Giustizia per il basolato romano dell'Ospedale "San Giovanni Evangelista" di Tivoli

Il problema

Siamo l'A.P.S. ArcheoTibur, un'associazione archeologica acomposta da professionisti del settore, che opera nel volontariato culturale dal 2017, con sede nella città di Tivoli, attraverso convegni, conferene, visite guidate, pubblicazioni, didattica.

Questa è la storia di cui mai avremmo voluto essere testimoni, nonostante la Storia sia il nostro mestiere. Questo è il resoconto che mai avremmo voluto scrivere, ma è nostro preciso dovere non tacere, non divenire collusi con questo sistema marcio sin nelle radici. L'antico basolato romano ed i sanpietrini che ornavano il viale d'ingresso alle spalle dell'antica (e oggigiorno restaurata) porta di San Giovanni dell'ospedale di Tivoli, il "San Giovanni Evangelista", sono stati distrutti durante i lavori di rifacimento e restauro. Si, avete letto benissimo: DISTRUTTI A PICCONATE E CON L'ESCAVATRICE MECCANICA DURANTE I LAVORI DI "RESTAURO" DELL'OSPEDALE. Al loro posto, attualmente, una terrificante colata di asfalto.

 


Procediamo con ordine:

 

 

 

Mercoledì 26 luglio 

Attraverso varie segnalazioni, corredate da fotografie, si viene a notare che, rimosse le impalcature e le delimitazioni al suolo insistenti nel cantiere del sopracitato ospedale tiburtino, vi è qualcosa di anomalo: basoli e sanpietrini sono spariti, sostituiti da un'immonda colata di asfalto. Poco dopo, giunge la notizia che il cantiere è stato sospeso per intervento della Polizia Locale.

 


Giovedì 27 luglio

La mattina stessa viene allertata la Soprintendenza, grazie a vari canali. Il cantiere diviene oggetto di sopralluogo da parte della Soprintendenza e della Polizia Locale, nel pomeriggio viene comunicata l'orribile notizia: basolato romano e sanpietrini sono stati rimossi e distrutti tramite piccone ed escavatrice meccanica. Gli agenti della Polizia Locale di Tivoli hanno sequestrato il cantiere dei lavori di restauro del piazzale antistante l’antica Porta di San Giovanni e la chiesa dell’ospedale.A seguito di telefonate e segnalazioni, anche sui Social, i vigili urbani diretti dal C omandante Antonio D’Emilio sono intervenuti sul posto insieme al funzionario archeologo Maria Teresa Moroni e all’ex funzionario Zaccaria Mari. Durante il sopralluogo agenti e archeologi hanno accertato che l’impresa esecutrice dei lavori commissionati dalla Asl Roma 5 ha rimosso un tratto di basolato romano lungo circa 2 metri e largo 4 metri. Davanti agli agenti e agli archeologi gli operai avrebbero ammesso di aver rimosso le lastre di basalto con un escavatore meccanico e di averle poi sepolte in una buca scavata a pochi metri dal nuovo marciapiede in sampietrini. Durante il sopralluogo gli agenti e gli archeologi hanno infatti accertato che né la ditta esecutrice tantomeno la Asl Roma 5 ha richiesto al Comune di Tivoli l’autorizzazione per rimuovere il basolato romano. Motivo per cui il Comune non aveva informato la Soprintendenza e non aveva richiesto il parere obbligatorio, ricadendo l’ospedale “San Giovanni Evangelista” in zona vincolata monumentale. La Polizia Locale di Tivoli ha inviato un’informativa alla locale Procura alla quale spetterà fare luce sulla vicenda individuando eventuali responsabili. Emerge chiarramente, dunque, che la Asl Roma 5 e la ditta esecutrice dei lavori stavano operando in PIENO ABUSIVISMO, recando volontariamente ingenti danni ad un bene archeologico la cui tutela è legislata dal vigente Codice Penale. I giornali ed i soccial network locali danno grande risalto alla notizia, la quale viene appresa con sgomento e sdegno da parte dei cittadini, residente e non.

 

Sabato 29 luglio

L'A.P.S. ArcheoTibur, dopo aver sollevato il velo dietro questa assurda e grottesca vicenda, denuncia l'accaduto al Ministero della Cultura e alla Procura della Repubblica di Tivoli, tramite un lungo ed esaustivo report corredato da numerose foto, attravero l'invio di PEC.

 


Lunedì 31 luglio

L'A.P.S. ArcheoTibur, attraverso una PEC, chiede delucidazioni al Comune di Tivoli circa l'accaduto, dato il singolare silanzio dell'amministrazione comunale circa la vicenda, e se intende costituirsi parte civile per il danno sofferto.

 

In città esplode la rabbia per quello che è un danno enorme, che lede la nostra storia, il nostro patrimonio, la nostra memoria: il basolato romano, posto sul lato nord del padiglione "Arnaldi", affiorò nel lontano 1844. Dagli studi condotti, negli anni passati, da eminenti accademici quali i proff. Cairoli Giuliani e Franco Sciarretta, emerse chiaramente che nell'area che prospiciente l'ospedale e il suddetto padiglione si snodava un complesso ed articolato asse viario, il quale andava ad incontrare la strada che proveniva dall'anfiteatro di M.T. Bleso per poi raggiungere la Tiburtina Valeria, scavalcando l'Aniene attraverso un ponte (ubicato proprio tra l'ospedale e la stazione ferroviaria). Un danno INCALCOLABILE di cui i responsabili dovranno rispondere. ArcheoTibur, la cui missione è precisamente la tutela, lo studio e la divulgazione del nostro patrimonio storico, archeologico, artistico e culturale, ESIGE che la verità venga a galla e chi di dovere, PAGHI. PAGHI ESEMPLARMENTE.

- La ditta era a conoscenza di ciò su cui stava mettendo mano? Se si fosse trattato di un danno perpetrato da "semplice" ignoranza, perchè operare in segretezza e privi dei regolari permessi di scavo? Perchè interrare le pietre, giustificadosi ridicolmente di averle messe via per poi ricollocarle in un secondo momento altrove, in sicurezza, invece che disfarsene assieme al restante materiale di scarto del cantiere? Stavano forse venendo messe da parte, in attesa che il danno passasse inosservato, su PRECISA INDICAZIONE DI QUALCUNO, allo scopo di essere destinate altrove?

ESIGIAMO giustizia riguardo ad un vero e proprio crimine perpetrato contro la nostra storia, per di più finanziato con SOLDI PUBBLICI. Secondo il CODICE PENALE:

 


Dei delitti contro il patrimonio culturale

Libro II, Titolo VIII-bis 11/04/2022

Art. 518-duodecies.

Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici (1)

"Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 2.500 a euro 15.000.

Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico ovvero pregiudizievole per la loro conservazione o integrità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 1.500 a euro 10.000.

La sospensione condizionale della pena è subordinata al ripristino dello stato dei luoghi o all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.

Articolo inserito dall’art. 1, comma 1, lett. b), L. 9 marzo 2022, n. 22, a decorrere dal 23 marzo 2022, ai sensi di quanto disposto dall’art. 7, comma 1, della medesima legge n. 22/2022, che ha inserito l’intero titolo VIII-bis."

Abusi edilizi: opere eseguite su suolo pubblico
In questo caso, l’abuso edilizio consiste nella realizzazione di interventi sul suolo del demanio o del patrimonio dello Stato o di proprietà di Enti pubblici senza permesso di costruire o in totale o parziale difformità rispetto all’autorizzazione rilasciata. Quando scoperto, scatta la diffida dell’ufficio competente, dopodiché vengono ordinati al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi. Questo, però, non succede se a commettere l’abuso è un’amministrazione statale: in quest’ultimo caso, l’ufficio comunale competente si limita a darne comunicazione alla Regione ed al Ministero delle Infrastrutture ed i Trasporti. È di competenza di quest’ultimo, sentita la giunta regionale, adottare i relativi provvedimenti.

 

Siamo pronti a dare battaglia, con tutte le nostre forze. Il senso di appartenenza alla propria città lo dimostra in queste occasioni,

 


PERTANTO CHIEDIAMO:

 


- la rimozione IMMEDIATA dei vertici della Asl Roma 5, i quali hanno permesso che un cantiere abusivo su suolo pubblico, sotto la loro giurisdizione, vandalizzasse un reperto archeologico appartenente alla città, in spregio delle leggi attualmente vigenti;

 

- il pagamento delle relative sanzioni penali e pecuniarie da parte dei responsabili di tale scempio;

 

- il ripristino della stato dei luoghi, a spese dei responsabili, e l'interdizione ai lavori pubblici per la durata che sarà stabilita in sede di giudizio;

 

- che vengono individuati e resi noti tutti i responsabili questa scandalosa vicenda, la quale affonda le radici in finanziamenti elargiti per il raggiugimento degli obiettivi del rifacimento e ammodernamento dell'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli--->

https://www.google.com/.../ospedale-san-giovanni-tivoli

Link alla pagina Facebook di ArcheoTibur--->https://www.facebook.com/archeotibur

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Archeo TiburPromotore della petizione

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Il problema

Siamo l'A.P.S. ArcheoTibur, un'associazione archeologica acomposta da professionisti del settore, che opera nel volontariato culturale dal 2017, con sede nella città di Tivoli, attraverso convegni, conferene, visite guidate, pubblicazioni, didattica.

Questa è la storia di cui mai avremmo voluto essere testimoni, nonostante la Storia sia il nostro mestiere. Questo è il resoconto che mai avremmo voluto scrivere, ma è nostro preciso dovere non tacere, non divenire collusi con questo sistema marcio sin nelle radici. L'antico basolato romano ed i sanpietrini che ornavano il viale d'ingresso alle spalle dell'antica (e oggigiorno restaurata) porta di San Giovanni dell'ospedale di Tivoli, il "San Giovanni Evangelista", sono stati distrutti durante i lavori di rifacimento e restauro. Si, avete letto benissimo: DISTRUTTI A PICCONATE E CON L'ESCAVATRICE MECCANICA DURANTE I LAVORI DI "RESTAURO" DELL'OSPEDALE. Al loro posto, attualmente, una terrificante colata di asfalto.

 


Procediamo con ordine:

 

 

 

Mercoledì 26 luglio 

Attraverso varie segnalazioni, corredate da fotografie, si viene a notare che, rimosse le impalcature e le delimitazioni al suolo insistenti nel cantiere del sopracitato ospedale tiburtino, vi è qualcosa di anomalo: basoli e sanpietrini sono spariti, sostituiti da un'immonda colata di asfalto. Poco dopo, giunge la notizia che il cantiere è stato sospeso per intervento della Polizia Locale.

 


Giovedì 27 luglio

La mattina stessa viene allertata la Soprintendenza, grazie a vari canali. Il cantiere diviene oggetto di sopralluogo da parte della Soprintendenza e della Polizia Locale, nel pomeriggio viene comunicata l'orribile notizia: basolato romano e sanpietrini sono stati rimossi e distrutti tramite piccone ed escavatrice meccanica. Gli agenti della Polizia Locale di Tivoli hanno sequestrato il cantiere dei lavori di restauro del piazzale antistante l’antica Porta di San Giovanni e la chiesa dell’ospedale.A seguito di telefonate e segnalazioni, anche sui Social, i vigili urbani diretti dal C omandante Antonio D’Emilio sono intervenuti sul posto insieme al funzionario archeologo Maria Teresa Moroni e all’ex funzionario Zaccaria Mari. Durante il sopralluogo agenti e archeologi hanno accertato che l’impresa esecutrice dei lavori commissionati dalla Asl Roma 5 ha rimosso un tratto di basolato romano lungo circa 2 metri e largo 4 metri. Davanti agli agenti e agli archeologi gli operai avrebbero ammesso di aver rimosso le lastre di basalto con un escavatore meccanico e di averle poi sepolte in una buca scavata a pochi metri dal nuovo marciapiede in sampietrini. Durante il sopralluogo gli agenti e gli archeologi hanno infatti accertato che né la ditta esecutrice tantomeno la Asl Roma 5 ha richiesto al Comune di Tivoli l’autorizzazione per rimuovere il basolato romano. Motivo per cui il Comune non aveva informato la Soprintendenza e non aveva richiesto il parere obbligatorio, ricadendo l’ospedale “San Giovanni Evangelista” in zona vincolata monumentale. La Polizia Locale di Tivoli ha inviato un’informativa alla locale Procura alla quale spetterà fare luce sulla vicenda individuando eventuali responsabili. Emerge chiarramente, dunque, che la Asl Roma 5 e la ditta esecutrice dei lavori stavano operando in PIENO ABUSIVISMO, recando volontariamente ingenti danni ad un bene archeologico la cui tutela è legislata dal vigente Codice Penale. I giornali ed i soccial network locali danno grande risalto alla notizia, la quale viene appresa con sgomento e sdegno da parte dei cittadini, residente e non.

 

Sabato 29 luglio

L'A.P.S. ArcheoTibur, dopo aver sollevato il velo dietro questa assurda e grottesca vicenda, denuncia l'accaduto al Ministero della Cultura e alla Procura della Repubblica di Tivoli, tramite un lungo ed esaustivo report corredato da numerose foto, attravero l'invio di PEC.

 


Lunedì 31 luglio

L'A.P.S. ArcheoTibur, attraverso una PEC, chiede delucidazioni al Comune di Tivoli circa l'accaduto, dato il singolare silanzio dell'amministrazione comunale circa la vicenda, e se intende costituirsi parte civile per il danno sofferto.

 

In città esplode la rabbia per quello che è un danno enorme, che lede la nostra storia, il nostro patrimonio, la nostra memoria: il basolato romano, posto sul lato nord del padiglione "Arnaldi", affiorò nel lontano 1844. Dagli studi condotti, negli anni passati, da eminenti accademici quali i proff. Cairoli Giuliani e Franco Sciarretta, emerse chiaramente che nell'area che prospiciente l'ospedale e il suddetto padiglione si snodava un complesso ed articolato asse viario, il quale andava ad incontrare la strada che proveniva dall'anfiteatro di M.T. Bleso per poi raggiungere la Tiburtina Valeria, scavalcando l'Aniene attraverso un ponte (ubicato proprio tra l'ospedale e la stazione ferroviaria). Un danno INCALCOLABILE di cui i responsabili dovranno rispondere. ArcheoTibur, la cui missione è precisamente la tutela, lo studio e la divulgazione del nostro patrimonio storico, archeologico, artistico e culturale, ESIGE che la verità venga a galla e chi di dovere, PAGHI. PAGHI ESEMPLARMENTE.

- La ditta era a conoscenza di ciò su cui stava mettendo mano? Se si fosse trattato di un danno perpetrato da "semplice" ignoranza, perchè operare in segretezza e privi dei regolari permessi di scavo? Perchè interrare le pietre, giustificadosi ridicolmente di averle messe via per poi ricollocarle in un secondo momento altrove, in sicurezza, invece che disfarsene assieme al restante materiale di scarto del cantiere? Stavano forse venendo messe da parte, in attesa che il danno passasse inosservato, su PRECISA INDICAZIONE DI QUALCUNO, allo scopo di essere destinate altrove?

ESIGIAMO giustizia riguardo ad un vero e proprio crimine perpetrato contro la nostra storia, per di più finanziato con SOLDI PUBBLICI. Secondo il CODICE PENALE:

 


Dei delitti contro il patrimonio culturale

Libro II, Titolo VIII-bis 11/04/2022

Art. 518-duodecies.

Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici (1)

"Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 2.500 a euro 15.000.

Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico ovvero pregiudizievole per la loro conservazione o integrità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 1.500 a euro 10.000.

La sospensione condizionale della pena è subordinata al ripristino dello stato dei luoghi o all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.

Articolo inserito dall’art. 1, comma 1, lett. b), L. 9 marzo 2022, n. 22, a decorrere dal 23 marzo 2022, ai sensi di quanto disposto dall’art. 7, comma 1, della medesima legge n. 22/2022, che ha inserito l’intero titolo VIII-bis."

Abusi edilizi: opere eseguite su suolo pubblico
In questo caso, l’abuso edilizio consiste nella realizzazione di interventi sul suolo del demanio o del patrimonio dello Stato o di proprietà di Enti pubblici senza permesso di costruire o in totale o parziale difformità rispetto all’autorizzazione rilasciata. Quando scoperto, scatta la diffida dell’ufficio competente, dopodiché vengono ordinati al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi. Questo, però, non succede se a commettere l’abuso è un’amministrazione statale: in quest’ultimo caso, l’ufficio comunale competente si limita a darne comunicazione alla Regione ed al Ministero delle Infrastrutture ed i Trasporti. È di competenza di quest’ultimo, sentita la giunta regionale, adottare i relativi provvedimenti.

 

Siamo pronti a dare battaglia, con tutte le nostre forze. Il senso di appartenenza alla propria città lo dimostra in queste occasioni,

 


PERTANTO CHIEDIAMO:

 


- la rimozione IMMEDIATA dei vertici della Asl Roma 5, i quali hanno permesso che un cantiere abusivo su suolo pubblico, sotto la loro giurisdizione, vandalizzasse un reperto archeologico appartenente alla città, in spregio delle leggi attualmente vigenti;

 

- il pagamento delle relative sanzioni penali e pecuniarie da parte dei responsabili di tale scempio;

 

- il ripristino della stato dei luoghi, a spese dei responsabili, e l'interdizione ai lavori pubblici per la durata che sarà stabilita in sede di giudizio;

 

- che vengono individuati e resi noti tutti i responsabili questa scandalosa vicenda, la quale affonda le radici in finanziamenti elargiti per il raggiugimento degli obiettivi del rifacimento e ammodernamento dell'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli--->

https://www.google.com/.../ospedale-san-giovanni-tivoli

Link alla pagina Facebook di ArcheoTibur--->https://www.facebook.com/archeotibur

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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