
La vicenda della dipendente disabile del Comune di Avellino, riconosciuta vittima di mobbing e risarcita dal Tribunale, continua a suscitare attenzione nel dibattito pubblico sul tema delle tutele nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore pubblico. La sentenza conferma che anche le amministrazioni sono pienamente responsabili quando vengono accertate condotte vessatorie sistematiche e discriminazioni legate alla condizione di disabilità, ribadendo il dovere di garantire ambienti di lavoro inclusivi, sicuri e rispettosi della dignità della persona.
Il caso rafforza l’urgenza di strumenti normativi più chiari e specifici contro il mobbing e di meccanismi di prevenzione e controllo effettivi, affinché situazioni analoghe possano essere intercettate e fermate prima di degenerare in danni gravi alla salute e alla vita professionale dei lavoratori.
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