Gli operatori della Conoscenza a sostegno dell'appello degli scienziati del CERN

Firmatari recenti
Maria Fares e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

Gli operatori della conoscenza, giornalisti, scrittori, librai, bibliotecari, editori, autori e illustratori, personale museale e teatrale, attori e registi, musicisti, danzatori, professori universitari, docenti e direttori di istituzioni culturali, sostengono l'appello degli scienziati del Cern per rivedere i rapporti con Israele.

Gli operatori della conoscenza chiedono alla comunità internazionale di affermare che la libertà e la sicurezza devono essere garantite sia agli israeliani che ai palestinesi e che ciò può essere ottenuto solo attraverso un cessate il fuoco immediato e incondizionato, il flusso senza ostacoli di aiuti umanitari e una pace giusta negoziata e concordata tra entrambe le parti nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Petizione al Consiglio e alla Direzione del CERN
Petizione al Consiglio del CERN e alla Direzione del CERN


Crediamo che due torti non facciano una ragione. L’occupazione israeliana in corso della Cisgiordania e di Gaza non giustifica gli attacchi ai civili in Israele del 7 ottobre 2023, né l’attacco del 7 ottobre giustifica la campagna criminale che il governo israeliano ha condotto contro la
popolazione di Gaza negli ultimi venti mesi.
Come ampiamente documentato, dal 2 marzo 2025, il governo israeliano ha bloccato ogni forma di aiuto, cibo, acqua e carburante alla Striscia di Gaza, imponendo un assedio totale a un’enclave di 2
milioni di persone.
La notte del 18 marzo 2025, il governo israeliano ha ripreso la sua campagna militare a Gaza, uccidendo oltre 400 persone in una sola notte, tra cui almeno 170 bambini, infrangendo così una
fragile tregua tra Israele e Hamas. Con questo atto, il governo israeliano ha reso evidente di non cercare una soluzione pacifica al conflitto, né di avere riguardo per la vita dei palestinesi e degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza.
Josep Borrell, ex Alto rappresentante dell’UE per la politica estera, ha dichiarato l’8 maggio 2025:
“Sappiamo tutti cosa sta succedendo lì, e abbiamo tutti sentito gli obiettivi dichiarati dai
ministri di Netanyahu, che sono chiare dichiarazioni di intento genocida. Raramente ho sentito il leader di uno Stato delineare così chiaramente un piano che rientra nella definizione legale di genocidio.”
Tali azioni sono indifendibili sotto ogni punto di vista umano, morale o anche solo pratico. Come ha dichiarato Mirjana Spoljaric, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa e garante
della Convenzione di Ginevra:
“Nessuno Stato, nessuna parte in conflitto [...] può essere esentata dall’obbligo di non commettere crimini di guerra, genocidi o pulizia etnica.”
La comunità internazionale deve affermare che libertà e sicurezza devono essere garantite sia agli israeliani che ai palestinesi, e che ciò può essere ottenuto solo attraverso un cessate il fuoco
immediato e incondizionato, il flusso libero degli aiuti umanitari e una pace giusta negoziata e concordata da entrambe le parti, nel quadro delle risoluzioni ONU.
In quanto scienziati, crediamo fermamente che la collaborazione internazionale, la condivisione delle conoscenze e il libero scambio di idee siano potenti motori del progresso umano e della pace.
Gli scienziati del Medio Oriente hanno mantenuto questi principi saldi nonostante decenni di tensioni e conflitti regionali. Tra i molti esempi, citiamo la creazione del laboratorio SESAME e il sostegno dei fisici israeliani alla partecipazione dei colleghi palestinesi al CERN – una
collaborazione culminata nell’accordo di cooperazione tra la Palestina e il CERN.
Come scienziati, non possiamo tollerare che l’attuale stato di guerra imposto dal governo israeliano ai palestinesi, con l’inaccettabile bilancio di vittime e l’oltraggio alla dignità umana, comprometta
anche la collaborazione pacifica tra scienziati israeliani e palestinesi e con il resto della comunità
 cientifica.
Il Codice di Condotta del CERN prevede che i collaboratori del CERN debbano "comportarsi in modo etico, con onestà intellettuale e assumendosi la responsabilità delle proprie azioni”.
Crediamo che questo principio si estenda anche agli Stati membri e implichi che la partecipazione al CERN richieda l’adesione al diritto internazionale, il rispetto delle istituzioni internazionali e,
soprattutto, il rispetto dei diritti umani. Nella Risoluzione CERN/3626 (datata 8 marzo 2022) il Consiglio del CERN ha dichiarato che “l’aggressione di un Paese ai danni di un altro è contraria ai
valori per i quali l’Organizzazione è stata fondata”. Questo principio è ancor più urgente quando l’aggressione è perpetrata da uno Stato riconosciuto come potenza occupante illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia.
Chiediamo quindi con urgenza alla Direzione del CERN e al Consiglio del CERN di garantire il rispetto dei principi sopra indicati, soprattutto in considerazione del mandato della Convenzione del
CERN che impone di “non avere alcuna relazione con attività a fini militari”. Tale rispetto deve essere monitorato e garantito attivamente, salvaguardando così la collaborazione pacifica tra i fisici.
Deve essere garantito anche l’accesso continuo al CERN da parte di tutti gli scienziati della regione impegnati per la pace e per la risoluzione pacifica del conflitto. Occorre offrire un sostegno concreto, ove possibile, ai colleghi la cui vita e libertà siano messe in pericolo dal conflitto, e vanno adottate tutte le misure necessarie per garantire che nessun collaboratore del CERN diventi,
direttamente o indirettamente, complice delle campagne militari o terroristiche in Medio Oriente.


Ginevra, 15 giugno 2025


Parere legale sui doveri del CERN secondo il diritto internazionale
Importanti esperti di diritto internazionale hanno condiviso con noi un parere legale sui doveri del
CERN secondo il diritto internazionale. Riportiamo qui le conclusioni. Il testo completo è
disponibile qui:
https://cryptpad.fr/file/#/2/file/QPmzAo-qzbbrwaxLQF+ZXuG2/
Diligenza dovuta
Il CERN dovrebbe richiedere formalmente che tutti i partner attuali e futuri situati in Israele –
incluse aziende, istituzioni accademiche e di ricerca – dimostrino un impegno chiaro a non entrare
in collaborazione con, mantenere o supportare in alcun modo autorità israeliane, istituzioni o
aziende che contribuiscano – direttamente o indirettamente – all’occupazione illegale del territorio
palestinese o alla commissione di altre gravi violazioni del diritto internazionale, incluso genocidio,
crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Sospensione dei rapporti istituzionali in caso di mancata conformità
Qualora un partner non fornisca tali garanzie o continui a collaborare con entità coinvolte in gravi
violazioni, il CERN dovrebbe sospendere ogni forma di cooperazione istituzionale con quel
partner. Questo include, ma non si limita a: partecipazione a progetti di ricerca congiunti,
programmi di finanziamento, scambi accademici, accesso alle infrastrutture del CERN e qualsiasi
altra forma di collaborazione scientifica.
Queste misure sono essenziali per adempiere agli obblighi del CERN secondo il diritto
internazionale consuetudinario e per assicurare che l’Organizzazione non contribuisca, neppure
in modo involontario, al mantenimento di una situazione illegale a livello internazionale che
implichi gravi violazioni di norme imperative, o alla perpetrazione di crimini internazionali. Inoltre,
tali azioni rafforzerebbero l’identità del CERN come simbolo globale di collaborazione scientifica
etica e del suo impegno fermo per la pace, la giustizia e la dignità umana.

Knowledge workers — journalists, writers, booksellers, librarians, publishers, authors and illustrators, museum and theatre staff, actors and directors, musicians, dancers, university professors, educators and directors of cultural institutions — support the appeal by CERN scientists to reconsider relations with Israel.

The international community must affirm that freedom and security must be guaranteed to Israelis and Palestinians alike, and that this can only be achieved through an immediate and unconditional ceasefire, the unhindered flow of humanitarian aid and a just peace negotiated and agreed between both parties within the framework of UN resolutions.

Petition to the CERN council and Directorate
Petition to the CERN council and the CERN directorate  

We believe two wrongs do not make one right. The ongoing Israeli occupation of the West Bank and Gaza does not justify the attacks on civilians in Israel on October 7th, 2023 nor does the October 7th attack justify the criminal campaign the government of Israel has waged against Gaza’s population for the past twenty months.  

As widely documented, since March 2nd, 2025, the government of Israel has blocked all aid, food, water, and fuel deliveries to the Gaza strip, imposing a total siege on an enclave of 2 million people.  

On the night of March 18th, 2025, the government of Israel resumed its military campaign in Gaza, killing over 400 people overnight, including at least 170 children, thus shattering a fragile truce between Israel and Hamas. With this act, the Israeli government made it clear it is not seeking for a peaceful solution of this conflict, nor does it care for the life of Palestinians and of the hostages still being held in Gaza.

  Josep Borrell, the former EU foreign policy chief stated on May 8th, 2025: “We all know what’s going on there, and we’ve all heard the objectives stated by Netanyahu’s ministers, which are clear declarations of genocidal intent. Seldom have I heard the leader of a state so clearly outline a plan that fits the legal definition of genocide.”

  Such actions are indefensible under any human, moral, or even practical reasoning. As declared by Mirjana Spoljaric, Head of the International Red Cross Committee and guardian of the Geneva Convention: “No state, no party to a conflict [...] can be exempt from the obligation not to commit war crimes, not to commit genocide, not to commit ethnic cleansing”.  

The international community must affirm that freedom and security must be guaranteed to Israelis and Palestinians alike, and that this can only be achieved through an immediate and unconditional ceasefire, the unhindered flow of humanitarian aid and a just peace negotiated and agreed between both parties within the framework of UN resolutions.  

As scientists, we firmly believe that international collaboration, the sharing of knowledge and the free movement of ideas are great drivers of human progress and peace. Middle Eastern scientists have remained steadfast in upholding these principles despite decades of regional tensions and conflict. Among many examples, we note the establishment of the SESAME laboratory and the support by Israeli physicists for the participation of Palestinian scientists at CERN - a collaboration that culminated in Palestine’s cooperation agreement with CERN.   

As scientists, we cannot tolerate that the current state of war imposed by the Israeli government on Palestinians, alongside the unacceptable toll of lives and affront to human dignity, also compromises the continued peaceful collaboration of Israeli and Palestinian scientists between themselves, and with the rest of the community.  

CERN Code of Conduct mandates that CERN Collaborators must “behave ethically, with intellectual honesty and being accountable for one’s own actions”. We believe that this extends to member states too and implies that membership in CERN requires adherence to international law, respect to the international institutions, and most of all respect for human rights. In Resolution CERN/3626 (dated March 8th, 2022) the CERN Council stated that “aggression of one country by another runs against the values for which the Organization stands”. This principle is even more urgent when the aggression is perpetrated by a State recognized as an unlawful occupying power by the International Court of Justice.  

We therefore urgently call on the CERN management and CERN Council to ensure compliance with the principles outlined above, particularly in view of the Convention mandate to “have no concern with work for military requirements”. Such compliance must be actively monitored and guaranteed, thus safeguarding the peaceful collaboration among physicists. Continued access to CERN by all scientists from the region committed to peace and to the peaceful resolution of the conflict should likewise be guaranteed. Specific support must be provided whenever possible to colleagues whose life and freedom are endangered by the conflict, and all necessary measures must be taken to ensure that none of the CERN collaborators becomes directly or indirectly complicit of the military and terroristic campaigns in the Middle East.  

Geneva, June 15th, 2025

Full list of signatories is available below
LEGAL OPINION ON CERN DUTIES UNDER INTERNATIONAL LAW

Leading International Law experts shared with us a legal opinion on CERN duties under International Law. We report here the concusions. The whole opinion can be found here: https://cryptpad.fr/file/#/2/file/QPmzAo-qzbbrwaxLQF+ZXuG2/

Due Diligence Engagement CERN should formally request that all current and future partners located in Israel - including companies, academic and research institutions - demonstrate a clear commitment to refrain from entering into, maintaining, or supporting any form of collaboration with Israeli authorities, institutions, or companies that contribute - directly or indirectly - to the unlawful occupation of the Palestinian territory or to the commission of other serious violations of international law, including genocide, war crimes, and crimes against humanity.
Suspension of Institutional Relations in Case of Non-Compliance Should any partner fail to provide such assurances or continue to engage in collaborations with entities involved in these serious violations, CERN should suspend all forms of institutional cooperation with that partner. This includes but is not limited to participation in joint research projects, funding schemes, academic exchanges, access to CERN infrastructure, and any other form of scientific collaboration.
These measures are essential to fulfill CERN’s obligations under customary international law and to ensure that the Organization does not, even inadvertently, contribute to the maintenance of an internationally unlawful situation entailing grave breaches of peremptory norms, or to the perpetration of international crimes. Moreover, such actions would reinforce CERN’s identity as a global symbol of ethical scientific collaboration and its steadfast commitment to peace, justice, and human dignity.

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Paolo ParnasiPromotore della petizione

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Firmatari recenti
Maria Fares e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

Gli operatori della conoscenza, giornalisti, scrittori, librai, bibliotecari, editori, autori e illustratori, personale museale e teatrale, attori e registi, musicisti, danzatori, professori universitari, docenti e direttori di istituzioni culturali, sostengono l'appello degli scienziati del Cern per rivedere i rapporti con Israele.

Gli operatori della conoscenza chiedono alla comunità internazionale di affermare che la libertà e la sicurezza devono essere garantite sia agli israeliani che ai palestinesi e che ciò può essere ottenuto solo attraverso un cessate il fuoco immediato e incondizionato, il flusso senza ostacoli di aiuti umanitari e una pace giusta negoziata e concordata tra entrambe le parti nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Petizione al Consiglio e alla Direzione del CERN
Petizione al Consiglio del CERN e alla Direzione del CERN


Crediamo che due torti non facciano una ragione. L’occupazione israeliana in corso della Cisgiordania e di Gaza non giustifica gli attacchi ai civili in Israele del 7 ottobre 2023, né l’attacco del 7 ottobre giustifica la campagna criminale che il governo israeliano ha condotto contro la
popolazione di Gaza negli ultimi venti mesi.
Come ampiamente documentato, dal 2 marzo 2025, il governo israeliano ha bloccato ogni forma di aiuto, cibo, acqua e carburante alla Striscia di Gaza, imponendo un assedio totale a un’enclave di 2
milioni di persone.
La notte del 18 marzo 2025, il governo israeliano ha ripreso la sua campagna militare a Gaza, uccidendo oltre 400 persone in una sola notte, tra cui almeno 170 bambini, infrangendo così una
fragile tregua tra Israele e Hamas. Con questo atto, il governo israeliano ha reso evidente di non cercare una soluzione pacifica al conflitto, né di avere riguardo per la vita dei palestinesi e degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza.
Josep Borrell, ex Alto rappresentante dell’UE per la politica estera, ha dichiarato l’8 maggio 2025:
“Sappiamo tutti cosa sta succedendo lì, e abbiamo tutti sentito gli obiettivi dichiarati dai
ministri di Netanyahu, che sono chiare dichiarazioni di intento genocida. Raramente ho sentito il leader di uno Stato delineare così chiaramente un piano che rientra nella definizione legale di genocidio.”
Tali azioni sono indifendibili sotto ogni punto di vista umano, morale o anche solo pratico. Come ha dichiarato Mirjana Spoljaric, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa e garante
della Convenzione di Ginevra:
“Nessuno Stato, nessuna parte in conflitto [...] può essere esentata dall’obbligo di non commettere crimini di guerra, genocidi o pulizia etnica.”
La comunità internazionale deve affermare che libertà e sicurezza devono essere garantite sia agli israeliani che ai palestinesi, e che ciò può essere ottenuto solo attraverso un cessate il fuoco
immediato e incondizionato, il flusso libero degli aiuti umanitari e una pace giusta negoziata e concordata da entrambe le parti, nel quadro delle risoluzioni ONU.
In quanto scienziati, crediamo fermamente che la collaborazione internazionale, la condivisione delle conoscenze e il libero scambio di idee siano potenti motori del progresso umano e della pace.
Gli scienziati del Medio Oriente hanno mantenuto questi principi saldi nonostante decenni di tensioni e conflitti regionali. Tra i molti esempi, citiamo la creazione del laboratorio SESAME e il sostegno dei fisici israeliani alla partecipazione dei colleghi palestinesi al CERN – una
collaborazione culminata nell’accordo di cooperazione tra la Palestina e il CERN.
Come scienziati, non possiamo tollerare che l’attuale stato di guerra imposto dal governo israeliano ai palestinesi, con l’inaccettabile bilancio di vittime e l’oltraggio alla dignità umana, comprometta
anche la collaborazione pacifica tra scienziati israeliani e palestinesi e con il resto della comunità
 cientifica.
Il Codice di Condotta del CERN prevede che i collaboratori del CERN debbano "comportarsi in modo etico, con onestà intellettuale e assumendosi la responsabilità delle proprie azioni”.
Crediamo che questo principio si estenda anche agli Stati membri e implichi che la partecipazione al CERN richieda l’adesione al diritto internazionale, il rispetto delle istituzioni internazionali e,
soprattutto, il rispetto dei diritti umani. Nella Risoluzione CERN/3626 (datata 8 marzo 2022) il Consiglio del CERN ha dichiarato che “l’aggressione di un Paese ai danni di un altro è contraria ai
valori per i quali l’Organizzazione è stata fondata”. Questo principio è ancor più urgente quando l’aggressione è perpetrata da uno Stato riconosciuto come potenza occupante illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia.
Chiediamo quindi con urgenza alla Direzione del CERN e al Consiglio del CERN di garantire il rispetto dei principi sopra indicati, soprattutto in considerazione del mandato della Convenzione del
CERN che impone di “non avere alcuna relazione con attività a fini militari”. Tale rispetto deve essere monitorato e garantito attivamente, salvaguardando così la collaborazione pacifica tra i fisici.
Deve essere garantito anche l’accesso continuo al CERN da parte di tutti gli scienziati della regione impegnati per la pace e per la risoluzione pacifica del conflitto. Occorre offrire un sostegno concreto, ove possibile, ai colleghi la cui vita e libertà siano messe in pericolo dal conflitto, e vanno adottate tutte le misure necessarie per garantire che nessun collaboratore del CERN diventi,
direttamente o indirettamente, complice delle campagne militari o terroristiche in Medio Oriente.


Ginevra, 15 giugno 2025


Parere legale sui doveri del CERN secondo il diritto internazionale
Importanti esperti di diritto internazionale hanno condiviso con noi un parere legale sui doveri del
CERN secondo il diritto internazionale. Riportiamo qui le conclusioni. Il testo completo è
disponibile qui:
https://cryptpad.fr/file/#/2/file/QPmzAo-qzbbrwaxLQF+ZXuG2/
Diligenza dovuta
Il CERN dovrebbe richiedere formalmente che tutti i partner attuali e futuri situati in Israele –
incluse aziende, istituzioni accademiche e di ricerca – dimostrino un impegno chiaro a non entrare
in collaborazione con, mantenere o supportare in alcun modo autorità israeliane, istituzioni o
aziende che contribuiscano – direttamente o indirettamente – all’occupazione illegale del territorio
palestinese o alla commissione di altre gravi violazioni del diritto internazionale, incluso genocidio,
crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Sospensione dei rapporti istituzionali in caso di mancata conformità
Qualora un partner non fornisca tali garanzie o continui a collaborare con entità coinvolte in gravi
violazioni, il CERN dovrebbe sospendere ogni forma di cooperazione istituzionale con quel
partner. Questo include, ma non si limita a: partecipazione a progetti di ricerca congiunti,
programmi di finanziamento, scambi accademici, accesso alle infrastrutture del CERN e qualsiasi
altra forma di collaborazione scientifica.
Queste misure sono essenziali per adempiere agli obblighi del CERN secondo il diritto
internazionale consuetudinario e per assicurare che l’Organizzazione non contribuisca, neppure
in modo involontario, al mantenimento di una situazione illegale a livello internazionale che
implichi gravi violazioni di norme imperative, o alla perpetrazione di crimini internazionali. Inoltre,
tali azioni rafforzerebbero l’identità del CERN come simbolo globale di collaborazione scientifica
etica e del suo impegno fermo per la pace, la giustizia e la dignità umana.

Knowledge workers — journalists, writers, booksellers, librarians, publishers, authors and illustrators, museum and theatre staff, actors and directors, musicians, dancers, university professors, educators and directors of cultural institutions — support the appeal by CERN scientists to reconsider relations with Israel.

The international community must affirm that freedom and security must be guaranteed to Israelis and Palestinians alike, and that this can only be achieved through an immediate and unconditional ceasefire, the unhindered flow of humanitarian aid and a just peace negotiated and agreed between both parties within the framework of UN resolutions.

Petition to the CERN council and Directorate
Petition to the CERN council and the CERN directorate  

We believe two wrongs do not make one right. The ongoing Israeli occupation of the West Bank and Gaza does not justify the attacks on civilians in Israel on October 7th, 2023 nor does the October 7th attack justify the criminal campaign the government of Israel has waged against Gaza’s population for the past twenty months.  

As widely documented, since March 2nd, 2025, the government of Israel has blocked all aid, food, water, and fuel deliveries to the Gaza strip, imposing a total siege on an enclave of 2 million people.  

On the night of March 18th, 2025, the government of Israel resumed its military campaign in Gaza, killing over 400 people overnight, including at least 170 children, thus shattering a fragile truce between Israel and Hamas. With this act, the Israeli government made it clear it is not seeking for a peaceful solution of this conflict, nor does it care for the life of Palestinians and of the hostages still being held in Gaza.

  Josep Borrell, the former EU foreign policy chief stated on May 8th, 2025: “We all know what’s going on there, and we’ve all heard the objectives stated by Netanyahu’s ministers, which are clear declarations of genocidal intent. Seldom have I heard the leader of a state so clearly outline a plan that fits the legal definition of genocide.”

  Such actions are indefensible under any human, moral, or even practical reasoning. As declared by Mirjana Spoljaric, Head of the International Red Cross Committee and guardian of the Geneva Convention: “No state, no party to a conflict [...] can be exempt from the obligation not to commit war crimes, not to commit genocide, not to commit ethnic cleansing”.  

The international community must affirm that freedom and security must be guaranteed to Israelis and Palestinians alike, and that this can only be achieved through an immediate and unconditional ceasefire, the unhindered flow of humanitarian aid and a just peace negotiated and agreed between both parties within the framework of UN resolutions.  

As scientists, we firmly believe that international collaboration, the sharing of knowledge and the free movement of ideas are great drivers of human progress and peace. Middle Eastern scientists have remained steadfast in upholding these principles despite decades of regional tensions and conflict. Among many examples, we note the establishment of the SESAME laboratory and the support by Israeli physicists for the participation of Palestinian scientists at CERN - a collaboration that culminated in Palestine’s cooperation agreement with CERN.   

As scientists, we cannot tolerate that the current state of war imposed by the Israeli government on Palestinians, alongside the unacceptable toll of lives and affront to human dignity, also compromises the continued peaceful collaboration of Israeli and Palestinian scientists between themselves, and with the rest of the community.  

CERN Code of Conduct mandates that CERN Collaborators must “behave ethically, with intellectual honesty and being accountable for one’s own actions”. We believe that this extends to member states too and implies that membership in CERN requires adherence to international law, respect to the international institutions, and most of all respect for human rights. In Resolution CERN/3626 (dated March 8th, 2022) the CERN Council stated that “aggression of one country by another runs against the values for which the Organization stands”. This principle is even more urgent when the aggression is perpetrated by a State recognized as an unlawful occupying power by the International Court of Justice.  

We therefore urgently call on the CERN management and CERN Council to ensure compliance with the principles outlined above, particularly in view of the Convention mandate to “have no concern with work for military requirements”. Such compliance must be actively monitored and guaranteed, thus safeguarding the peaceful collaboration among physicists. Continued access to CERN by all scientists from the region committed to peace and to the peaceful resolution of the conflict should likewise be guaranteed. Specific support must be provided whenever possible to colleagues whose life and freedom are endangered by the conflict, and all necessary measures must be taken to ensure that none of the CERN collaborators becomes directly or indirectly complicit of the military and terroristic campaigns in the Middle East.  

Geneva, June 15th, 2025

Full list of signatories is available below
LEGAL OPINION ON CERN DUTIES UNDER INTERNATIONAL LAW

Leading International Law experts shared with us a legal opinion on CERN duties under International Law. We report here the concusions. The whole opinion can be found here: https://cryptpad.fr/file/#/2/file/QPmzAo-qzbbrwaxLQF+ZXuG2/

Due Diligence Engagement CERN should formally request that all current and future partners located in Israel - including companies, academic and research institutions - demonstrate a clear commitment to refrain from entering into, maintaining, or supporting any form of collaboration with Israeli authorities, institutions, or companies that contribute - directly or indirectly - to the unlawful occupation of the Palestinian territory or to the commission of other serious violations of international law, including genocide, war crimes, and crimes against humanity.
Suspension of Institutional Relations in Case of Non-Compliance Should any partner fail to provide such assurances or continue to engage in collaborations with entities involved in these serious violations, CERN should suspend all forms of institutional cooperation with that partner. This includes but is not limited to participation in joint research projects, funding schemes, academic exchanges, access to CERN infrastructure, and any other form of scientific collaboration.
These measures are essential to fulfill CERN’s obligations under customary international law and to ensure that the Organization does not, even inadvertently, contribute to the maintenance of an internationally unlawful situation entailing grave breaches of peremptory norms, or to the perpetration of international crimes. Moreover, such actions would reinforce CERN’s identity as a global symbol of ethical scientific collaboration and its steadfast commitment to peace, justice, and human dignity.

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