1 ora d'aria per la Scuola Moscati (basta disagi, ridateci almeno il cortile!)

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I 650 alunni della Scuola Moscati Primaria e Secondaria di Milano vivono da anni una situazione di disagi quotidiani. Ridateci almeno il cortile, tutti hanno diritto ad avere almeno un'ora d'aria!

La Scuola Moscati di Milano è in attesa da circa 3 anni di grandi lavori di ristrutturazione. La procedura di bando è in corso, ma nessuno è in grado di dire quando effettivamente i lavori di ristrutturazione partiranno. Nel mentre a disagi si sommano disagi e anche i più banali interventi vengono effettuati con gravi ritardi e solo dopo innumerevoli solleciti.

Da luglio 2015 la scuola  è stata "ingabbiata" da cesate intorno ai muri esterni e lungo tutto il perimetro del cortile interno: peccato che nessuno si stia occupando della manutenzione delle cesate installate, con il risultato che gli oltre 650 alunni della scuola non possono più accedere al cortile per le normali attività ricreative libere. Da mesi e mesi bambini fra i 5 e gli 11 anni sono rinchiusi nella scuola (e spesso nelle aule, dato che nei corridoi rischiano di farsi anche seriamente male) per 8 ore al giorno, tutti i giorni. E se nessuno interviene? continueranno a non poter accedere al cortile ancora per mesi, forse anni?

Capiamo che i tempi degli appalti pubblici siano lunghi, ma troviamo veramente incomprensibile che il Comune si rifiuti di effettuare un intervento banale (sarebbe sufficiente una giornata di lavoro) ma che tanto gioverebbe al benessere psicofisico e alla salute di una intera comunità scolastica. E perchè invece le aiule di corso Sempione -adiacente alla nostra scuola- vengono mantenute e curate?  Il dubbio che vengano considerate più importanti le corsette dei cani rispetto alle corse dei bambini sta venendo a molti...

E non è l'unico disagio. Gli alunni Moscati convivono giornalmente con il disagio dovuto alla costante sofferenza in cui versa l’edificio MoscatiGrave sofferenza dovuta alla vetustità dell’edificio, alla lentezza degli interventi, al sottodimensionamento di organico di collaboratori scolastici. Alcuni interventi vengono effettuati ma quasi sempre non tempestivi e a seguito di numerose  segnalazioni e solleciti. Alcuni esempi (ma ve ne sarebbero anche molti di più): i bagni di un intero piano della secondaria sono stati inagibili per 4 mesi e nella primaria spesso a turno  ci sono dei servizi igienici inagibili per settimane (ci dicono che -in occasione dei seggi elettorali- sarebbero stati risistemati tutti i servizi guasti della primaria, ma comunque quelli della secondaria sono ancora parzialmente non utilizzabili); per mesi alla primaria abbiamo avuto vetri pericolanti o rotti (un vetro sostituito a febbraio in una quarta era tenuto con lo scotch da imballo da oltre un anno!); estintori pericolanti (la precaria stabilità di alcuni di essi era stata evidenziata da tempo, finchè a  febbraio un estintore  è caduto -per fortuna non ferendo nessuno- e recentemente sono stati tutti rifissati e controllati); abbiamo un organico di collaboratori scolastici volenteroso e disponibile, ma che appare decisamente sotto dimensionato in relazione al numero di alunni e alle dimensioni e alle condizioni dell’edificio; il ritiro degli alunni all’uscita è un incubo da quando 3 anni fa il posizionamento delle cesate  ha dimezzato la larghezza del marciapiede antistante la Scuola (il tutto ripetutamente segnalato, ma senza alcun risultato). E siamo in attesa di tanti altri interventi e non per meri abbellimenti degli spazi (dal fabbro per eliminare alcuni spuntoni pericolosi, all’elettricista per mettere in sicurezza alcune prese, solo per citarne alcuni).

Inoltre gli spazi interni della Scuola Moscati sono spazi perlopiù potenzialmente pericolosi, inadatti a trascorrervi la ricreazione:

  • termosifoni in ghisa senza protezioni (per fortuna finora hanno provocato solo lividi e ricreazioni trascorse seduti in aula);
  • presenza di estintori (ri-fissati di recente ma sempre a rischio di collisioni involontarie);
  • vetri separatori fra aule e corridoi in stato e manutenzione precarie (se inavvertitamente colpiti potrebbero facilmente rompersi e ferire i bambini);
  • pavimentazione in alcuni punti a rischio di inciampo;
  • chiodi (un paio di settimane fa, dopo che un’alunna di prima si era graffiata il viso strisciando inavvertitamente contro un chiodo posto nel corridoio, si è provveduto a togliere i chiodi presenti nel corridoio delle classi prime)
  • … solo per citare i fattori di pericolosità più evidenti. Ed è solo grazie alla cura continua del personale della scuola e ad una fortunata serie di coincidenze che finora nessuno si è fatto seriamente male.

Eppure noi famiglie Moscati, come del resto la maggior parte delle famiglie di alunni della scuola pubblica italiana, la nostra parte la facciamo, sopperendo per quanto possibile a quella che è una mancanza cronica di fondi e di risorse per la scuola pubblica. Contribuiamo con mediamente 200 euro all'anno ad alunno al funzionamento e alle attività curriculari della scuola (senza contare tutte le ore di volontariato e il tempo perso a fare richieste legittime ma che spesso non trovano risposte): dal fondo sociale per garantire anche agli alunni meno facoltosi l'accesso a gite e laboratori , al provvedere a carta igienica, sapone, LIM e computer, tappetini di ingresso dell'edificio, all'arredare e dipingere a nostre spese aule spesso altrimenti ridotte a dei campi di battaglia ... giusto per citarne alcune. Non sarebbe corretto, ma a questo punto provvederemmo pure a sistemare il cortile. Ma per motivi amministrativi e assicurativi ci viene detto che non possiamo toccare le cesate e le reti rotte del cortile della scuola dei nostri figli  (rotte al punto tale che il cortile è inagibile perchè cesate e reti non mantenute sono diventate pericolose).

Per mesi abbiamo richiesto intervento che permettesse di riaprire il cortile. La Scuola ha richiesto l'intervento. Abbiamo atteso ed aspettato fiduciosi. Abbiamo scritto ai referenti del Comune di Milano e aperto reclami: nessuna risposta giunta. 

Abbiamo atteso, ma la situazione è ormai non più sostenibile. Chiediamo dunque che l'intervento - banale - venga immediatamente effettuato.

Perchè anche dei bambini  hanno diritto ad un'ora d'aria.



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