
Care firmatarie, cari firmatari,
desidero ringraziarvi ancora per il sostegno alla petizione contro il mobbing e per la tutela della dignità sul lavoro.
In questi giorni è stata pubblicata una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 31312/2025) che rafforza in modo significativo le garanzie per i lavoratori colpiti da licenziamenti per “esubero” utilizzati in modo strumentale o come esito di dinamiche organizzative opache, spesso collegate anche a situazioni di isolamento, pressione psicologica e demansionamento.
La Corte ha ribadito che il datore di lavoro non può licenziare un dipendente per giustificato motivo oggettivo se, di fatto, la stessa attività continua a essere svolta all’interno dell’azienda o affidata a collaboratori esterni: prima del recesso è obbligatorio verificare ogni reale possibilità di ricollocazione (obbligo di repêchage).
Ho approfondito questi principi in un articolo che mette in luce il collegamento tra riorganizzazioni, uso di collaboratori esterni e tutela sostanziale del lavoratore:
Licenziamento per esubero e collaboratore esterno: la Cassazione tutela il lavoratore
Si tratta di un orientamento giurisprudenziale che può incidere concretamente anche su molte vicende di mobbing organizzativo, in cui il licenziamento economico viene talvolta utilizzato come fase finale di una strategia di espulsione.
Continuerò ad aggiornare la petizione e i suoi sostenitori su sviluppi normativi, giurisprudenziali e iniziative utili a rafforzare la protezione delle persone che subiscono pressioni, isolamento o estromissioni ingiustificate nei luoghi di lavoro.
Grazie per l’attenzione e per il vostro impegno
Un cordiale saluto
Paolo Centofanti
Direttore Fede e Ragione
Promotore della petizione contro il mobbing