#RECOVERYFUND: aumentiamo le borse per le scuole di specializzazione mediche

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Gent.mo Presidente Conte,

Mi chiamo Gabriella Di Pietro, sono una studentessa della Facoltà di Medicina e Chirurgia e una dottoressa in Tecniche di radiologia medica.

In questo momento difficile per il nostro Paese è diventata evidente l’esigenza di tutelare la salute pubblica e quindi di investire nell'assunzione di specialisti medici e operatori sanitari da inserire nelle corsie degli ospedali e non di continuare a tamponare questa situazione, puntando tutto sui medici in pre-pensionamento o addirittura, richiamando i medici in pensione nei momenti di emergenza.

L'Italia investe ingenti risorse nella formazione della sua classe medica ma non è assolutamente in grado di proporre successivamente delle prospettive lavorative concrete, eque e stimolanti per i suoi medici. Il risultato è che molti di questi medici, una volta formati, lasciano il Paese e portano il loro sapere, la loro conoscenza e le loro competenze altrove - Germania, Svezia, Regno Unito, Francia, Australia - sicuri di ricevere una giusta compensazione in termini di retribuzione, prospettive lavorative e addirittura anche di formazione specialistica. Basti pensare che in Italia ci sono scuole per medici di Pronto Soccorso senza Pronto Soccorso o situazioni in cui seppur ci siano gravi motivazioni di famiglia o di salute non è garantito il trasferimento.

Ci troviamo di fronte non solo ad una fuga di cervelli, ma ad una emorragia economica di dimensioni nazionali e transnazionali.

Inoltre, l'Italia vive una situazione di grave carenza di personale medico specialistico a fronte della grave carenza di borse di studio per l'accesso alle scuole di specializzazione, erogate dal Miur, e a fronte delle insufficienti assunzioni. Voglio altresì specificare dato che spesso si fa confusione persino nelle testate nazionali che a mancare non sono i medici neolaureati ma i medici specialisti, ovvero i professionisti che si sono formati in circa 5 anni in scuola di specializzazione a seguito della laurea in Medicina e Chirurgia, che invece ha la durata di 6 anni.

Una carenza, quella degli specialisti, che si è fatta sentire in tutta la sua drammaticità durante la pandemia e alla quale il Governo ha cercato di rimediare con 4mila borse di studio in più per i medici specializzandi: questo è tuttavia un numero del tutto insufficiente a rimpiazzare i circa 32 mila medici che andranno in pensione nei prossimi 5 anni e a fronteggiare i momenti di maggiore stress per il nostro Sistema sanitario nazionale. Questa decisione taglia del tutto comunque fuori migliaia di medici neolaureati che non potranno completare la formazione specialistica post lauream in Italia, dopo aver già ricevuto 6 anni di formazione nel nostro Paese (formazione che l’Italia ha pagato).

Secondo uno studio del più grande sindacato medico italiano, l’Anaao, nel quinquennio 2019-2023, sono previsti 32.501 pensionamenti, a fronte di soli 22.328 nuovi specialisti che opteranno per il Ssn (il 66% del totale annuale), con una carenza di 10.173 specialisti, questo nello scenario di base. Infatti, tenendo conto che esiste già una carenza di 6.225 medici specialisti rispetto al 2009, che potrebbero essere necessari ulteriori 4.000 specialisti per far fronte all'attivazione di nuovi posti letto per l'emergenza da Covid-19, e che le uscite potrebbero aumentare per anticipi pensionistici, il deficit potrebbe salire alla vertiginosa cifra di circa 24mila medici specialisti nel 2023.

Per questo, chiediamo di utilizzare i soldi del Recovery Fund per aumentare le borse di studio per le scuole di specializzazione medica e di portare l'ammontare della retribuzione mensile percepita dagli specializzandi ai livelli degli altri paesi europei. Ed è per questo motivo che chiediamo una vera e propria riforma del sistema che preveda contratti di formazione lavoro e non più borse come se i medici italiani fossero ancora studenti.

Gli specializzandi medici italiani sono medici che non hanno nulla di diverso rispetto ai loro colleghi europei. 

Art. 34 della Costituzione

"I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi."(...)

Vogliamo che l’Italia sia un paese per giovani, e per giovani medici. 

In fede

Dr.ssa Gabriella Di Pietro.

ALS, Associazione Liberi Specializzandi