

Sostegno ai bambini e alle loro famiglie fino a settembre 2020


Sostegno ai bambini e alle loro famiglie fino a settembre 2020
Il problema
Ill.mo Presidente del Consiglio dr. Avv. Giuseppe Conte,
Egregia Ministra dell’Istruzione dr.ssa Lucia Azzolina
Egregio Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità dr.ssa Elena Bonetti
Egregi ministri,
come già evidenziato dall’iniziativa “Diamo voce ai bambini!”, a noi famiglie è stato chiesto di rimanere a casa, di stravolgere le nostre abitudini, di fare gli equilibristi tra l’accudimento dei nostri figli e il lavoro, di improvvisarci insegnanti per sostenerli nella didattica a distanza. Ci è stato detto che sarebbe stata una soluzione temporanea d’emergenza… e noi lo abbiamo fatto! Ma qualcuno si è chiesto come stanno i nostri figli e quali saranno le conseguenze sul loro sviluppo? Qualcuno si è chiesto come faranno i genitori a poter tornare a lavorare? Non si può parlare di ripartenza del Paese, senza pensare a delle soluzioni che riguardano le risorse più preziose del futuro di tutti: i bambini!
A tutt’oggi, nessuna famiglia con figli è stata informata su come si procederà dal 4 maggio 2020 in poi. Si, perché noi genitori ci stiamo chiedendo come dobbiamo organizzarci nella gestione dei nostri figli!
Il 24 febbraio è stato deciso, per tutelare la salute di tutti, di chiudere le scuole in tutta Italia. Moltissimi genitori hanno quindi utilizzato ferie, permessi, congedi parentali per affrontare la situazione. Sempre gli stessi hanno dovuto trovare una soluzione per permettere la didattica a distanza, improvvisandosi maestri ed educatori, cercando nel frattempo di organizzare il lavoro da casa, che molti datori di lavoro hanno concesso. Non dimentichiamo che il lavoro in smart working è comunque a tutti gli effetti un lavoro che prevede tempistiche e scadenze, che molto spesso non si conciliano con le esigenze fisiologiche, affettive e scolastiche dei bambini. In tutto questo, ovviamente per la salute dei più deboli, i nonni non hanno potuto aiutare figli e nipoti. E non solo…. È venuta a mancare qualsiasi forma di supporto, dalle associazioni al semplice reciproco aiuto tra genitori, amici e vicini.
A fronte dell’imminente riapertura di molte aziende, negozi ed attività, noi genitori, vorremmo sapere le reali proposte che questo Governo sta valutando per agevolare sia i lavoratori che le famiglie.
L’ipotesi che sta valutando questo Governo, da quanto si apprende dalla stampa, è quella di permettere al lavoratore di utilizzare i congedi parentali straordinari ma molti datori di lavoro si sono detti contrari a metterli a disposizione delle famiglie, in quanto la presenza del lavoratore sul posto di lavoro è fisicamente necessaria.
Vogliamo ricordarVi, egregi Ministri, che i liberi professionisti non godono di alcun congedo parentale. I lavoratori dipendenti hanno già utilizzato ferie, permessi, congedi parentali (tra l’altro pagati al 50% dello stipendio netto).
E’ altresì importante tutelare i bambini, garantendo i loro bisogni psico-motori, le loro attività ludiche e ricreative, ricostruendo la loro quotidianità e metodicità, instaurando nuovamente un rapporto sereno e proficuo con gli adulti, maestre e insegnanti. Molti bambini vivono in alloggi non idonei e in condizioni di sovraffollamento, senza tablet o computer con cui poter accedere alla didattica online. Il danno per la loro crescita potrebbe essere davvero enorme. Ricordiamoci che i bambini sono il futuro di questo Paese.
Chiediamo dunque a questo Governo:
- Che i bambini possano nuovamente accedere alla scuola di ogni grado sin da subito con le dovute precauzioni, magari suddividendoli in gruppi ed in orari ridotti, come già sta accadendo in molti Stati europei, colpiti come e quanto noi da questa pandemia.
- Che da settembre la scuola possa permettere nuovamente una ripresa regolare con lezioni frontali tra insegnanti e bambini, sfruttando quindi questi mesi per mettere in atto delle modifiche strutturali degli spazi scolastici.
- Come si intende tutelare il diritto all’istruzione dei nostri figli, costretti da mesi all’isolamento domestico e privi dei necessari contatti sociali con i loro coetanei. È evidente che la didattica a distanza non possa sostituirsi alla lezione in aula, né che la stessa possa essere svolta autonomamente dai bambini senza l’assistenza di un genitore. La famiglia si è accollata il carico dell’istruzione dei propri figli in questi mesi ma è arrivato il momento di pensare a delle valide alternative.
- Quali forme di assistenza alle famiglie saranno messe in campo durante il periodo estivo considerato che molti genitori hanno già usufruito di ferie, permessi e quant’altro durante il periodo di chiusura della scuola. È necessario che i bambini tornino a frequentarsi con le dovute precauzioni e che i loro genitori tornino ai loro posti di lavoro ma queste due esigenze non potranno mai essere soddisfatte se non verranno attuati progetti di assistenza estiva a bambini e ragazzi.
- Che le attività sportive dei bambini possano essere riattivate, sempre in gruppi minori o scaglionate in orari diversi.
- Quale forma di sostegno è prevista per le famiglie sulla base del Family Act, varato da questo Governo a febbraio 2020, fino alla riapertura delle scuole.
- Che venga strutturata un’alternativa valida e realistica al congedo parentale straordinario di 15 giorni, dato che i mesi in cui le famiglie dovranno ancora accudire i loro figli andranno da maggio a settembre (si spera).
- Non è democraticamente pensabile che molte donne debbano licenziarsi dal loro lavoro per accudire i figli. Il diritto al lavoro è sancito dalla Costituzione, così come lo è il diritto alla salute e il diritto allo studio. Dalle statistiche Istat dello scorso anno è emerso che il 31,5% delle donne disoccupate non cerca lavoro per motivi legati alla maternità e alla cura dei figli e il 28% delle stesse ha lasciato il lavoro per gli stessi motivi negli ultimi 7 anni. Non vogliamo nemmeno immaginare come salirà ora questa percentuale, se nulla verrà fatto per aiutare le famiglie!
- Di sapere se e quando partiranno i bandi per i progetti educativi del terzo settore, che fanno a capo alle associazioni di volontariato, cooperative sociali, di cui si parlava già a settembre.
- Che venga ampliato il bonus Babysitter di 600€ erogato una tantum tramite INPS, il quale non può soddisfare e coprire le esigenze famigliari, dato che le stesse sarebbero costrette a spese enormi per il babysitteraggio.
- Come si pretende di far ripartire l’economia se si mettono ancora di più in ginocchio le famiglie. Se uno dei due genitori dovrà lasciare temporaneamente o definitivamente il proprio lavoro, sarà intuitivo che la capacità economica di ogni famiglia sarà minima.
- Si sta pensando a come organizzare la stagione turistica, ma chiediamoci chi potrà permettersi di andare in ferie.
Tutto quello che ci è stato chiesto di fare lo abbiamo fatto! Non si possono ignorare i diritti dei bambini e dei lavoratori! Non si possono rimandare i problemi a settembre o chissà quando, continuando a scaricare tutto sulle famiglie! È giunto il momento che il Governo pensi anche a noi!
Egregi Ministri, i bambini sono il nostro futuro, il futuro di questo Paese. Non si può fare finta che non esistano!
Egregi Ministri, noi italiani siamo e vogliamo essere un popolo di lavoratori!
Egregi Ministri, noi lavoratori italiani siamo lavoratori ma teniamo anche ai nostri figli e quindi in nostra assenza, per risollevare le sorti di questo Paese, li vogliamo in posti sicuri e li vogliamo vedere felici e allegri!
Egregi Ministri, noi italiani siamo disposti a fare sacrifici per il nostro Paese, ma il nostro Paese non ci può lasciare allo sbando in questo frangente.
Restiamo quindi in attesa di proposte reali e valide.
Baccellieri Tiziana, Benin Francesca, Donini Paola, Grego Massimiliano, Ricci Carmen, Capuano Anna, Povolo Francesca, Biasi Raffaella, Ambra Eccel, , Miriam Claut, Savazzi Giorgio, Valentina Orlando, Susanna Pacini, Todeschi Tiziano, Stefania Steccanella, , Giorgio de Bartolo, Lighea Ingrassia, Prisca Schievenin, Eloisa Favaretto, Anna Lia Risitano, Valentina Albertin, Elisa Antonelli, Sarah Passamonti, Michelon Irene, Valentina Bosco, Carignani Alice, Castellaneta Marco, Elisa Stefani, Simon Russi, Puricelli Elena Sara e seguono le altre firme raccolte con la petizione online
Il problema
Ill.mo Presidente del Consiglio dr. Avv. Giuseppe Conte,
Egregia Ministra dell’Istruzione dr.ssa Lucia Azzolina
Egregio Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità dr.ssa Elena Bonetti
Egregi ministri,
come già evidenziato dall’iniziativa “Diamo voce ai bambini!”, a noi famiglie è stato chiesto di rimanere a casa, di stravolgere le nostre abitudini, di fare gli equilibristi tra l’accudimento dei nostri figli e il lavoro, di improvvisarci insegnanti per sostenerli nella didattica a distanza. Ci è stato detto che sarebbe stata una soluzione temporanea d’emergenza… e noi lo abbiamo fatto! Ma qualcuno si è chiesto come stanno i nostri figli e quali saranno le conseguenze sul loro sviluppo? Qualcuno si è chiesto come faranno i genitori a poter tornare a lavorare? Non si può parlare di ripartenza del Paese, senza pensare a delle soluzioni che riguardano le risorse più preziose del futuro di tutti: i bambini!
A tutt’oggi, nessuna famiglia con figli è stata informata su come si procederà dal 4 maggio 2020 in poi. Si, perché noi genitori ci stiamo chiedendo come dobbiamo organizzarci nella gestione dei nostri figli!
Il 24 febbraio è stato deciso, per tutelare la salute di tutti, di chiudere le scuole in tutta Italia. Moltissimi genitori hanno quindi utilizzato ferie, permessi, congedi parentali per affrontare la situazione. Sempre gli stessi hanno dovuto trovare una soluzione per permettere la didattica a distanza, improvvisandosi maestri ed educatori, cercando nel frattempo di organizzare il lavoro da casa, che molti datori di lavoro hanno concesso. Non dimentichiamo che il lavoro in smart working è comunque a tutti gli effetti un lavoro che prevede tempistiche e scadenze, che molto spesso non si conciliano con le esigenze fisiologiche, affettive e scolastiche dei bambini. In tutto questo, ovviamente per la salute dei più deboli, i nonni non hanno potuto aiutare figli e nipoti. E non solo…. È venuta a mancare qualsiasi forma di supporto, dalle associazioni al semplice reciproco aiuto tra genitori, amici e vicini.
A fronte dell’imminente riapertura di molte aziende, negozi ed attività, noi genitori, vorremmo sapere le reali proposte che questo Governo sta valutando per agevolare sia i lavoratori che le famiglie.
L’ipotesi che sta valutando questo Governo, da quanto si apprende dalla stampa, è quella di permettere al lavoratore di utilizzare i congedi parentali straordinari ma molti datori di lavoro si sono detti contrari a metterli a disposizione delle famiglie, in quanto la presenza del lavoratore sul posto di lavoro è fisicamente necessaria.
Vogliamo ricordarVi, egregi Ministri, che i liberi professionisti non godono di alcun congedo parentale. I lavoratori dipendenti hanno già utilizzato ferie, permessi, congedi parentali (tra l’altro pagati al 50% dello stipendio netto).
E’ altresì importante tutelare i bambini, garantendo i loro bisogni psico-motori, le loro attività ludiche e ricreative, ricostruendo la loro quotidianità e metodicità, instaurando nuovamente un rapporto sereno e proficuo con gli adulti, maestre e insegnanti. Molti bambini vivono in alloggi non idonei e in condizioni di sovraffollamento, senza tablet o computer con cui poter accedere alla didattica online. Il danno per la loro crescita potrebbe essere davvero enorme. Ricordiamoci che i bambini sono il futuro di questo Paese.
Chiediamo dunque a questo Governo:
- Che i bambini possano nuovamente accedere alla scuola di ogni grado sin da subito con le dovute precauzioni, magari suddividendoli in gruppi ed in orari ridotti, come già sta accadendo in molti Stati europei, colpiti come e quanto noi da questa pandemia.
- Che da settembre la scuola possa permettere nuovamente una ripresa regolare con lezioni frontali tra insegnanti e bambini, sfruttando quindi questi mesi per mettere in atto delle modifiche strutturali degli spazi scolastici.
- Come si intende tutelare il diritto all’istruzione dei nostri figli, costretti da mesi all’isolamento domestico e privi dei necessari contatti sociali con i loro coetanei. È evidente che la didattica a distanza non possa sostituirsi alla lezione in aula, né che la stessa possa essere svolta autonomamente dai bambini senza l’assistenza di un genitore. La famiglia si è accollata il carico dell’istruzione dei propri figli in questi mesi ma è arrivato il momento di pensare a delle valide alternative.
- Quali forme di assistenza alle famiglie saranno messe in campo durante il periodo estivo considerato che molti genitori hanno già usufruito di ferie, permessi e quant’altro durante il periodo di chiusura della scuola. È necessario che i bambini tornino a frequentarsi con le dovute precauzioni e che i loro genitori tornino ai loro posti di lavoro ma queste due esigenze non potranno mai essere soddisfatte se non verranno attuati progetti di assistenza estiva a bambini e ragazzi.
- Che le attività sportive dei bambini possano essere riattivate, sempre in gruppi minori o scaglionate in orari diversi.
- Quale forma di sostegno è prevista per le famiglie sulla base del Family Act, varato da questo Governo a febbraio 2020, fino alla riapertura delle scuole.
- Che venga strutturata un’alternativa valida e realistica al congedo parentale straordinario di 15 giorni, dato che i mesi in cui le famiglie dovranno ancora accudire i loro figli andranno da maggio a settembre (si spera).
- Non è democraticamente pensabile che molte donne debbano licenziarsi dal loro lavoro per accudire i figli. Il diritto al lavoro è sancito dalla Costituzione, così come lo è il diritto alla salute e il diritto allo studio. Dalle statistiche Istat dello scorso anno è emerso che il 31,5% delle donne disoccupate non cerca lavoro per motivi legati alla maternità e alla cura dei figli e il 28% delle stesse ha lasciato il lavoro per gli stessi motivi negli ultimi 7 anni. Non vogliamo nemmeno immaginare come salirà ora questa percentuale, se nulla verrà fatto per aiutare le famiglie!
- Di sapere se e quando partiranno i bandi per i progetti educativi del terzo settore, che fanno a capo alle associazioni di volontariato, cooperative sociali, di cui si parlava già a settembre.
- Che venga ampliato il bonus Babysitter di 600€ erogato una tantum tramite INPS, il quale non può soddisfare e coprire le esigenze famigliari, dato che le stesse sarebbero costrette a spese enormi per il babysitteraggio.
- Come si pretende di far ripartire l’economia se si mettono ancora di più in ginocchio le famiglie. Se uno dei due genitori dovrà lasciare temporaneamente o definitivamente il proprio lavoro, sarà intuitivo che la capacità economica di ogni famiglia sarà minima.
- Si sta pensando a come organizzare la stagione turistica, ma chiediamoci chi potrà permettersi di andare in ferie.
Tutto quello che ci è stato chiesto di fare lo abbiamo fatto! Non si possono ignorare i diritti dei bambini e dei lavoratori! Non si possono rimandare i problemi a settembre o chissà quando, continuando a scaricare tutto sulle famiglie! È giunto il momento che il Governo pensi anche a noi!
Egregi Ministri, i bambini sono il nostro futuro, il futuro di questo Paese. Non si può fare finta che non esistano!
Egregi Ministri, noi italiani siamo e vogliamo essere un popolo di lavoratori!
Egregi Ministri, noi lavoratori italiani siamo lavoratori ma teniamo anche ai nostri figli e quindi in nostra assenza, per risollevare le sorti di questo Paese, li vogliamo in posti sicuri e li vogliamo vedere felici e allegri!
Egregi Ministri, noi italiani siamo disposti a fare sacrifici per il nostro Paese, ma il nostro Paese non ci può lasciare allo sbando in questo frangente.
Restiamo quindi in attesa di proposte reali e valide.
Baccellieri Tiziana, Benin Francesca, Donini Paola, Grego Massimiliano, Ricci Carmen, Capuano Anna, Povolo Francesca, Biasi Raffaella, Ambra Eccel, , Miriam Claut, Savazzi Giorgio, Valentina Orlando, Susanna Pacini, Todeschi Tiziano, Stefania Steccanella, , Giorgio de Bartolo, Lighea Ingrassia, Prisca Schievenin, Eloisa Favaretto, Anna Lia Risitano, Valentina Albertin, Elisa Antonelli, Sarah Passamonti, Michelon Irene, Valentina Bosco, Carignani Alice, Castellaneta Marco, Elisa Stefani, Simon Russi, Puricelli Elena Sara e seguono le altre firme raccolte con la petizione online
PETIZIONE CHIUSA
Condividi questa petizione
I decisori



Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 21 aprile 2020