
Dopo oltre trent’anni di servizio, una lavoratrice viene licenziata per un episodio legato a un prodotto da meno di 3 euro : la vicenda si è conclusa con un risarcimento
Una vicenda che ha suscitato forte attenzione riguarda una dipendente di un supermercato, licenziata dopo un episodio legato a un flacone di detersivo del valore di circa 2,90 euro.
Secondo la ricostruzione, la lavoratrice aveva regolarmente effettuato la spesa al termine del turno. Tuttavia, una volta uscita dal punto vendita, una busta si era rotta e il prodotto si era danneggiato. Tornata all’interno del negozio, aveva preso un nuovo flacone per sostituire quello rotto.
Proprio questa sostituzione è stata al centro della contestazione disciplinare che ha portato, nel giro di poco tempo, al licenziamento.
Dal licenziamento alla causa legale
L’azienda ha ritenuto che la lavoratrice avesse prelevato un prodotto senza completare correttamente la procedura di pagamento, configurando quindi una violazione delle regole interne.
La dipendente, con oltre trent’anni di servizio alle spalle, ha invece contestato il provvedimento, ritenendolo sproporzionato rispetto alla dinamica dei fatti. La vicenda è quindi approdata davanti al giudice del lavoro, aprendo una controversia legale tra le parti. Il caso ha attirato l’attenzione anche per il valore minimo dell’oggetto contestato, diventando rapidamente emblematico nel dibattito pubblico.
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