
La possibilità che il Covo della ladra chiuda non è una provocazione. Ma una scelta imprenditoriale di Mariana che investirà la libreria qualora dovesse davvero dover gestire gli accompagnamenti dei suoi filgi in due scuole distanti da loro e, in particolare per una, lontana 2 chilometri da casa.
Ecco cosa è successo, passo per passo:
1) la conferma di accettazione in Via Carnia di nostra figlia, ci arriva regolarmente via mail e anche telefonicamente dallo stesso istituto scolastico a fine febbraio. Di conseguenza, noi scegliamo le soluzioni per la materna del fratello minore, più comode per gestire entrambi in tranquillità.
2) a inizio giugno abbiamo più di un contatto con la scuola dio Via Carnia e il suo corpo docenti che vuole parlare con noi genitori per conoscerci meglio prima dell'inizio della scuola.
3) il 25 giugno siamo convocati insieme a tutti i genitori dei nuovi iscritti in Via Carnia ad una riunione serale, con Preside e Vice preside. In questo frangente ci viene comunicato che 11 bambini "fuori bacino", tra cui nostra figlia, sarebbero stati trasferiti d'ufficio in un'altra scuola, nel quartiere Feltre, a 2 Km di distanza da casa e dal posto di lavoro di mia moglie. Non molto lontano, ma in una delle arterie più trafficate, uscita della tangenziale, e "a passo d'uomo" nelle ore di punta.
4) una comunicazione scritta dello spostamento, ci arriva solo martedì 2 luglio, dopo nostra comunicazione di presa contatto con il difensore civico.
Da quella sera, è iniziata la nostra odissea che ci ha portato prima dal Preside e dalla Vicepreside del plesso Carnia/Feltre, poi dal Provveditorato, poi dal preside di Giacosa/Russo, l'unico che ci ha ascoltato e spiegato cosa stava accadendo, infine dal difensore civico regionale a cui stiamo per mandare tutti i documenti raccolti.
A parte i dati raccolti sullo storico della gestione del plesso, che non eccelle per trasparenza e buon senso, e di una strana distribuzione di alunni di origine italiana e di origine straniera, che fa sorgere non pochi dubbi, la prova ufficiale l'abbiamo raccolta parlando con i rispettivi presidi e il provveditorato e cioè che il Preside e la vice preside sapevano della possibilità di spostamento già da maggio e che se lo avesse comunicato per tempo, avremmo avuto tutto il tempo necessario per valutare la fattibilità e la sostenibilità di questo cambiamento oppure di scegliere se andare nella vicina scuola Russo dove, ancora sino a fine maggio, c'erano posti disponibili.
Questa petizione sarà inviata a Presidi e Privveditorato, ma è anche una presa di posizione che speriamo possa arrivare alle 10 famiglie (11 con la mia) coinvolte in questa storia che più racconto, e più mi sembra di difficile comprensione per chi non la vive in prima persona.
Un esempio di come, una gestione superficiale dell'amministrazione pubblica, l'abitudine a non mettere attenzione in quello che si fa, possa ripercuotersi con effetti enormi su un intero sistema sociale, su equilibri delicati tra culture e pensieri, tra esseri umani che sono sempre un sistema di relazioni e non isole dimenticate nelle pieghe del tessuto urbano.
A presto
Massimo Ticchiati & Mariana Marenghi