GIUSTIZIA PER JUAN CARRITO


GIUSTIZIA PER JUAN CARRITO
Il problema
L'orso Juan Carrito è morto, investito e ucciso. È stato ucciso da un'auto nei pressi del tunnel di Roccaraso, investito sulla statale 17, al bivio per il cimitero di Castel di Sangro. L'orso, contrariamente alle abitudini, da alcuni giorni era stato segnalato nei paraggi dell'Altopiano delle Cinque Miglia e non in letargo. L'impatto è stato fortissimo e non ha lasciato scampo al giovane orso, deceduto a seguito dell'investimento.
Come hanno fatto a investire un orso? Com'è potuto accadere, con un impatto così devastante? A che velocità andavano? C'era troppa scarsa illuminazione? Erano scarsi i sistemi di protezione? Domande che ci stiamo ponendo in tanti, per capire se questa tragedia si poteva evitare e se ci sono delle responsabilità. Perchè non è giusto e non è accettabile che nessuno paghi per eventuali responsabilità quando a perdere la vita è un animale, come se la loro vita non contasse. Juan Carrito merita giustizia, almeno questo glielo dobbiamo. E soprattutto vogliamo che non debba succedere più, e che gli animali vengano tutelati nella loro LIBERTÀ. Non vogliamo che questa tragedia diventi una scusa per rinchiudere gli orsi, vogliamo piuttosto che la loro libertà e vita venga assicurata e tutelata. Juan Carrito almeno non è morto in gabbia, non è stato condannato alla prigionia come accaduto invece all'orso M49 in Trentino. Juan Carrito è morto da orso libero, certo, ma questa morte prematura magari si poteva evitare, pur tutelando la sua libertà. Giustamente Juan Carrito viveva libero, e ribadiamo GIUSTAMENTE, ma il problema è che in questo mondo abbiamo lasciato ormai poco spazio agli animali, quasi zero: l'asfalto è ovunque. Dobbiamo quindi rivedere il nostro rapporto con la natura e con gli animali, perchè il pianeta non è solo nostro. Dobbiamo restituire agli animali lo spazio di cui hanno bisogno, e tutelarli nella loro libertà. Iniziamo da questa tragedia: giustizia per Juan Carrito! Si faccia luce sull'accaduto, si accertino e si individuino eventuali responsabilità. Lo dobbiamo a Juan Carrito, e lo dobbiamo a tutte le persone che lo amavano.
Sosteniamo la scelta del Parco d'Abruzzo di lasciarlo libero, la libertà infatti è un diritto di tutti. Probabilmente occorrevano più tutele da parte delle istituzioni, soprattutto nei tratti di strada più vicini al parco. Juan Carrito non è morto perchè era libero, è morto perchè è stato investito. La libertà comporta rischi per tutti, la vita stessa è un rischio, anche per gli umani, ma nessuno di noi vorrebbe vivere rinchiuso o sotto una campana di vetro. La stessa cosa vale per gli animali! Libertà in sicurezza per gli animali, ma libertà: ucciderli psicologicamente rinchiudendoli nelle gabbie, significa ucciderli nell'anima, e non è tanto diverso dalla morte fisica. Animali liberi!

Il problema
L'orso Juan Carrito è morto, investito e ucciso. È stato ucciso da un'auto nei pressi del tunnel di Roccaraso, investito sulla statale 17, al bivio per il cimitero di Castel di Sangro. L'orso, contrariamente alle abitudini, da alcuni giorni era stato segnalato nei paraggi dell'Altopiano delle Cinque Miglia e non in letargo. L'impatto è stato fortissimo e non ha lasciato scampo al giovane orso, deceduto a seguito dell'investimento.
Come hanno fatto a investire un orso? Com'è potuto accadere, con un impatto così devastante? A che velocità andavano? C'era troppa scarsa illuminazione? Erano scarsi i sistemi di protezione? Domande che ci stiamo ponendo in tanti, per capire se questa tragedia si poteva evitare e se ci sono delle responsabilità. Perchè non è giusto e non è accettabile che nessuno paghi per eventuali responsabilità quando a perdere la vita è un animale, come se la loro vita non contasse. Juan Carrito merita giustizia, almeno questo glielo dobbiamo. E soprattutto vogliamo che non debba succedere più, e che gli animali vengano tutelati nella loro LIBERTÀ. Non vogliamo che questa tragedia diventi una scusa per rinchiudere gli orsi, vogliamo piuttosto che la loro libertà e vita venga assicurata e tutelata. Juan Carrito almeno non è morto in gabbia, non è stato condannato alla prigionia come accaduto invece all'orso M49 in Trentino. Juan Carrito è morto da orso libero, certo, ma questa morte prematura magari si poteva evitare, pur tutelando la sua libertà. Giustamente Juan Carrito viveva libero, e ribadiamo GIUSTAMENTE, ma il problema è che in questo mondo abbiamo lasciato ormai poco spazio agli animali, quasi zero: l'asfalto è ovunque. Dobbiamo quindi rivedere il nostro rapporto con la natura e con gli animali, perchè il pianeta non è solo nostro. Dobbiamo restituire agli animali lo spazio di cui hanno bisogno, e tutelarli nella loro libertà. Iniziamo da questa tragedia: giustizia per Juan Carrito! Si faccia luce sull'accaduto, si accertino e si individuino eventuali responsabilità. Lo dobbiamo a Juan Carrito, e lo dobbiamo a tutte le persone che lo amavano.
Sosteniamo la scelta del Parco d'Abruzzo di lasciarlo libero, la libertà infatti è un diritto di tutti. Probabilmente occorrevano più tutele da parte delle istituzioni, soprattutto nei tratti di strada più vicini al parco. Juan Carrito non è morto perchè era libero, è morto perchè è stato investito. La libertà comporta rischi per tutti, la vita stessa è un rischio, anche per gli umani, ma nessuno di noi vorrebbe vivere rinchiuso o sotto una campana di vetro. La stessa cosa vale per gli animali! Libertà in sicurezza per gli animali, ma libertà: ucciderli psicologicamente rinchiudendoli nelle gabbie, significa ucciderli nell'anima, e non è tanto diverso dalla morte fisica. Animali liberi!

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Petizione creata in data 26 gennaio 2023