nella transizione energetica da nucleare e fossile a rinnovabili, ha investito 34 miliardi l'anno per nuovi impianti eolici e fotovoltaici, passando dal 18 al 34% di energia prodotta da questi due tipi di rinnovabili. Nel luglio 2019 ha rischiato per 3 volte il blackout e per evitarlo ha dovuto comprare energia elettrica dai Paesi vicini.
Il costo per gli utenti è altissimo. Nel 2019 il prezzo dell'energia in Germania ha superato del 45% la media europea.
Perché non studiare a fondo i risultati delle esperienze degli altri Paesi
prima di affrontare spese ingenti per un progetto che non rappresenta una reale soluzione al problema energetico e avvantaggerà unicamente le grandi società internazionali che potranno attingere alle enormi cifre con le quali verrà finanziato?
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Il problema
I progetti che dovrebbero essere realizzati in Sardegna per le energie rinnovabili e per la chiusura delle centrali elettriche di Portovesme e Fiume Santo entro il 2025, potrebbero avere gravi conseguenze per la nostra regione, ma non mi pare sia in atto alcun dibattito a livello nazionale sull'argomento.
Gli impianti eolici e fotovoltaici, dipendendo dal vento e dal sole, non possono fornire energia in continuo. Gli accumulatori al litio possono sopperire ai cali di energia per piccole strutture, ma quando la richiesta di energia è elevata, l'integrazione viene fornita usualmente dalle centrali a combustibili fossili. Se le centrali a carbone di Portovesme e Fiume Santo non verranno convertite in centrali a metano ma verranno chiuse, come verrà coperto il fabbisogno energetico della Sardegna?
Gli impianti eolici e fotovoltaici producono energia a bassa densità, per produrne grandi quantitativi è necessario installare impianti di notevoli dimensioni che richiedono grandi estensioni di suolo, sottraendole ad altre attività.
Le pale eoliche interferiscono con le rotte migratorie di uccelli, pipistrelli e insetti disorientandoli e causando la morte di quelli che urtano contro le pale in movimento, per la costruzione di un parco solare è necessario ripulire l' area dalla vegetazione, modificando l'habitat di flora e fauna.
Impianti eolici e fotovoltaici hanno una durata limitata, circa 20 e 30 anni rispettivamente, rigenerare le parti esaurite costa più che sostituirle. Per stoccarle si apriranno nuove discariche col pericolo che se si aprono i moduli dei pannelli fotovoltaici si riversino nel terreno sostanze tossiche?
La produzione di energia eolica e fotovoltaica ha costi elevati. Tra il 2014 e il 2019 la Germania, una delle nazioni che si sono maggiormente impegnate nella transizione energetica da nucleare e fossile a rinnovabili, ha investito 34 miliardi l'anno per nuovi impianti eolici e fotovoltaici, passando dal 18 al 34% di energia prodotta da questi due tipi di rinnovabili. Nel luglio 2019 ha rischiato per 3 volte il blackout e per evitarlo ha dovuto comprare energia elettrica dai Paesi vicini.
Il costo per gli utenti è altissimo. Nel 2019 il prezzo dell'energia in Germania ha superato del 45% la media europea.
Perché non studiare a fondo i risultati delle esperienze degli altri Paesi
prima di affrontare spese ingenti per un progetto che non rappresenta una reale soluzione al problema energetico e avvantaggerà unicamente le grandi società internazionali che potranno attingere alle enormi cifre con le quali verrà finanziato?
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Petizione creata in data 18 febbraio 2022