Una #GiornatadelBiotestamento per garantire il diritto all’autodeterminazione

Il problema

Ad un anno dall’entrata in vigore della legge 219 sul Biotestamento, approvata in Senato il 14 dicembre 2017, è ancora forte la confusione dei cittadini italiani rispetto alla forma e alle modalità pratiche di redazione delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento).

Chiediamo al Presidente del Consiglio e ai Presidenti della Camera e del Senato l’istituzione il 14 dicembre di una Giornata del Biotestamento, che permetta di sensibilizzare un ampio pubblico sugli elementi chiave della normativa,  legati ai  diritti fondamentali  di autodeterminazione e di scelta.

Da un’indagine promossa da Vidas col supporto di Focus MGMT* in Lombardia, è infatti emerso che il 54% degli intervistati ha sentito parlare delle DAT solo superficialmente, mentre il 18% non ne sa nulla. I più informati citano la televisione come principale fonte (per oltre l’80% del campione), seguita da quotidiani (39%) e riviste specialistiche (19%). Televisione e radio compaiono anche tra i canali privilegiati da cui ricevere informazioni sul tema, accanto alla figura del medico di base delle associazioni.

A fronte di questi dati riteniamo che l’attenzione mediatica generata da una Giornata dedicata al tema del Biotestamento possa essere utile  a una maggiore diffusione e all’approfondimento della legge 219/2017. Attualmente, solo 3 persone su 10 si sono poste il problema di pianificare il proprio fine vita e appena il 3% degli intervistati ha redatto il Testamento Biologico (anche se c’è una media propensione a redigerlo nel futuro, soprattutto per la fascia tra i 26 e i 40 anni).

Senza informazioni adeguate non è possibile maturare un proprio giudizio e  l’opinione pubblica viene stimolata solo da  casi mediatici, spesso utilizzati ideologicamente. Ciò dà vita a discussioni  soprattutto on line molto accese e personali  che si esauriscono nel giro di pochi giorni per poi tornare nell’oblio. Esemplari i casi che hanno riguardato i bimbi Charlie Gard e Alfie Evans.

Insieme possiamo fare sì che la legge 219/2017 ci aiuti a garantire il diritto all’autodeterminazione nella scelta del percorso di cura e del fine vita, a tutela della dignità della persona fino all’ultimo istante.

 Firma anche tu la petizione!

 La sostengono:

  • Emilia de Biase - Senatrice e Presidente della 12ª Commissione Igiene e Sanità nella precedente legislatura nonché relatrice della legge sul biotestamento
  • Amedeo Santosuosso - Giudice Corte d’Appello di Milano e membro della commissione Unesco sull’etica della conoscenza scientifica e tecnologica

* Vidas ha promosso col supporto di Focus MGMT una indagine conoscitiva sulle percezioni in merito al Testamento Biologico che si è mossa su due binari: da un lato una sentiment analysis sul Web,  dall’altro un focus sulla percezione della popolazione  svolta su un campione di 400 intervistati residenti in Lombardia, che hanno risposto a una serie di domande registrate su un computer tramite software (metodologia CATI). Ogni intervista è durata circa 30 minuti. È possibile consultare l’intera ricerca sul sito Vidas.

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VidasPromotore della petizione

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Il problema

Ad un anno dall’entrata in vigore della legge 219 sul Biotestamento, approvata in Senato il 14 dicembre 2017, è ancora forte la confusione dei cittadini italiani rispetto alla forma e alle modalità pratiche di redazione delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento).

Chiediamo al Presidente del Consiglio e ai Presidenti della Camera e del Senato l’istituzione il 14 dicembre di una Giornata del Biotestamento, che permetta di sensibilizzare un ampio pubblico sugli elementi chiave della normativa,  legati ai  diritti fondamentali  di autodeterminazione e di scelta.

Da un’indagine promossa da Vidas col supporto di Focus MGMT* in Lombardia, è infatti emerso che il 54% degli intervistati ha sentito parlare delle DAT solo superficialmente, mentre il 18% non ne sa nulla. I più informati citano la televisione come principale fonte (per oltre l’80% del campione), seguita da quotidiani (39%) e riviste specialistiche (19%). Televisione e radio compaiono anche tra i canali privilegiati da cui ricevere informazioni sul tema, accanto alla figura del medico di base delle associazioni.

A fronte di questi dati riteniamo che l’attenzione mediatica generata da una Giornata dedicata al tema del Biotestamento possa essere utile  a una maggiore diffusione e all’approfondimento della legge 219/2017. Attualmente, solo 3 persone su 10 si sono poste il problema di pianificare il proprio fine vita e appena il 3% degli intervistati ha redatto il Testamento Biologico (anche se c’è una media propensione a redigerlo nel futuro, soprattutto per la fascia tra i 26 e i 40 anni).

Senza informazioni adeguate non è possibile maturare un proprio giudizio e  l’opinione pubblica viene stimolata solo da  casi mediatici, spesso utilizzati ideologicamente. Ciò dà vita a discussioni  soprattutto on line molto accese e personali  che si esauriscono nel giro di pochi giorni per poi tornare nell’oblio. Esemplari i casi che hanno riguardato i bimbi Charlie Gard e Alfie Evans.

Insieme possiamo fare sì che la legge 219/2017 ci aiuti a garantire il diritto all’autodeterminazione nella scelta del percorso di cura e del fine vita, a tutela della dignità della persona fino all’ultimo istante.

 Firma anche tu la petizione!

 La sostengono:

  • Emilia de Biase - Senatrice e Presidente della 12ª Commissione Igiene e Sanità nella precedente legislatura nonché relatrice della legge sul biotestamento
  • Amedeo Santosuosso - Giudice Corte d’Appello di Milano e membro della commissione Unesco sull’etica della conoscenza scientifica e tecnologica

* Vidas ha promosso col supporto di Focus MGMT una indagine conoscitiva sulle percezioni in merito al Testamento Biologico che si è mossa su due binari: da un lato una sentiment analysis sul Web,  dall’altro un focus sulla percezione della popolazione  svolta su un campione di 400 intervistati residenti in Lombardia, che hanno risposto a una serie di domande registrate su un computer tramite software (metodologia CATI). Ogni intervista è durata circa 30 minuti. È possibile consultare l’intera ricerca sul sito Vidas.

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VidasPromotore della petizione

I decisori

Roberto Fico
Presidente della Camera dei Deputati
Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri

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