Giustizia per la giovane ragazza di Sarno e per tutte le donne vittime di violenza!

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Non è possibile a 15 anni essere vittima di violenza sessuale!

Non è possibile sapere, meno di due anni dopo, che i propri aguzzini non sconteranno mai la giusta pena.

Si perché questo è quello che successe il 26 Giugno 2016 a San Valentino Torio quando un branco di 5 ragazzi sequestrò e violentò a turno una giovane 15enne. Ad oggi, 29/03/2018, il gup estingue il reato per i componenti del branco, sostenendo che  dopo un breve periodo di “messa alla prova” superato positivamente, si procederà alla sospensione del processo per tutti.

Si vuole far luce e porre l’attenzione su una sentenza che non può essere accettata ma che contrariamente ha tutti i presupposti per essere revisionata; si consideri infatti che l’illecito risulta essere di natura penale in quanto si tratta della forma più aggravata di violenza sessuale definita non solo come violenza sessuale di gruppo ma oltretutto violenza sessuale nei confronti di una minorenne.

Si cita in tal caso l’articolo 609 del codice penale che recita:

“Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. “

Tralasciando il codice penale, quanto approvato in merito alla sentenza si tratterebbe di un’ulteriore beffa, se si analizzasse la definizione riportata sul sito del Ministero della Giustizia in merito alla “messa alla prova”. La definizione risulta essere la seguente:

“La messa alla prova consiste, su richiesta dell’imputato, nella sospensione del procedimento penale nella fase decisoria di primo grado per reati di minore allarme sociale.”

L’allarme sociale ce lo testimoniano invece i concreti dati reali emersi dall’Istat secondo i quali si stima che in Italia vengono compiuti circa 11 stupri al giorno, più di 4 mila ogni anno.

È già inimmaginabile pensare che casi simili avvengano con tale frequenza ma è altrettanto inimmaginabile che ci siano soluzioni che contribuiscano a limitare la già scarsa certezza della pena.  

Facciamo in modo, firmando questa petizione, che venga revisionata questa sentenza penale, che ci sia una maggiore certezza della pena per chi commette reati penali di tale rilevanza affinché questo non crei un precedente per giustificare ulteriori illeciti a danno delle donne.

Ci affidiamo alle istituzioni del caso per fare chiarezza su questa sentenza affinché garantiscano l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione delle norme di diritto.

Vogliamo pene certe, Vogliamo vivere in uno stato che tuteli i diritti delle donne, Vogliamo che i colpevoli vengano puniti, Vogliamo vivere in uno Stato più sicuro.



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